Manfredonia

Indagini epidemiologiche 17 SIN, bibliografia e dati Manfredonia (V)

Di:

Panoramica stabilimento Enichem Agricoltura (anni '70 - Ph: marcocapponi)

Roma/Manfredonia – L. Soleo, Bertollini R., G.Di Luzio (I fantasmi dell’Enichem), Martuzzi M. ed altri: questi gli autori relativi alla “bibliografia ragionata” del Reparto Epidemiologia Ambientale Dipartimento Ambiente e connessa Prevenzione Primaria Istituto Superiore di Sanità – Lucia Fazzo – per la pubblicazione delle (discusse) indagini epidemiologiche relative ai 17 siti di interesse nazionale per le bonifiche delle Regioni Obiettivo 1.

MANFREDONIA
AA.VV, Esposizione ad arsenico: a cinque anni dall’incidente di Manfredonia, a cura di L. Soleo, La Medicina del Lavoro, 73 (3), suppl: 262-380, 1982. Rendiconto dopo 5 anni delle indagini effettuate in seguito all’incidente del settembre 1976 che portò alla fuoriuscita di arsenico per lo scoppio della colonna di lavaggio dell’impianto di sintesi dell’ammoniaca. Il volume è curato dall’Istituo di medicina del Lavoro dell’Università di Bari.


Bertollini R. et al., Ambiente e salute in Italia: 428-435, Ed. Il Pensiero Scientifico, 1997 . Mortalità per tutte le cause e per alcune specifiche, periodo 1980-’87. I dati di mortalità sono stati analizzati per l’insieme dei Comuni di Manfredonia, Monte Sant’Angelo e S.Giovanni Rotondo e per il solo comune di Manfredonia.

Di Luzio G., I fantasmi dell’Enichem, ed. Baldini Castaldi Dalai, 2003. Viene descritta la storia del petrolchimico di Manfredonia, a partire dal suo insediamento nel 1971, con ricostruzione storica della produzione di fertilizzanti, urea e solfato di ammonio (chiusa nel 1993), e caprolattame (chiusa nel 1989). Viene trattato in particolare l’incidente verificatosi nel settembre 1976 per lo scoppio nello stabilimento Anic della colonna di lavaggio dell’impianto di sintesi dell’ammoniaca, con la fuoriuscita di 32 tonnellate di arsenico (pag.35) e le sue conseguenze. Nel testo si fa riferimento ai diversi studi e segnalazioni sullo stato di salute della popolazione e dei lavoratori. I medici di medicina generale riscontrano tra gli anni 1986-’88 un notevole incremento del dato clinico relativo alle neoplasie polmonari, con anamnesi negativa al fumo (e una corrispondenza inversamente proporzionale fra la diminuzione del dato sul fumo e l’aumento di tumori polmonari). Gli stessi medici denunciano nell’ottobre ’88 il crescente aumento di malattie a carattere cronico degenerativo.
Nel 1986 il Comitato di gestione USL Foggia 5 dichiara “… la sospetta percentuale di morti per neoplasia epatica e per la epatocirrosi da sottoporre a verifica .,

Il confronto dei dati di mortalità della relazione della USL Foggia 5 rispetto alle altre USL segnalava un eccesso relativo alle malattie neoplastiche del 29,47% (pag.79). Nel 1997 viene pubblicata la prima indagine dell’OMS, che rileva per il periodo 1980-’87 un eccesso di mortalità per tumore dello stomaco, della prostata e della vescica tra i maschi e della laringe, della pleura e di mieloma multiplo tra le donne.

Si ritiene che tali indagini, prendendo in considerazione anche Monte S.Angelo, sottostimino l’effetto sulla popolazione del quartiere di Monticchio (comune di Manfredonia), il quartiere maggiormente interessato dalla nube dello scoppio del ‘76. Nel rapporto successivo dell’OMS del 2002, si legge: “.. visti i tempi di latenza necessari all’identificazione di effetti riconducibili all’incidente del 1976 è auspicabile una sorveglianza epidemiologica…” . Che non c’è mai stata. Dall’indagine di un lavoratore risulta che, al luglio ’96, 26 lavoratori sono affetti da tumori correlabili alle attività lavorative, e 6 di questi sono nel reparto insacco fertilizzanti. Il Pubblico Ministero della Procura di Foggia chiede il rinvio a giudizio dei responsabili dell’Enichem per la morte di 20 di questi lavoratori e per lesioni gravi ad altri 6. Da quel momento è la magistratura ad indagare e proporre studi e indagini che tuttora sono, quindi, sotto segreto istruttorio.

L’inchiesta giudiziaria parte dall’esposizione prolungata a partire dal settembre ’76 di un notevole numero di lavoratori dipendenti dell’Anic e della SCD nonché di ditte appaltatrici ai composti arsenicati dei sali utilizzati nella colonna di lavaggio dell’ammoniaca, dispersi all’interno dello stabilimento e fuori dallo stesso a seguito dello scoppio della colonna stessa. Nel libro viene riportata la perizia medica del luglio ’98 di Comba-Pirastu-Bracci-Dini e Musti, ordinata dalla Procura di Foggia.

