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CENSURA Dargen D’Amico a DiMartedì: “Il comunicato letto da Mara Venier? Tutti abbiamo padroni. Il mio è l’umanità”

"Sono stanco di vedere i nostri fratelli e le nostre sorelle trattati come cittadini di Serie B"

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
21 Febbraio 2024
Hot motori // Live //

ROMA – Dargen D’Amico è tornato a parlare del terromoto scatenatosi dopo il suo intervento a Domenica In sui migranti. Lo ha fatto su La7 a DiMartedì, non tirandosi indietro alle domande dirette di Giovanni Floris.

E la prima non poteva che essere sulle immagini, poi, circolate ovunque: ovvero Mara Venier che interrompe il discorso dell’artista per questioni di tempo.

“Non sono stato censurato in Rai – ha risposto il 43enne – credo di aver avuto un trattamento abbastanza elastico e nessuno mi ha mai chiesto quello che avrei detto e nessuno mi ha mai fatto notare che quello che stavo dicendo non ero in linea.

Mi hanno interrotto ma ero già entrato nell’argomento”.

Fonte: lanostratv

Temi che Dargen ha affrontato durante tutta la settimana sanremese, anche sul palco dopo ogni performane di “Onda alta”, senza l’intenzione di essere anti-governativo: “Noi sappiamo che questo non è un problema relativo solo al governo in vigore.

Voglio credere che quando un cantante va a raccontare la narrazione del suo brano, che è profondamente italiana, da fuori non venga vista come contestualizzata solo nel presente ma in un modo più ampio”.

E non a caso, sulla notizia di un ipotetico Daspo (sospespensione da sei mesi ad un anno dalla tv pubblica) che la Lega starebbe preparando per gli artisti che esprimono opinioni politiche in Rai, D’Amico ha le idee chiare: “Andrebbe anche rivisto l’inno allora, potrebbe essere molto problematico”.

COSA PENSA DARGEN D’AMICO DEL COMUNICATO LETTO DA MARA VENIER

Come si spiega allora la lettura in fretta e furia di un comunicato Rai da parte di Mara Venier lo ha rivelato poco dopo: “Abbiamo tutti dei padroni e rendiamo conto della linea editoriale di chi sta sopra di noi.

Il problema è che il mio padrone in questo caso è l’umanità. Questo profondo silenzio, complice, mi ha costretto a parlare“.

E sugli immigrati, sul genocidio di Gaza e su tutti i dimenticati nelle zone di guerra ha aggiunto: “Sono stanco di vedere i nostri fratelli e le nostre sorelle trattati come cittadini di Serie B, invece di creare soluzioni che possono aiutare per i prossimi 30, 40, 50 anni”

Per questo era importante parlarne a Sanremo: “La mia sensazione è che ci fosse un profondo silenzio a livello nazionale che non corrisponde al sentimento delle persone, questo ho notato.

Questo va oltre le scelte governative.

Quello che ho capito da questa vicenda è che effettivamente il silenzio sui bambini massacrati non corrisponde alle volontà di questo Paese, questo Paese vorrebbe che se ne parlasse, vorrebbe far sentire il peso diplomatico diplomatico di questo Paese.

Mi sembra un’operazione nazionalista quella di riportare il peso diplomatico di questo Paese”.

Fonti verificate: DIRE //

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