si proietta lungo il corso
dei grandi fiumi,dei grandi deserti
ora fluiscono soavi le parole
come acqua che sgorga
da una fonte pura
quando i tuoi passi vanno, lentamente
il suolo sembra aprirsi
e il tuo profondo pensiero è una semente
che abbarbica radici e tesse fiori
Deserto immenso dalle sabbie bianche
Lungo giorni pieni di colori e voci e ritmi.
Osservo nei risvolti del tuo viso
i solchi di cammini scavati nella roccia
come orbite profonde
che lacrimano sangue
In ognuno di noi gira in uno spazio vitale
entro un confine vago di coscienti
e di inconsci
iniziato in leggendarie ricerche
riferimento assurdo ad un tuo pensiero
complesso, dove archiviato
tu ritrovi il quotidiano
Sinapsi addormentate si riattivano
in occulte regioni alla ricerca di un’apertura
e tu cominci come un alchimista
ma poi ti fermi e ascolti
Nitidi suoni si ripercuotono
in connessione con una scienza antica
molto antica: musica e parole
memorie che confondono.
Il ritmo dell’onda
chiaramente indicativa
della tua ribellione.
Io non posso parlare ora del poeta
senza scandire chiare le parole
così come ogni suo gesto
dal corpo quasi immobile, appare
contaminato da una luce intensa.
Roma, novembre
Marcia Theophilo