Questa prende in esame 924 dipendenti (886 uomini e 38 donne) in servizio nel settembre ’76, con un’età media alla morte di 54,7 anni. Si sottolinea che prima dell’industrializzazione la mortalità nell’area era inferiore alla media della regione Puglia: “la curva epidemica mostra che in questi anni si sta manifestando nel gruppo di lavoratori presi in esame un aumento della mortalità per tumori e malattie cardiovascolari, con un incremento dei tumori della cistifellea. La mortalità per tumori polmonari supera quella attesa, dopo 15 anni di latenza”. Ancora “lo studio di mortalità relativo alla coorte delle ditte in appalto, costituita dai soggetti maggiormente esposti ad arsenico, ha mostrato un significativo aumento dei tumori polmonari in 13 corrispondenza dei tempi di latenza di 20 anni o più, e in generale, un aumento della mortalità per tumori in questa categoria di soggetti. L’aumentata mortalità per cause neoplastiche, con speciale riferimento alle sedi polmonari, epatiche e alla cistifellea, dopo un periodo coerente con quanto indicato in letteratura, avvalora l’ipotesi di un ruolo causale dell’esposizione all’arsenico nell’insorgenza di queste patologie”.

Nel giugno 2001 la magistratura di Foggia, ritenendo irregolari le operazioni di bonifica condotte da Enichem-Agricoltura, ne ha condizionato la prosecuzione al controllo da parte dei carabinieri del Comando Tutela Ambientale, dopo aver sequestrato 80 dei 120 ettari dei suoli contaminati da rifiuti tossici, compresa la falda acquifera contaminata da arsenico (pag. 91). L’autore denuncia le modalità seguite a tutt’oggi dalle attività di bonifica del nuovo (oggi ex, ndr) Contratto d’Area, che, a suo parere, non tengono conto degli interramenti di rifiuti tossici avvenuti da parte dell’azienda durante il periodo di produzione nei suoli al disotto degli
impianti stessi (pag. 94).


Martuzzi M. et al., Ambiente e stato di salute nella popolazione delle aree ad alto rischio di crisi ambientale in Italia, Epidemiologia e Prevenzione, 26(6) suppl:1-56, 2002
Mortalità per tutte le cause e per alcune specifiche, periodo 1990-’94. E’ un aggiornamento al periodo 1990-’94 del lavoro precedente dell’OMS

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STUDIO SENTIERI SU SIN MANFREDONIA
LO STUDIO – VERSIONE INTEGRALE

Allegati

g.defilippo@statoquotidiano.it

Slide


(Ricostruzione a cura di Giuseppe de Filippo, redazione Stato)

VIDEO (A cura di Marco Capponi)
Manfredonia, La Seveso del Sud – I (Chi L’ha Visto)


Manfredonia, La Seveso del Sud – II (Chi l’Ha visto)


DEMOLIZIONI STRUTTURE AREA EX ENICHEM



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Commenti


  • sudore

    ottima notizia,redazione ok


  • Grazie Stato quotidiano

    Terrificante!!
    Ci vorrebbe un servizio esaustivo di come si stanno o saranno smaltiti i veleni che hanno scoperto nella zona.

    Credo che pagheremo ancora per lunghi decenni lo scotto del mostro enichem che oltre a distruggere uno dei posti più belli del mondo, ha mietuto, sta mietendo è mieterà ancora migliaia di vittime tra noi sipontini!!
    Ho sempre nutrito il dubbio che i politici e gli amministratori ci abbiano sempre nascosto la verità visto che il mostro enichem fu deciso dalle lobbies di
    preti/politici/chimica.

    Agghiacciante l’allarme dell’OMS che credo sia l’organizzazione mondiale della sanità!!
    Eh si un bel centro commerciale per coprira la merda (mi scuso) dei veleni, e
    perchè no anche i patti d’area per tappare la bocca a quattro morti di fame che si accontentano di un piatto di lenticchie, un pò come ha fatto il Comune in fase di risarcimento danni dopo il processo all’ex enichem!!!
    Sono un povero ignorante e perdonatami ma è quello che penso.


  • pennaselvaggia

    Confesso, ero uno dei dirigenti del COMITATO CITTADINO, delegato da una Org.ne Naz.le,eravamo circa 20, i quali con grandi sforzi, cercava di canalizzare la lotta verso confronti di democraticita’e rappresetativita’ Istituzionale. Tutte le narrazioni ad oggi conosciute,sono solo una parte dei circa 3 anni vissuti tra le PARTI, ovvero Prefetto, Provincia, Comune, Enichem, Questura, Polizia e Carabinieri, Min.ro Ambiente, Stampa e non per ultimo circa 200 persone in Tribunale. Vi sono state circa 40 cortei in MF+Roma,Bari e Bruxell. Pensate che i costi in autofinanziamento pari a £ 85 milioni. Oggi possiamo dire che il tempo e` stato galantuomo.


  • eros

    Ed ora state permettendo la realizzazione di un ecomostro a borgo mezzanone! Poi vi permettete pure di ospitare la manifestazione (concerto che forse vi interessa di più) NO TRIV per le Tremiti, con che faccia?

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