“E, soprattutto, purché parta dal riconoscimento di una verità incontrovertibile: ad oggi, la Regione Puglia è stata l’unica istituzione ad aver dimostrato concretamente di credere nella capacità dell’aeroporto foggiano di attrarre passeggeri e compagnie aeree. Altri enti e/o istituzioni – alcuni rappresentanti dei quali diffondono, oggi, i propri costernati strali per la fine dell’attività dello scalo che è stata realizzata grazie ai fondi impiegati proprio per merito della Regione – hanno fatto innegabilmente molto poco (si intenda niente) per sostenere – se non a parole – l’aeroporto di Foggia”. “Ristabilita questa verità (che mi pare del tutto assente dal dibattito che ho visto alimentare in città in questi ultimi giorni e che mi pare ugualmente assente dalla piattaforma rivendicativa che si va costruendo), la discussione può partire. Condivido l’idea che il territorio abbia bisogno di un aeroporto. La ritengo quasi una ovvietà: Foggia e il vastissimo bacino che vi gravita intorno hanno bisogno di collegamenti aerei che uniscano questa grande area con alcune destinazioni funzionali alle relazioni d’affari dei sistemi produttivi locali, senza dimenticare che la nostra provincia è (insieme al Salento) il primo polo turistico della regione”
“E’ compito della classe politica e degli amministratori locali riuscire ad individuare ed indicare, senza partigianerie e localismi, con lo sguardo al futuro, una soluzione adeguata che risponda effettivamente a quel bisogno. Un bisogno che chiede la creazione di una infrastruttura che abbia l’obiettivo di promuovere ed accelerare lo sviluppo economico di questo territorio e non di rendere più agevole il trasferimento di una ristretta elite che pretende di prendere l’aereo sotto casa”.
“A me pare che, così come stanno le cose, il Gino Lisa non sia in grado di soddisfare in pieno il bisogno del territorio di Capitanata di avere un aeroporto funzionale e con prospettiva di crescita. Il Lisa mi appare, invece, come un struttura inesorabilmente destinata al fallimento, incapace di attrarre e reggere un numero di passeggeri che sia almeno pari ad un milione ogni anno. L’allungamento della pista, nella misura e nelle modalità imposte dal contesto urbanistico nel quale il Gino Lisa è collocato, potrebbe favorire l’arrivo di altre compagnie aeree ma, come è noto, si tratta una soluzione parziale e viziata, che non attirerebbe vettori di grande capacità e che lascerebbe ancora una volta fuori il traffico turistico. E dunque,
Redazione Stato




Ma cosa racconti!
Ti sei subito allineato alle dichiarazioni del tuo capo!
Mi dici, il perchè la regione ha solo fatto il contratto con la darwing?
Ha regalato soldi per 3 anni agli svizzeri!!!
Mentre se è come dici, quei soldi potevano tranquillamente utilizzarli per rimettere in sesto la pista di BORGO MEZZANONE, costruivano tutto per il civile in quel posto, è oggi avremmo avuto uno scalo serio….
Ormai, tu e vendola, di sale in zucca ……….
Signori, ma avete visto cosa è riuscito a far fare il coordinatore di sinistra “ecologia” e libertà (?) a Zapponeta?
Ha fatto completamente decespugliare (tagliandole dalla base) le siepi della villa comunale di Zapponeta. Sembra che sia caduta una bomba e abbia causato una catastrofe.
Vergogna Rizzi, come al solito, voi comunisti, predicate bene e razzolate male.
Alla faccia della ecologia e dell’attenzione alla natura e agli eco-sistemi.
Ricordati che tagliare una pianta è come tagliare una vita! Chi ama le piante, ama la vita.
Solo per questo scempio, dovresti dimetterti. Vergognati!
Non vi preoccupate che domenico, nichi ed elena faranno a zapponeta l’areoporto con la doppia pista una per andare e una per tornare…………………….o frecatv’
si a zapponeta
di piste ce ne sono,
e tante!!!