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MONTI DAUNI Rocchetta Sant’Antonio, l’ex macello diventa laboratorio di mosaico per giovani. Circiello: “Il borgo non è una prigione”

La struttura è stata recentemente riqualificata e destinata a centro polifunzionale nell’ambito del progetto “Borgo d’Arte”

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
21 Maggio 2026
Cronaca // Foggia //

A Rocchetta Sant’Antonio, nel Foggiano, l’ex macello comunale abbandonato da anni e trasformato nel tempo in una discarica a cielo aperto rinasce come spazio creativo dedicato ai giovani e all’arte del mosaico.

La struttura è stata recentemente riqualificata e destinata a centro polifunzionale nell’ambito del progetto “Borgo d’Arte”, finanziato con fondi del PNRR, con l’obiettivo di trasformare l’area in un luogo stabile di formazione e produzione artistica.

Il nuovo laboratorio ospita una decina di ragazzi tra i 15 e i 20 anni, impegnati in un percorso dedicato al mosaico e alle arti manuali. Il progetto si inserisce nel più ampio modello della “scuola bottega”, pensato per recuperare antichi mestieri e offrire ai giovani nuove opportunità formative e professionali.

Ad avviare le attività sono due artiste internazionali, Magdalena Kracík Štorkánová, proveniente dalla Repubblica Ceca, e Petra Domcikova, dalla Svizzera, che guideranno le prime esperienze laboratoriali con i partecipanti.

L’iniziativa punta a trasformare le residenze artistiche in botteghe-scuola permanenti, capaci di ospitare artisti e artigiani in grado di trasmettere competenze pratiche e creative, con l’obiettivo di favorire anche la nascita di nuove realtà artigianali sul territorio.

Sull’importanza del progetto è intervenuto il sindaco Pompeo Circiello, che ha sottolineato il valore sociale e formativo dell’iniziativa in relazione alle difficoltà delle aree interne.

«I comuni delle aree interne registrano un’altissima incidenza di giovani che non studiano e non lavorano. Molti di loro hanno competenze manuali o creative inespresse, ma l’orientamento scolastico tradizionale li spinge verso percorsi saturi, ignorando le opportunità dei saperi e mestieri tradizionali», ha spiegato Circiello.

Il primo cittadino ha aggiunto: «Questi giovani non mancano di talento, ma di condizioni che favoriscano lo sviluppo di una visione e della giusta formazione che permetta loro di vedere il borgo non come una prigione da cui fuggire, ma come un laboratorio di futuro».

Il progetto si propone così come un esperimento di rigenerazione urbana e sociale, puntando su cultura, formazione e creatività come strumenti per contrastare lo spopolamento e valorizzare le aree interne del territorio.

Lo riporta ansa.it.

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