Il provvedimento è stato emesso al termine di una complessa ed articolata attività investigativa svolta dagli specialisti delle fiamme gialle di bari nel contrasto agli illeciti nel settore dei mercati finanziari e della tutela del risparmio, scaturita da una “segnalazione di operazioni sospette” pervenuta al nucleo pt di bari dal nucleo speciale di polizia valutaria di Roma, concernente un’anomala movimentazione dei rapporti bancari intestati all’indagato. In particolare, veniva evidenziata una elevata operatività in transazioni relative ad acquisti/vendite di titoli, non compatibili con il profilo del citato professionista, il quale, tra l’altro, per gli anni 2005 e 2006 aveva dichiarato un reddito imponibile pari a zero e per l’anno 2007 risultava aver dichiarato esclusivamente redditi da fabbricati per circa euro 3.000. Parallelamente, i finanzieri rilevavano che nei confronti del della noce erano stati emessi nr. 3 avvisi di accertamento da parte dell’agenzia delle entrate di bari, con i quali era stato induttivamente accertato un maggior reddito per gli anni 2005-2006-2007, per complessivi euro 251.000. Gli ulteriori approfondimenti condotti dagli investigatori permettevano di acclarare che il predetto professionista, al fine di sottrarsi al pagamento delle maggiori imposte derivanti dai predetti atti di accertamento e delle connesse sanzioni amministrative, per un importo complessivo pari a circa 200.000 euro, presentava al citato ufficio finanziario documentazione bancaria artatamente e abilmente falsificata, atta a giustificare un elevato tenore di vita ed ampie disponibilità finanziarie, per le quali aveva già pagato le relative imposte.
In particolare, confrontando la documentazione esibita dal della noce all’agenzia delle entrate con quella richiesta ed ottenuta dai finanzieri, per i medesimi periodi, direttamente dall’istituto bancario, emergevano gravi difformità relativamente alla descrizione ed alla causale delle operazioni bancarie eseguite: negli estratti conto esibiti all’ufficio finanziario, la causale delle operazioni bancarie si riferiva ad attività finanziarie derivanti dalla compravendita di titoli ovvero al pagamento di imposte sui relativi guadagni (capital gain); sui documenti trasmessi dall’istituto bancario ai finanzieri, invece, era riportata una causale diversa riferibile a movimentazioni di assegni e bonifici, molti dei quali anche di rilevante importo. Così facendo, il della noce induceva in errore l’agenzia delle entrate che disponeva, pertanto, l’annullamento in autotutela degli avvisi di accertamento scaturiti dalla ricostruzione del maggior reddito attribuibile al predetto. si precisa che le manifestazioni di ricchezza ad esso riconducibili sono scaturite da un controllo c.e.te. (controllo economico del territorio) eseguito dalla guardia di finanza di Bari, nel corso del quale il professionista veniva colto alla guida di un’auto di grossa cilindrata che non si riteneva congrua con i redditi dichiarati dal conducente (di fatto pari a zero).
Redazione Stato



