Si è concluso davanti al Tribunale di Tribunale di Siena il giudizio abbreviato che vedeva imputati Emanuele Nardella e Lapo Jacopo Pucci, con una sentenza di assoluzione perché il fatto non sussiste emessa dal giudice Andrea Grandinetti.
La vicenda, legata al mondo della scherma, si chiude quindi in primo grado dopo un procedimento che aveva attirato attenzione mediatica e che oggi la difesa invita a rileggere nei termini stabiliti dall’esito processuale.
Gli avvocati del collegio difensivo, tra cui l’avvocato Matteo Antonio Starace, hanno diffuso una nota per chiarire la propria posizione dopo le recenti ricostruzioni apparse sulla stampa. «Ristabiliamo la corretta informazione. Un processo complesso in cui gli imputati sono stati assolti perché il fatto non sussiste va oltre la spettacolarizzazione», ha dichiarato il legale, sottolineando come il procedimento si sia basato su diverse fonti di prova.
Starace ha ribadito la convinzione nella piena innocenza dei due imputati, evidenziando la complessità del caso e precisando che non si sarebbe trattato di un semplice confronto tra versioni contrapposte. Secondo la difesa, infatti, il quadro probatorio sarebbe stato ricostruito attraverso testimonianze e riscontri raccolti durante le indagini.
«Invero, il contesto e i riscontri, sia antecedenti sia successivi all’episodio contestato, a sostegno della estraneità degli imputati sono stati minuziosamente ricostruiti proprio grazie a numerose e diversificate testimonianze e altre fonti di prova, acquisite direttamente dal Pubblico Ministero durante la fase delle indagini», ha aggiunto il legale.
La difesa ha inoltre sottolineato che il processo si è svolto nel rispetto delle norme e del contraddittorio tra le parti, criticando alcune ricostruzioni giornalistiche ritenute non aderenti agli atti processuali.
Finora, sottolinea il collegio difensivo, si era scelto il silenzio per rispetto della magistratura e della fase processuale, ma ora si ritiene necessario fornire una ricostruzione più aderente agli esiti giudiziari, pur in attesa del deposito delle motivazioni della sentenza.
Particolare attenzione viene inoltre posta sulle conseguenze personali e sportive della vicenda: i due schermidori erano stati infatti sottoposti a provvedimenti della giustizia federale che ne hanno limitato l’attività agonistica, con un impatto significativo sulle loro carriere sportive.
La difesa conclude auspicando che la vicenda resti nell’ambito delle sedi giudiziarie competenti, invitando a evitare forme di spettacolarizzazione mediatica e ribadendo la centralità del lavoro dei tribunali nella valutazione dei fatti.
Lo riporta foggiatoday.it.



