Nel mirino di Luigi De Vito, segretario cittadino dei nostalgici della Fiamma, ci sono soprattutto le politiche urbanistiche di un’amministrazione “confusa”, attuate a suon di “varianti urbanistiche, cambi di destinazione d’uso, svendita di beni comunali, privatizzazioni assurde”. Rincara la dose il numero uno de La Destra di Foggia: “Noi non vediamo alcun vantaggio per la cittadinanza se dove era previsto un parco o un campo coltivato domani ci ritroviamo dei palazzi; come non traiamo alcun giovamento se un mercato incompiuto diventa, come per magia, un complesso residenziale proprio li dov’era un’area mercatale”.
In ballo, dunque, la politica del mattonismo sfrenato già condannata da altre associazioni e partiti e che, intanto, sta facendo montare lo scontento alla sinistra del primo cittadino. Ma non solo. L’attacco di De Vito è a tenaglia. La Destra accusa Mongelli di non aver “visto ridurre il debito del Comune con le vendite sottocosto dei beni appartenenti alla Città sempre a favore di pochi fortunati”. Con un occhio di riguardo, poi, a piano parcheggi e municipalizzate. “Chiediamo con forza il suo annullamento”, la posizione di De Vito. Annuncia anzi che “i nostri Legali hanno prodotto una serie di documentazioni che attestano la totale illegittimità del Provvedimento varato dalla Sua Giunta. Sono almeno 20 gli articoli del Codice della Strada palesemente violati. A corredo ci sono svariate sentenze del Giudice di Pace che, in casi analoghi, hanno sempre dato ragione all’automobilista”. In caso di vittoria del ricorso, si chiede poi La Destra, “quali conseguenze sull’Ataf? Quale la fine di tanti lavoratori che per anni hanno svolto la loro attività nel settore?”
Duro l’attacco anche sull’emergenza rifiuti. “La Città di Foggia – ricorda la destra del centrodestra – sta adottando misure da dissesto, per cui non comprendiamo i ritardi su questo versante dal momento che i debiti e gli interessi aumentano giorno dopo giorno. Le tasse sono al massimo ed i servizi al minimo (raccolta dei rifiuti e l’aumento della TARSU, il mancato contributo per le spese scolastiche, il degrado delle strade della Città, l’illuminazione pubblica a giorni alterni).
Tutte ragioni che, assommate, vanno a formare un quadro complesso. Per questo, il partito di Storace invoca le dimissioni. Rivolgendosi a Mongelli, chiede di mettere fine “a questo misero teatrino che da due anni e mezzo va in scena al Comune di Foggia”. E di licenziare una Giunta che “governa con atti che, non trovando adesione nella comunità, appaiono a tutti antidemocratici”, ricordando poi i “400 milioni di euro” di debitoria dell’Ente, per cui “noi cittadini paghiamo un interesse annuo alle Banche pari a diversi milioni”.
Redazione Stato, p.f.



