È stato fissato per il 27 febbraio 2026 l’interrogatorio di garanzia di Ciro Salvatore Caliendo, imprenditore vitivinicolo 48enne di San Severo, arrestato lunedì 23 febbraio dalla polizia con l’accusa di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione. L’uomo è accusato di aver ucciso la moglie, Lucia Salcone, il 27 settembre 2024, inscenando un finto incidente stradale con incendio del veicolo.
Caliendo, attualmente detenuto a Foggia e difeso dagli avvocati Simone Moffa e Angelo Masucci, comparirà davanti al gip Mario De Simone e alla pm Sabrina Cicala. La difesa mantiene il massimo riserbo: non è noto se l’imputato intenda rendere dichiarazioni o avvalersi della facoltà di non rispondere.
Secondo l’accusa, Caliendo avrebbe colpito la moglie alla testa, provocandole due ferite lacero-contuse, quindi avrebbe cosparso di benzina l’auto e alimentato l’incendio con il gasolio, causando la morte di Lucia per azione combinata di fiamma e ipossia da monossido di carbonio. L’omicidio sarebbe stato motivato sia da ragioni personali e sentimentali sia da interessi economici, con l’aggravante della premeditazione, come confermato dalle indagini della Squadra Mobile di Foggia.
Le indagini e le perizie tecnico-scientifiche e ingegneristiche hanno escluso l’ipotesi di un incidente stradale accidentale. L’esame autoptico ha rilevato ferite incompatibili con un impatto e una concentrazione di monossido di carbonio superiore al 66%, insieme alla presenza di idrocarburi e derivati della benzina, elementi che hanno permesso di ricostruire l’accusa: prima i colpi alla testa, poi l’incendio in auto che ha portato alla morte della vittima.
Le autorità mantengono alta l’attenzione sul caso, considerato uno degli episodi più gravi di omicidio domestico recenti nel territorio di San Severo.
Lo riporta foggiatoday.it.



