Questi reiterati comportamenti hanno avuto l’effetto di generare un clima tale da creare in loro un disturbo ansioso depressivo come è stato loro diagnosticato dai sanitari del pronto soccorso cui in più di una circostanza sono dovute ricorrere loro malgrado. Oltre al reato di atti persecutori il G.M. deve rispondere anche di violenza sessuale giacché oltre alle insidie quasi quotidiane che tendeva ad una delle due colleghe, in più occasioni, sarebbe passato ai fatti cercando di avere con rapidità insidiosa un contatto fisico con la donna. Al rifiuto della stessa sarebbero seguite anche minacce da parte dell’uomo facendo intendere che in caso di denuncia si sarebbe adoperato per farle perdere il posto di lavoro. Anche in questo caso a fronte delle denunce presentate dalle due donne, i Carabinieri di Trinitapoli hanno espletato lunghe indagini raccogliendo numerosi elementi a riscontro. Dopo le formalità di rito i carabinieri hanno proceduto a sottoporre i due indagati alla misura cautelare personale degli arresti domiciliari.
Redazione Stato@riproduzione riservata




sti pu…
fell ch migghiert… we pizz d ……..
Calma… Red