Un omicidio drammatico si è consumato il 13 marzo 2026 a San Severo, all’interno del ghetto “L’Arena”. Boubakar Toure, senegalese di 33 anni, è stato arrestato dalla polizia dopo aver colpito con un martello Mamina Nyassi, 20 anni, gambiano, con cui aveva avuto un litigio sette giorni prima per motivi legati alla religione.
Secondo quanto dichiarato dall’indagato agli agenti, avrebbe agito per difendersi da un’aggressione, affermando che Nyassi lo aveva offeso e avrebbe impugnato un coltello. Accanto al corpo della vittima è stato infatti rinvenuto un coltello, ma il giudice ha escluso la legittima difesa, evidenziando il confronto sproporzionato tra le coltellate ipotetiche e le martellate che hanno sfondato il cranio della vittima.
Toure, difeso dall’avvocato Giovanni Salatto, si è avvalso della facoltà di non rispondere durante l’interrogatorio davanti al gip Armando Dello Iacovo, che ha convalidato l’arresto e disposto la detenzione in carcere. Il pm contesta l’omicidio aggravato dall’uso del martello, mentre il giudice ha escluso l’aggravante della premeditazione, considerando che il litigio risaliva a una settimana prima.
Il gip ha sottolineato il rischio di reiterazione del reato, descrivendo Toure come un uomo arrabbiato, aggressivo e isolato, capace di esplodere violentemente in situazioni di conflitto. Testimoni presenti nel ghetto hanno confermato la tensione tra i due migranti, che condividevano una stanza, e hanno raccontato di averli separati dopo il litigio precedente.
La vicenda segna l’ottavo omicidio verificatosi nei ghetti di Capitanata dal 2016 e resta al centro delle indagini, con la Procura che monitora attentamente la dinamica dei fatti e le dichiarazioni dei testimoni.
Lo riporta lagazzettadelmezzogiorno.it.



