Cultura

Foggia, Università contro il Governo: non “tagliateci” la cultura

Di:

Anche a Foggia le proteste degli studenti, a causa dei tagli governativi (ilforomagna.gelocal.it)

Anche a Foggia le proteste degli studenti, a causa dei tagli governativi (fonte image: ilforomagna.gelocal.it)

Foggia – L’UNIVERSITA’ “scende in campo” per difendere i propri diritti e dire un secco “no” alla manovra economico-finanziaria del governo Berlusconi e il ddl Gelmini. Ieri mattina si è tenuta una riunione nella sala auditorium di Palazzo Ateneo di Foggia per discutere delle conseguenze dei tagli al Fondo di finanziamento delle Università e della decurtazione degli scatti triennali ai docenti universitari prevista nella manovra finanziaria (attraverso Decreto Legge 31 maggio 2010 n. 78 “misure urgenti di stabilizzazione finanziaria e competitività economica”). Una protesta che ha visto professori, studenti e personale amministrativo lottare in un fronte comune per sostenere il dissenso e difendere il futuro dell’ateneo foggiano che potrebbe rischiare seriamente la chiusura in tempi non lontani. L’occupazione simbolica del Rettorato di Foggia (avvenuta anche a Bari ) è una delle iniziative messe a punto dagli atenei, che nei prossimi giorni torneranno a far sentire la propria voce.

VOLPE: PREOCCUPATO PER IL FUTURO DELL’UNIVERSITA’ – “Sono io stesso impegnato da tempo – ha fatto sapere il Rettore Volpe, che ha partecipato all’assemblea di ieri – nel sottolineare in tutte le sedi, a livello regionale e nazionale, i problemi e le prospettive molto preoccupanti per l’intero sistema universitario pubblico italiano”.

MONGELLI: CREDIAMO NEL NOSTRO ATENEO – “Siamo seriamente preoccupati per la situazione attuale di crisi del sistema universitario e in particolar modo per il futuro dell’Università di Foggia”. Lo ha affermato il sindaco di Foggia, Gianni Mongelli, intervenendo alla conferenza stampa di presentazione della campagna di comunicazione dell’Università di Foggia, campagna che vede il Comune soggetto patrocinatore dell’iniziativa attraverso la messa a disposizione gratuita degli spazi espositivi. “Io sono qui non solo in veste di patrocinatore della campagna – ha sottolineato il primo cittadino -ma per testimoniare la vicinanza del Comune e della città all’università. La nostra preoccupazione principale riguarda soprattutto il contraccolpo che questo può determinare alle strategie future di sviluppo del nostro territorio. La messa in crisi del sistema universitario può avere un impatto sul tessuto economico locale che potrebbe essere altamente negativo dal punto di vista della dissoluzione di quei percorsi di sviluppo che ci vedono vicini i nostri enti. L’importanza di questa campagna di comunicazione – ha continuato Mongelli – evidenzia la condivisione di una strategia: focalizzare l’attenzione sullo studente, che va riportato al centro della cultura universitaria. Perché l’Università entra nel tessuto economico della città, costituendo il motore di sviluppo proprio per i giovani. La partecipazione di altri soggetti istituzionali alla promozione della nostra Università, inoltre, ci dimostra che esiste una coscienza collettiva che sta lavorando per migliorare la nostra città ed aumentare le prospettive di sviluppo della nostra collettività”.

LA “VOCE” DEI SINDACATI – Le organizzazioni e le associazioni (Adi, Adu, And, Andu, Apu, Cga, Cipur-Confsal, Cisal, Cisl-Università, Cnru, Cnu, Confsal-Cisapuni, Flc-Cgil, Link-Coordinamento Universitario, RdB-USB Pubblico Impiego, Rete 29 aprile, Snals-Docenti Università, Sun, Udu, Ugl-Università e Ricerca, Uilpa-Ur, Cib-Unicobas Bari), ribadiscono in una nota il giudizio negativo sul ddl 1905 e chiedono: la conservazione presso le Università delle intere retribuzioni per cessazione; l’eliminazione della sospensione degli scatti e degli aumenti della docenza, o quanto meno la loro trasformazione in congelamento temporaneo, al fine di uniformare il trattamento con altri settori del pubblico impiego. Inoltre, l’eliminazione di tale sospensione per i ricercatori e i professori con meno di 5 anni di anzianità; il ripristino della contrattazione per il personale tecnico-amministrativo; eliminazione dei tagli e sblocco di tutti i fondi previsti per il diritto allo studio ed alloggi universitari.

