Roma, 5 febbraio 2026 — Un contenzioso tributario nato da un accertamento Irpef relativo al 2009 torna “in pista” alla Corte di Cassazione: la Suprema Corte ha disposto il rinvio a nuovo ruolo per consentire una nuova discussione pubblica alla luce di una recente pronuncia della Corte europea dei diritti dell’uomo sul sistema italiano delle indagini bancarie.
La decisione è contenuta in una ordinanza interlocutoria della Sezione tributaria (Sez. 5) n. 2510/2026, pubblicata il 5 febbraio 2026, che riguarda il ricorso di M.R. contro l’Agenzia delle Entrate. Il procedimento nasce dall’impugnazione della sentenza della Corte di giustizia tributaria di secondo grado della Puglia n. 951/2024 (deposito 11 marzo 2024).
Al centro c’è un avviso di accertamento notificato il 10 novembre 2014 dalla Direzione provinciale di Foggia: secondo l’Agenzia, per il 2009 sarebbe stato riscontrato un maggior reddito di 322.778 euro a fronte di 6.453 euro dichiarati, con conseguente rideterminazione dell’Irpef e delle addizionali. L’accertamento, spiega l’ordinanza, trae origine da indagini finanziarie sui conti del contribuente e del coniuge, con versamenti ritenuti non giustificati.
L’iter processuale è lungo: primo grado favorevole al contribuente (2015), poi appello dell’Agenzia accolto (2019), quindi un primo passaggio in Cassazione con ordinanza n. 19050/2022 che aveva accolto due motivi e rinviato alla CTR. Dopo il giudizio di rinvio, la Corte tributaria di secondo grado ha confermato l’impostazione favorevole all’Amministrazione; da qui il nuovo ricorso per cassazione, questa volta affidato a 27 motivi.
Tra le censure riassunte nell’ordinanza, alcune puntano dritto sul tema delle autorizzazioni per le indagini bancarie e sulla tutela dei dati personali (anche con richiami a Carta Ue e GDPR), fino alla richiesta — in via gradata — di rinvio pregiudiziale alla Corte di giustizia dell’Unione europea e alla questione di legittimità costituzionale. La svolta arriva con un “fatto nuovo” sopravvenuto: l’ordinanza segnala che l’8 gennaio 2026 è stata pubblicata la sentenza CEDU Ferrieri e Bonassisa c. Italia, che avrebbe ritenuto il sistema italiano delle indagini bancarie (norme citate: art. 32 d.P.R. 600/1973 e art. 51 d.P.R. 633/1972, anche per come interpretate) in contrasto con l’articolo 8 della Convenzione sul diritto al rispetto della vita privata e del domicilio, per mancanza di garanzie procedurali effettive e di un controllo giurisdizionale preventivo.
Poiché la decisione europea è successiva alla discussione già svolta (udienza pubblica del 7 ottobre 2025) e appare rilevante per vari motivi del ricorso, la Cassazione ritiene necessario rimettere le parti a una nuova udienza pubblica per discutere anche alla luce del nuovo quadro sovranazionale. Da qui il dispositivo: rinvio a nuovo ruolo.



