ManfredoniaRicordi di storia
A cura di Franco Rinaldi

Il terribile terremoto che nel 1627 distrusse il Gargano

Il presente articolo, è occasione utile, per ricordare ai Manfredoniani e non, di votare NO, domenica 13 novembre 2016 al Referendum Consultivo Comunale

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IL TERRIBILE TERREMOTO CHE NEL 1627 DISTRUSSE IL GARGANO – a cura di Franco Rinaldi

I TERREMOTI IN ITALIA
In Italia la crosta terrestre è soggetta a fratture e spostamenti denominati sismi (dal greco seismòs=scossa), dando origine a una potente energia, che propagandosi sotto forma di onde concentriche (le onde sismiche) può raggiungere la superficie che si scuote, sussulta e si apre spaccandosi in paurose voragini: è il terremoto.

L’Italia a causa del suo territorio ancora “giovane”, appartiene a una delle maggiori aree sismiche. Basta ricordare i catastrofici terremoti dell’ultimo secolo che hanno devastato e distrutto interi paesi e causato migliaia di vittime: in Sicilia il maremoto del 1908 che distrusse Messina con onde altissime, causando la morte tra Messina e Reggio Calabria di quasi 100.000 persone; poi ancora in Sicilia i terremoti del 1968 e 1991; in Friuli nel 1976; in Umbria nel 1979; e infine in Basilicata e Campania nel 1980.

IL TERREMOTO-MAREMOTO SUL GARGANO DEL 1627
Il 30 luglio 1627 una gigantesca onda anomala, in seguito a un fortissimo terremoto, si abbattè sul Gargano nel tratto di costa antistante il Lago di Lesina. A una prima scossa ne seguirono altre, ma la più violenta fu la quarta, preceduta da uno spaventoso boato, con epicentro nella zona tra Apricena e San Severo. La violentissima scossa tellurica stimata tra il X e l’XI grado della scala Mercalli, danneggiò anche le città di Serracapriola, Lesina, San Paolo Civitate, Torremaggiore e Serracapriola, dove crollarono numerose case ed edifici, provocando la morte di migliaia di persone. A Serracapriola ci fu il più alto numero di vittime, circa 2000, ad Apricena oltre 900 vittime, a San Severo 800 persone rimasero sotto le macerie, a San Paolo Civitate circa 400 morti, a Lesina ci furono 150 morti ed altre vittime anche a Torremaggiore. A Manfredonia si registrarono ingenti danni provocati dal terremoto-maremoto. L’ondata con effetto Tsunami, si alzò e colpì il tratto di costa settentrionale del Gargano, prospiciente il lago di Lesina, il litorale di Manfredonia (dove le onde superarono i due metri e mezzo di altezza al di sopra della terra); la foce del fiume Sangro, provocò tra l’altro l’allagamento della pianura tra Silvi e Mutignano, inondando anche le campagne di Sannicandro Garganico. Le scosse telluriche provocarono la morte di quasi 4500 persone a causa dei crolli di case e palazzi. Il terribile terremoto del 1627 tra i più devastanti di sempre sul Gargano, fu avvertito fino alle Isole Tremiti e in diverse località dell’Appennino Dauno e della Campania, fino a Napoli. Antonio Lucchino un abate dell’epoca di S.Severo, così descrive quanto avvenne quel terribile giorno:”…S’udì muggir la terra non a guisa di un toro, ma d’un grandissimo tuono che non se ne può dar comparizione, poiché offuscava l’udito e la mente e subito si vide ondeggiare la terra, a guisa che sogliono le onde nel maggior agitamento del mare…”.

In una relazione di un anonimo del 1627 relativa al terremoto che colpì il Gargano e la Capitanata, si legge: “…Il terremoto in Puglia ruinò affatto le terre e Città intiere, con segni prodigiosi e durò tre hore interpollatamente in alcuni luoghi si sentirono voci dolorose che per il gran timore, e strepitio della gente, non si potè distintamente intendere le parole, in modo che pareva fosse giudizio universale, come fu per quelle povere anime, la quantità delle quali per hora no si può sapere…”. “…A San Severo cascò tutta la città senza restare in piedi che una sola casa, nella quale vi era una grotta grande, cisterna e pozzo, con mortalità infinita di donne, figlioli, vecchi e altre persone civili, che a quell’ora si trovavano in casa…”.

Altri terremoti di forte intensità sul Gargano e a Manfredonia, ebbero luogo nel 1646 e nel 1656 come ci tramanda Pompeo Sarnelli nei suoi scritti de: “Cronologia de’ Vescovi e Arcivescovi Sipontini”.