DAVIDE SECCIA: RISCHIAMO LA CHIUSURA – “Come studenti siamo favorevoli ad ogni manifestazione di protesta”. Lo sostiene in un’intervista telefonica a Stato Davide Seccia, membro del “Kollettivo” di Foggia, associazione studentesca che nata nel 2002 nella Facoltà di Lettere e Filosofia ”come risposta all’ incuranza dell’Ateneo nei confronti della facoltà umanistica per eccellenza”, così come si legge sul proprio sito ufficiale. “Condividiamo le preoccupazioni del Rettore Volpe – continua Davide Seccia – e di tutti i ricercatori. Di questo passo rischiamo la chiusura del nostro ateneo. Queste misure sono il frutto di una politica governativa anti-meridionalista e che non vede la cultura come un elemento di crescita per un Paese”. L’esponente del “Kollettivo” passa poi a delineare le iniziative messe in atto dagli studenti nei prossimi giorni: “Prendiamo atto della sospensione delle sedute di laurea e degli esami nella settimana prossima, si tratta di una sospensione temporanea per salvaguardare i diritti degli studenti, ma crediamo che sia necessaria per far valere le nostre ragioni. Rischiamo di perdere ciò che abbiamo conquistato in questi anni. Nei prossimi giorni valuteremo come si evolvono gli eventi, anche alla luce della protesta che sta montando a livello nazionale”.

Rettorato dell’Università degli Studi di Foggia il 1° luglio 2010, con l’ampia partecipazione di docenti, ricercatori, tecnici-amministrativi e studenti “esprime viva preoccupazione per le conseguenze dell’eventuale approvazione del DDL Gelmini e forte dissenso per i continui tagli imposti al sistema universitario pubblico italiano, che porteranno nel 2011 al dissesto numerosi atenei italiani, impossibilitati a garantire lo stesso pagamento degli stipendi del personale e i servizi essenziali agli studenti; esprime particolare preoccupazione per le sorti future dell’Università degli Studi di Foggia, a dieci anni dalla sua istituzione, nonostante i notevoli progressi realizzati e il contributo rilevante offerto allo sviluppo culturale, sociale ed economico della Capitanata; prende atto del documento approvato dall’assemblea del ricercatori del 30 giugno 2010 nel quale essi hanno deciso di non partecipare alle commissioni d’esame e alle sedute di laurea ed hanno invitato le altre fasce docenti ad aderire a tale iniziativa, nel rispetto della normativa vigente; manifesta la più ampia solidarietà nei confronti dei ricercatori, per il disagio causato dalla continua mortificazione del loro lavoro e della loro dignità, a seguito di provvedimenti normativi e proposte di legge che li colpiscono insieme all’istituzione universitaria nel suo complesso, a causa di pluriennali tagli indiscriminati e di continui sconvolgimenti organizzativi, che non tengono in alcun conto né il merito né il fondamentale ruolo sociale svolto; esprime viva preoccupazione per le gravissime conseguenze che l’annunciata indisponibilità di molti ricercatori ad assumere incarichi didattici ulteriori rispetto a quelli previsti dal loro ruolo potrebbe avere sull’offerta didattica d’Ateneo fin dall’anno accademico 2010-11; invita i Presidi a convocare al più presto i Consigli di Facoltà per valutare nel dettaglio le conseguenze di queste decisioni sul corretto svolgimento dell’offerta didattica e per affrontare le tematiche poste dall’assemblea; invita l’intera comunità accademica foggiana a partecipare alla settimana di mobilitazione indetta a livello nazionale dalle Organizzazioni sindacali nei giorni 5-9 luglio 2010, con la sospensione di tutte le attività didattiche e accademiche, compresi gli esami di profitto e di laurea, con la garanzia di salvaguardare specifiche esigenze degli studenti, come, ad esempio, quelle degli studenti Erasmus e/o degli aspiranti borsisti; sollecita l’organizzazione di ogni iniziativa che possa rendere edotta la pubblica opinione delle gravissime conseguenze che i provvedimenti già presi e quelli attualmente all’esame del Parlamento potrebbero avere, se confermati, sull’insostituibile servizio fornito dall’Università Pubblica alle famiglie, alle imprese ed al territorio di Capitanata e di Puglia; impegna il Rettore a convocare al più presto una seduta congiunta monotematica del Senato Accademico e del Consiglio di Amministrazione, allargata ai rappresentanti degli Enti locali e ai parlamentari del territorio per illustrare le ragioni delle proteste; convoca l’Assemblea di Ateneo per il giorno 9 luglio 2010 per valutare l’impatto delle proteste in corso e assumere decisioni su ulteriori iniziative.



Vota questo articolo:
0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Nota. Si informano i lettori che la testata giornalistica Statoquotidiano (www.statoquotidiano.it) è responsabile solo dei contenuti multimediali (video, foto etc) e dei testi presenti nella sezione "Articoli" e "Documenti". Non è in alcun modo responsabile dei contenuti e dei commenti presenti in tutte le sezioni del sito.

Articoli correlati

Pin It on Pinterest

Condividi questo articolo!