PENSIONI SOCIALI, BOOM IN SICILIA E CAMPANIA. Sono 423.433 le donne che ricevono una pensione o un assegno sociale, mentre gli uomini sono 131.511. La regione in cui sono maggiormente diffuse è la Sicilia, con oltre 57mila pensionate interessate. Seguono la Campania con 50mila, il Lazio con 45mila, la Lombardia con 32mila. L’importo medio di una pensione sociale per una donna, , è bene ricordarlo, varia di regione in regione ed è inferiore a quello previsto per gli uomini di circa 100 euro. Il più basso in Basilicata (371 euro), seguita da Sardegna (372), Umbria (373) e Marche (376). Guida la classifica delle regioni con il valore più alto il Lazio, dove le pensioni sociali si attestano a 413 euro. A seguire, Liguria (411), Campania (409), Trentino Alto Adige (407) e Piemonte (406 euro).
PENSIONI DA LAVORO, ASSEGNI PIU’ BASSI AL NORD. Circa 3,5 milioni sono le donne che percepiscono una pensione da lavoro. Di queste, circa 2 milioni si trovano nelle regioni del Nord, 700mila al Centro e circa 850mila nel Mezzogiorno. Contrariamente a quanto si possa pensare, è al Nord che questi assegni hanno un valore minore, con una media mensile di 892 euro a fronte di 962 euro al Centro e di 902 euro al Sud. La regione con l’importo più basso è il Molise con 778 euro, seguita dalla Basilicata con 811 euro, poi Marche e Veneto (827) e Trentino Alto Adige (832).
NEL 2050 IN PENSIONE A 68 ANNI. Le donne italiane, in prospettiva, andranno in pensione più tardi di tutte quelle europee. L’età passerà infatti dai 60 anni del 2010 ai 62 del 2020 fino ad arrivare ai 66 del 2030, ai 67 del 2040 e ai 68 del 2050. In Francia, invece, l’età pensionabile è più bassa, resterà sostanzialmente invariata e arriverà nel 2050 a 61 anni. In Germania la soglia resterà bloccata ai 65 anni mentre nel Regno Unito arriverà a 67 non prima del 2050. Anche gli Stati Uniti avranno un’età pensionabile per le donne inferiore a quella dell’Italia e sarà di 67 anni dal 2030.
Fonte: Rassegna.it



