L’Assessore comunale, dott. Matteo Morlino, ha rimarcato la volontà del Comune di sostenere sempre iniziative di questo genere anche perché, grazie ad esse, si valorizzano le capacità e le abilità dei nostri giovani musicisti cosi come ha cercato di fare il Comune anche con le proprie manifestazioni. Facendo riferimento al coinvolgimento delle scuole il Rettore, prof. Giuliano Volpe ha poi sottolineato che nel nostro territorio sono molti i giovani che si dedicano con passione e competenza allo studio della musica (grazie anche alla fondamentale opera di disseminazione del Conservatorio Musicale diretta dal Dott. Sannoner e a quella di numerose associazioni di cultura musicale come il Coro Dauno Umberto Giordano diretta dal Maestro Luciano Fiore). E’ necessario, tuttavia, che siano altrettanti i giovani che si avvicinano alla semplice fruizione della musica classica così come ascoltano abitualmente la musica pop e rock.
Diventa sempre più adulto, infatti il pubblico della musica classica o “forte”, come la chiama Quirino Principe – musicologo e accademico di Santa Cecilia in Roma. Di questo passo la musica classica è destinata a scomparire, e con essa ogni traccia della tradizione musicale italiana (che per molti aspetti è europea, mondiale). Per questo motivo il celebre musicologo, trovando in ciò il pieno appoggio della nostra Università, torna a fare un appello ai legislatori italiani e al Presidente della Repubblica acciocché la musica ritorni ad essere insegnata nelle scuole.
“L’Italia – fa notare Principe nel suo appello diffuso dal quotidiano Il Sole 24 Ore – è l’unico Stato nel mondo in cui la musica non viene insegnata in tutte le scuole di ogni ordine e rango bensì solo nelle scuole specializzate. Se una disciplina è insegnata soltanto in sedi circoscritte, e al massimo livello scientifico, e non entra nel circuito della cultura diffusa, essa è un tesoro che si spera bene custodito, ma la sua presenza nella società è nulla”. I motivi per mantenere e potenziare l’insegnamento della pratica musicale nelle scuole dell’obbligo sono molti e vanno dalla richiesta di mantenere viva un’identità culturale alla consapevolezza dell’effetto positivo che l’istruzione artistica, e in particolare musicale, ha sullo sviluppo cognitivo di capacità che poi sono mobilitate nell’apprendimento delle discipline matematiche e scientifiche.
Cosi come fatto dal Sole 24 Ore anche l’Università di Foggia appoggia questa importante causa e invita ad aderire scrivendo a musicainclasse@ilsole24ore.com.
Redazione Stato



