Al termine dell’udienza, conclusasi con sette rinvii a giudizio, il G.U.P., nonostante le numerose eccezioni sollevate dai difensori degli imputati, ha precisato che l’esame delle costituzioni di parte civile delle varie associazioni non può prescindere da una sempre più pressante esigenza di tutela degli interessi diffusi della collettività, ribadendo che l’Associazione Antiracket di Vieste e la Federazione Antiracket Italiana ( Focus associazione antiracket e processo) prevedono espressamente nei loro statuti la difesa delle vittime dei reati di racket ed usura, alla stessa stregua del Commissario Straordinario del Governo per il coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura, a cui fa capo l’apposito fondo di sostegno delle vittime, potendosi in ciò configurare un danno diretto, ancor più grave per il Comune di Vieste, “atteso che tutte le attività estorsive determinano una diretta incidenza sulla libertà di impresa, sulla libera concorrenza, sullo sviluppo della comunità”.
Redazione Stato@riproduzione riservata



