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PINO RUCHER Massimo Cotto ricorda Pino Rucher e la rivoluzione sonora di Morricone nel western all’italiana

Nel suo libro “Rock is the answer: Le risposte della musica alle questioni della vita”, Cotto dedica un passaggio significativo al musicista Pino Rucher

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
20 Maggio 2026
Manfredonia // Notizie in piazza //

Nel giorno della nascita del giornalista e critico musicale Massimo Cotto, si torna a ricordarne il lavoro di divulgazione musicale e la capacità di raccontare la storia del rock e delle colonne sonore attraverso le sue opere. Nato ad Asti il 20 maggio 1962 e scomparso nel 2024, Cotto ha lasciato un segno profondo nella narrazione musicale italiana.

Nel suo libro “Rock is the answer: Le risposte della musica alle questioni della vita”, Cotto dedica un passaggio significativo al musicista Pino Rucher, ricordandolo come il primo a introdurre la chitarra elettrica in un western di produzione italiana, su intuizione del maestro Ennio Morricone, protagonista di una vera e propria rivoluzione nel linguaggio delle colonne sonore.

Massimo Cotto ricorda Pino Rucher e la rivoluzione sonora di Morricone nel western all’italiana

Nel testo, Cotto riflette sull’impatto innovativo di Morricone e sul suo approccio creativo, capace di superare i confini dei generi musicali e ridefinire l’immaginario cinematografico. In particolare, sottolinea come il compositore abbia saputo trasformare il western all’italiana attraverso soluzioni sonore inedite, influenzando intere generazioni di musicisti.

Di seguito un estratto del libro:

“Morricone ha anticipato i tempi. Non si accontentava. Se la musica, come amava ripetere, non è scienza, ma esperienza, più chilometri accumuli e più lontano vai. Semplice solo se ti chiami Morricone. Quando inventa quel fischio che accompagna la cavalcata sonora di Per un pugno di dollari e sottopone il western a una rivoluzione copernicana. Quando spinge Pino Rucher, grande musicista pugliese, a utilizzare la chitarra elettrica, cosa mai successa in un western italico (e a quel suono si ispirerà The Edge degli U2 nel brano Magnificent). Quando è sufficiente una voce femminile che ripete «scion scion» (per noi quello è il titolo) per fermare il cuore a una generazione. Morricone attraversava generi e stili. E influenzava generi e stili. Che fosse adorato dagli amanti di colonne sonore è già un grandissimo risultato. Ma farsi adorare, dicevo, dagli amanti di altri generi, è davvero fatto unico.”

3 commenti su "Massimo Cotto ricorda Pino Rucher e la rivoluzione sonora di Morricone nel western all’italiana"

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