SAN SEVERO – “Dopo troppo tempo di silenzio, sento il dovere di chiarire pubblicamente quanto accaduto”. Con queste parole Soccorsa Chiarappa rende pubblica una frattura politica maturata nel tempo e culminata nella richiesta di dimissioni della vice sindaca Giuliani, di cui dice di essere stata tra i firmatari del documento.
Nel suo intervento, Chiarappa ripercorre il clima delle ultime elezioni amministrative, che definisce “devastanti per l’intero centrodestra”, indicando in “protagonismi e personalismi” una delle cause che avrebbero favorito la vittoria dell’area avversaria.
Poi punta il dito contro una dinamica che descrive come un cortocircuito politico: l’attuale sindaca, ricorda, proveniva dai banchi della maggioranza di centrosinistra e, secondo la ricostruzione fornita, avrebbe sostenuto provvedimenti qualificanti come il parcheggio di piazza Cavallotti e il progetto di un impianto di compostaggio, per poi candidarsi con una lista civica “con esponenti del Movimento 5 Stelle, di Azione e del Partito Democratico”.
Il passaggio più duro riguarda la scelta di una parte del centrodestra di convergere su quell’esperienza civica. Chiarappa parla esplicitamente di forze che “non riuscendo a trovare un’intesa” decisero di appoggiare la candidata sindaca; nel racconto inserisce anche una frase attribuita a un esponente della lista civica: “Se vogliono portarci i voti, non possiamo rifiutare”, anche se provenienti da un’area politica diversa.
È in questo quadro che, sostiene, sarebbe maturata la sua candidatura. “Dopo ripetute insistenze da parte della vice sindaca Giuliani e della sua famiglia”, racconta, le sarebbe stato chiesto di entrare in lista: un sì arrivato “con grande riluttanza” e con la consapevolezza di una sconfitta che ritiene fosse già scritta. La svolta, però, sarebbe arrivata al ballottaggio: Chiarappa afferma che Giuliani avrebbe scelto di appoggiare Colangelo e che, a quel punto, lei si sarebbe sfilata, giudicando “inconcepibile” sostenere una candidata ritenuta vicina al centrosinistra dopo “25 anni di militanza e attivismo nel centrodestra”. Da lì, sempre secondo la sua versione, la rottura personale e politica: l’estromissione dalla chat di gruppo e una progressiva esclusione dagli accordi.
Chiarappa precisa di non aver mai chiesto incarichi, ma denuncia “promesse non mantenute” verso chi avrebbe sostenuto fino alla fine il progetto “San Severo Ritornerà Bellissima”, contrapposto a una gestione accentratrice, definita con l’immagine dell’“asso piglia tutto”.
Il capitolo conclusivo è un atto d’accusa più ampio sull’azione amministrativa. Chiarappa parla di “gravi criticità e inefficienze” e lega la scelta di chiedere le dimissioni della vice sindaca a un giudizio politico: “Non è accettabile tenere in piedi un’amministrazione che immobilizza una città per un semplice gettone di presenza. È una situazione che considero vergognosa”.
Nella firma, Chiarappa richiama il proprio percorso e i ruoli ricoperti nel tempo, rivendicando una lunga militanza nell’area di centrodestra.



