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Cicolella: “Le morti bianche non sono più candide se a morire sono le donne”

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
11 Ottobre 2011
Cronaca //

Rosa Cicolella, vice presidente Commissione regionale Pari Opportunità (ST)
Foggia – “LA tragedia di Barletta ha provocato l’eclatante riemersione del fenomeno carsico del lavoro nero, focalizzando un’attenzione diversa su quanto ciascuno di noi, purtroppo, osserva quotidianamente e conosce praticamente da sempre”. Lo ha detto in una nota la presidente della Commissione Pari Opportunità della Regione Puglia Rosa Cicolella.

“Un fenomeno che, come pochi altri, offre un senso compiuto al principio di uguaglianza sancito dalla nostra Costituzione: l’illegalità nel mondo del lavoro è senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali, e, aggiungo io, di orientamenti sessuali. Il provocatorio paragone non è funzionale ad aggiungere la mia voce al coro, più che autorevole e qualificato, della condanna istituzionale e della solidarietà civica e umana”.

“Mi è utile ad estrarre da quella partitura i messaggi stonati di alcune rappresentanti di istituzioni e organismi che hanno colto nella tragica scomparsa di 5 giovani e giovanissime donne un’ulteriore ‘opportunità’ per porre all’attenzione della comunità, locale o nazionale che sia, l’esistenza della ‘questione di genere’.
A sentire alcune di loro, le morti bianche sono ancor più candide se la vittima è di sesso femminile. L’illegalità che si consuma pagando 3,95 euro all’ora per sgobbare in uno scantinato è ancor più riprovevole quando riguarda una donna. Il senso di smarrimento di fronte a quelle macerie è ancor più vertiginoso sapendo che hanno sepolto figlie, mogli, madri, sorelle. Quasi che l’offesa alla dignità di una donna, giunta all’estremo della morte nel caso di Barletta, abbia un valore superiore a quella perpetrata ai danni di un operaio, un contadino, un carpentiere, un lavoratore uomo morto anch’egli tra le macerie di una fabbrica, cadendo da un ponteggio, schiacciato da un trattore, nel rogo di un alto forno”.

“La ‘questione di genere’ è altra cosa dall’affermazione di una presunta superiorità femminile. Porla all’attenzione della società e delle istituzioni serve ad orientare le politiche ed i servizi in modo da garantire alle donne l’effettiva parità di diritti e opportunità. E’, se mi è concesso un altro paradosso, una sorta di ‘legislazione speciale’ motivata e giustificata dalla persistenza di norme e prassi che ancora oggi impediscono a tantissime donne la piena e serena ricerca dell’affermazione di sé. Assumerla a fondamento di una inesistente superiorità femminile è, al contrario, una pericolosa deriva culturale e politica, contraria ai principi e alle regole democratiche a cui, sempre e comunque, dobbiamo informare la nostra battaglia civica e politica”.

“Altrimenti, ed è questo il rischio che intravvedo, avranno ragione le molte donne che nelle ‘quote rosa’ individuano uno strumento utilizzato da alcune ‘rappresentanti di genere’ per raggiungere quel potere oggi contestato solo perché di marcata componente maschile”.


Redazione Stato

1 commenti su "Cicolella: “Le morti bianche non sono più candide se a morire sono le donne”"

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