“Durante il nostro congresso provinciale – spiega il massimo esponente dell’Udc – non abbiamo rivolto appelli ai singoli consiglieri di Futuro e Libertà e Alleanza per l’Italia, ma a quella parte di elettorato che non si riconosce tanto nel centrodestra quanto nel centrosinistra, e che è interessato ad un progetto alternativo proposto da Casini, Fini e Rutelli. Così come non ci siamo rivolti a chi stringe accordi con il Partito Democratico al Comune di Foggia e con il Popolo della Libertà a Palazzo Dogana, non riconoscendo, nei fatti, la proposta politica del Terzo Polo”. Angelo Cera, inoltre, precisa che l’Unione di Centro della provincia di Foggia “non insegue transfughi dell’ultima ora che evidentemente sono alla ricerca di scranni o posizioni di comando all’interno di enti locali.
La nostra proposta non si basa sull’individuazione di poteri o prebende da arraffare a destra e a manca. Il nostro territorio ha bisogno di un progetto politico e di persone serie e soprattutto credibili”.
Curto: la necessità del cosiddetto “Tavolo del terzo polo”. “Attendo con crescente interesse gli indirizzi politici che i leader del Terzo Polo indicheranno alla classe dirigente pugliese di Udc, Fli, Api ed Mpa, nel corso della Convention leccese. E che, se coerenti con quanto sino ad oggi dichiarato da Fini, Casini, Rutelli e Lombardo, non potranno non sancire e ribadire l’obbligo (non la facoltà) per i responsabili politici provinciali di formare in tutte le province pugliesi il cosiddetto Tavolo del Terzo Polo”. Lo dichiara l’ex senatore Euprepio Curto, attualmente consigliere regionale a via Capruzzi. “La delicatezza del momento economico, sociale e politico che vive il Paese – ha dichiarato Curto – impone comportamenti, atteggiamenti e modelli d’interpretazione delle regole coerenti ai vari livelli politici ed istituzionali. Ed è questo il motivo per il quale, per ciò che riguarda le ormai prossime consultazioni amministrative, se deroghe potranno essere concesse per le alleanze riguardanti i comuni inferiori ai 15 mila abitanti ( dove non vi sono simboli di partito da spendere ), tutto ciò non dovrebbe avvenire per i grandi comuni, e, soprattutto, per i comuni capoluogo “. “ Lecce – ha concluso Curto – potrà costituire un momento di chiarezza ? spero proprio di sì “.
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