In effetti, il matrimonio non era mai stato particolarmente tranquillo. Mario D’Angelo e la vittima si erano sposati l’anno scorso. E già l’anno scorso erano iniziate le prime minacce e percosse, cui, secondo gli inquirenti, non si sono sottratte neppure le donne di casa D’Angelo, ovvero la 20enne Raffaella (cl.1991) e Anna Rita Scarpiello, moglie di Claudio entrambe denunciate a piede libero per tentata sottrazione di minore, lesioni gravi e ingiurie.
I fatti. Le violenze furono, in un primo tempo, accettate silenziosamente dalla ragazza. Ma con la rottura del rapporto familiare, e la ragazza che era tornata a vivere in casa con la mamma, nacque anche la degenerazione. Il 29 agosto, l’intero squadrone dei D’Angelo era riuscito a fare irruzione, con la violenza, nella casa della famiglia della giovane sita nei pressi della stazione ferroviaria di Foggia. Mario era riuscito a sottarre il figlio all’ex moglie, consegnandolo a sua madre (la Scarpiello), mentre i suoi familiari pestavano selvaggiamente sia la ragazza, sia l’ex consuocera. Una rabbia cieca se è vero, come accertato stamane dal numero uno della Squadra Mobile della Questura di Foggia, Alfredo Fabbrocini, che sul pavimento dell’abitazione furono addirittura rinvenute ciocche di capelli della mamma del minore. In quell’occasione, fu l’intervento della polizia, allertata da alcuni condomini, a salvare la situazione. Il bambino fu riconsegnato alla ragazza e i D’Angelo dovettero ritirarsi.
Ma, di lì a poco, l’episodio si ripetette al pronto soccorso, dove, causa un malore, la giovane madre si era dovuta recare. Durante il tragitto, l’ex suocero, Claudio, ‘scortò’ (si fa per dire) l’auto della famiglia della giovane con un camion di Amica. Camion che, oltrepassando tutti i controlli, riuscì ad entrare nel plesso degli Ospedali Riuniti di Foggia. Mamma e figlia furono pestate ancora una volta, intimate a restituire il bambino al padre. Addirittura, Mario (il padre del minore), afferrata un’asta metallica tripode, iniziò a scaricare colpi sull’ex moglie, causandole la fuoriuscita del bulbo oculare destro dalla cavità naturale e svariate fratture anche all’arco dentario. Soltanto l’intervento di un infermiere professionale del nosocomio foggiano, un tunisino in servizio in quel momento, riuscì ad evitare il peggio.
I tre, adesso, sono in carcere a Foggia. Per la truculenza dei fatti (e, probabilmente, anche per i soggetti coinvolti), Fabbrocini ha parlato oggi di “vera e propria faida familiare”.
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Chi le ha assunte queste persone per bene?
In galera anche loro.
povera figlia……….capisco perfettamente il suo stato……ma lei e´stata in un certo senso fortunata…ha reagito e si e´ribellata….non ha aspettato 40 anni come me….che mi minacciava..mi plagiava..e poi mi prometteva che non lo faceva piu´…..e ogni volta che cercavo di reagire ,….me la faceva pagare cara….. anche ora che dopo 40 anni mi sono fatta coraggio mi ha colpito sul lato in cui ci tenevo di piu´..( l´onore )::::MI HA DIFFAMATA SIA IN GERMANIA DOVE VIVO CHE IN ITALIA::E´PARTITO DICENDOMI CHE ME LO FACEVA E LO HA FATTO::::MI HA FATTO TERRA BRUCIATA TOGLIENDOMI GLI AMICI:::SE POI COSI´SI POSSONO CHIAMARE OGGI::::MI HA RUBATO TUTTO CIO´CHE APPARTENEVA AL MIO PASSATO E CHE CUSTODIVO CON AMORE:::FOTO DEI MIEI FIGLI E NIPOTI E FILMATI::HA PROIBITO AI ” FIGLI MAGGIORI DI AVERE A CHE FARE CON ME:::SONO 3 ANNI CHE NON VEDO I NIPOTI::::LI TIENE SOTTO IL SUO DOMINIO::::COME MI TENEVA A ME ::E PURTROPPO LORO NON SI RENDONO CONTO ; HO ALTRI 2 FIGLI E CON LORO SONO IN CONTATTO ; MA LI HA ALLONTANATI SIA DA LUI CHE DAI FRATELLI::::IO CHE HO DOVUTO SUBIRE E SOPPORTARE PER AMORE DELLA FAMIGLIA E DI FIGLI ::::LUI LO HA ROVINATO:::HA SEMPRE ROVINATO TUTTO CIO´IN CUI CREDEVO E CeRCAVO DI COSTRUIRE::::ORA STANNO PER SCADERE I TRE ANNI ::E TRAPOCO AVRO´IL DIVORZIO:::: SPERIAMO BENE:::NON SO ANCORA COSA HA IN SErBO:::; MA UNA COSA E´CERTA:::STAVOLTA NON TORNO INDIETRO: CIAO DA UNA ITALIANA NEL MONDO:
Signora auguri sinceri per il Suo futuro, un abbraccio. Red.