L’AQUILA, 17 maggio 2025 – La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso presentato da Stellantis contro la sentenza della Corte d’Appello dell’Aquila, che aveva confermato la condanna di primo grado emessa dal Tribunale di Lanciano nei confronti dell’azienda. La vicenda riguarda un operaio della ex Sevel-FCA, ora Stellantis, a cui nel 2017 era stato negato il permesso di utilizzare il bagno durante il turno di lavoro e di cambiarsi dopo essersi urinato addosso.
I giudici hanno riconosciuto che il lavoratore ha subito una violazione della propria dignità personale sul luogo di lavoro, in contrasto con l’articolo 2087 del codice civile. La Cassazione ha inoltre disposto che Stellantis debba rifondere le spese legali e ha ordinato la tutela della privacy del lavoratore in caso di diffusione dell’ordinanza.
L’episodio aveva suscitato un ampio clamore mediatico e aveva portato l’Usb a proclamare uno sciopero, mettendo a disposizione del lavoratore un supporto legale. Il sindacato ha espresso soddisfazione per una sentenza che, a loro dire, “restituisce dignità a un lavoratore che ha avuto il coraggio di intraprendere un percorso giudiziario per evitare il ripetersi di simili episodi”.
Parallelamente, si era conclusa con l’archiviazione la vicenda giudiziaria riguardante l’allora coordinatore regionale Usb lavoro privato, Fabio Cocco, denunciato per diffamazione insieme al lavoratore. L’Usb ha dedicato la vittoria alla memoria di Cocco, tra i primi a denunciare l’accaduto, e ha ringraziato l’avvocato Diego Bracciale per il lavoro svolto.
Fonte: ANSA



