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Frequenza Modavi: Saharawi, il popolo fantasma

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
12 Ottobre 2011
Spettacoli //

Popolo Saharawi (ST, archivio)
Roma – VENTESIMA puntata di Frequenza Modavi, la terza della nuova stagione. La puntata di questa settimana è dedicata ai Saharawi, quel popolo che dal 1975 lotta per vedersi riconosciuto il diritto di vivere in pace nella propria terra (il Sahara Occidentale) occupata dal Marocco. Nel 1991 il Fronte Polisario (il movimento di liberazione nazionale saharawi) ha deposto le armi, imboccando la via diplomatica per chiedere il rispetto della risoluzione dell’Onu che nel 1975 aveva già previsto l’indizione di quel referendum che però sembra non arrivare mai.

«Vogliamo dare voce alla causa del popolo saharawi – afferma Irma Casula, presidente del Modavi -. Da trentasei anni questo popolo vive esule in patria – prosegue Casula – costretto a subire le angherie del Marocco, o nei campi per rifugiati ai confini con l’Algeria, in condizioni drammatiche. Stiamo dalla parte dei Saharawi – conclude il presidente del Modavi – perché credono nella democrazia, rispettano le donne e non usano il terrorismo per perorare la propria causa». «Non si fermano le violenze contro i Saharawi». Kandud Hamdi, rappresentante in Italia del Fronte Polisario, racconta il clima difficile che si respira in questi giorni nel Sahara Occidentale. «In questi giorni – riferisce Hamdi – si sono svolte delle manifestazioni a El Aaiun e Dakhla, manifestazioni pacifiche represse nel sangue dall’esercito marocchino. Chiediamo alla comunità internazionale – prosegue Kandud Hamdi – di condannare il clima di terrore che il Marocco sta instaurando nel Sahara Occidentale. Da venti anni siamo in attesa di una soluzione pacifica – conclude il rappresentante del Fronte Polisario – e i giovani saharawi vogliono vedere i risultati, altrimenti sono disposti anche a riprendere le armi per conquistare il proprio diritto all’autodeterminazione».

«Gli Usa, inizialmente favorevoli alla causa saharawi – afferma Renato Farina, giornalista e politico, consigliere del ministro degli Affari esteri – si sono spostati su una posizione di neutralismo; ed essere neutrali tra il lupo e l’agnello fa sì che l’agnello sia sbranato; per fortuna i Saharawi non sono agnelli ma persone ben coscienti dei propri diritti. Il governo italiano, a differenza di quelli francese e britannico – prosegue Farina – auspica che procedano serenamente i negoziati di pace all’Onu. Il Marocco – spiega – è uno Stato potente, strategico per gli equilibri non solo del Nord Africa ma di tutto il Mediterraneo, quindi riesce ad influenzare i flussi d’opinione a proprio favore. Il Marocco desidera entrare nel Consiglio d’Europa – conclude – ma grazie alla mia risoluzione è stata posta come condizione quella del rispetto dei diritti umani nel Sahara Occidentale».

Chiara Colosimo nel 2008 aveva 22 anni e partecipò alla missione del Modavi a Tindouf, nei campi per rifugiati saharawi. Oggi ne ha 25 ed è il più giovane consigliere regionale del Lazio, dove ha presentato una mozione in favore dei Saharawi. «Nei campi, nonostante la gioia dei bambini, ho visto tanta sofferenza e tanta fame ma abbiamo ricevuto un’ospitalità regale. La mozione – ci dice Chiara Colosimo – nasce da quel Capodanno passato nel Sahara Occidentale. In Consiglio regionale – prosegue – ho costituito anche un intergruppo in favore del popolo saharawi, formato da tutte le forze politiche. Erano pochi i consiglierei che conoscevano la questione ma, una volta raccontata la storia di questo popolo, si sono messi a disposizione. Spero – conclude il consigliere Colosimo – che nel piano triennale per la cooperazione tra i popoli si possa inserire un capitolo apposito per i Saharawi». In conclusione di puntata c’è “Passaparola”, la rubrica da non perdere per essere aggiornati sugli imminenti appuntamenti del Terzo Settore.


Redazione Stato

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