“…Nel 1646 a’ 31 di Maggio avvenne il Garganico tremuoto, scuotendosi il Monte à 7. hore di notte, in Gargano diede il crollo à cento case, con restarne solamente cinque oppressi sotto le rouine. In Ischitella non restarono in pè che ventisei case, le altre caddero opprimendo novantasei persone…”; “…In Manfredonia cinque case, e cinque abitatori perirono. Il Monastero degli Osservanti di S. Francesco, fuori le mura, già desolato da’ Turchi, essendo poi stato riparato, per questo tremuoto si vide nella pristina rovina; onde l’Arcivescovo Marullo il trasferì dentro le mura…”.

Altre scosse di forte terremoto si verificarono nel 1731, con aumento del livello del mare da Siponto a Barletta e poi nel 1889 quando il mare del Gargano non ebbe grande sussulto. Non va certamente dimenticato il terremoto-maremoto di Siponto del 1223. Altre scosse di terremoto, si ebbero a Manfredonia negli anni ’50 e negli anni ’80. Manfredonia è considerata zona sismica 2.

Il presente articolo, è occasione utile, per ricordare ai Manfredoniani e non, di votare NO, domenica 13 novembre 2016 al Referendum Consultivo Comunale, all’insediamento del pericolosissimo e megagalattico deposito costiero di GPL presentato dalla società ENERGAS sul nostro Territorio, già martoriato dall’infausto insediamento del Petrolchimico ANIC, poi ENICHEM, che ha portato inquinamento irreversibile del territorio, morte e distruzione di secolari oliveti nella piana di Macchia, considerata una delle più belle d’Italia. I valori dei Sipontini non sono in Vendita.

ARCHIVIO FRANCO RINALDI

(A cura di Franco Rinaldi, cultore di storia e tradizioni popolari di Manfredonia)



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Commenti


  • IL GIULLARE SIPONTINO

    ARTICOLO INTERESSANTISSIMO!!! PERCHE’ NON LO HAI PUBBLICATO PRIMA???????
    TU AMI MANFREDONIA FRANCO..SPERIAMO BENE PER LA NOSTRA MANFREDONIA!!!!!


  • Un cittadino di Manfredonia.....si chiede?

    Gli geologi quando stilano la pericolosità di una terra visionano tutti gli eventi territoriali del passato anche i più lontani. Io sarei curioso di leggere il nome del geologo o geologi o altri responsabili circa l’idoneità di Manfredonia ad ospitare il colossale, il più grande deposito di gpl di tutti i tempi nel nostro territorio, in quel di San Spiriticchio particolarmente fragile e protetto dal punto di vista naturilistico. Il comune e la regioine inviano alle verie sedute dei loro rappresentanti legali? Chi sono costoro? Che rapporti hanno stilato? Che obiezioni hanno sollevato? Grazie


  • ACCA NISCIUN E FESS!!

    PECCATO SE TU E LELLO AVRESTE POTUTO FARE MOLTO DI PIU’ PER QUESTO DRAMMATICO CASO….


  • Occhi di vetro

    Anche tu Rinaldi come mai non eri al corteo Cittadino di stamane?


  • Sorridi sei a Manfredonia: la città dei balocchi

    non ho parole..trovo solo conferme ogni volta che mi guardo attorno, ogni volta che leggo, ogni volta che mi confronto con qualcuno..è la fine credetemi…c’è tanta indifferenza, immaturità, falsità.. chi può fugga da questa triste realtà e progetti un futuro fuori dalla città dei balocchi, essa non cambierà mai.


  • Sorridi sei a Manfredonia: la città dei balocchi

    I peggiori progetti cadono su Manfredonia, perchè i burattinai sanno in partenza che andranno a buon fine, succede dal 1968 appunto perchè siamo noti a tutti come i balocchi sipontini e non i cittadini sipontini e i burattinai non hanno tutti i torti e nel nostro Dna essere balocchi e miseri masochisti.


  • Alfredo T.

    Signor Franco Rinaldi, questo non vuol dire dare informazioni, ma fare terrorismo.

    A leggere il suo articolo, io che abito a Monticchio in una casa non antisismica, dovrei scappare da questa città, altro che votare contro l’energas.


  • Paolo

    Se parliamo di terremoti allora mi chiedo, ancor prima di pensare al problema energas (che va risolto, in ogni caso, con un secco NO), perché, considerato che Manfredonia è zona sismica 2, hanno consentito di costruire palazzi così alti, che, data la loro età, non sono certamente conformi alle norme antisismiche. Speriamo non venga mai un terremoto forte nella nostra citta, altrimenti son ca….. amari comunque e in ogni caso!


  • Raffaele Ciavarella

    Interessante la parte storica, ma completare l’articolo con la faccenda Energas è
    quantomeno fazioso. Secondo il suo punto di vista è necessario conservare tutto
    com’è, tanto si potrà sempre lasciare il proprio paese ed andare a lavorare dove
    avranno gli inceneritori, gli stabilimenti chimici, petrolchimici, siderurgici e magari anche le centrali nucleari e sognare il paese lontano, tanto bello, con il sole e gli ombrelloni a mare e tanti ragazzi che non sanno e sapranno che fare.
    Auguri.

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