MANFREDONIA – In un territorio sempre più segnato dalla siccità, l’acqua piovana continua a disperdersi in mare invece di alimentare le aree umide del comprensorio di Lago Salso. A denunciarlo è Alessandro Manzella, responsabile delle Guardie Ambientali Italiane, che lancia un appello per una gestione più attenta delle risorse idriche locali.
Al centro della questione c’è il torrente Cervaro, corso d’acqua considerato fondamentale per il mantenimento degli equilibri ambientali della zona umida di Lago Salso, della palude e dei prati costantemente allagati, habitat di grande valore naturalistico per fauna e flora del territorio garganico.
Secondo quanto riferito da Manzella, in passato i portelloni situati a valle del Cervaro erano stati chiusi proprio per consentire all’acqua di alimentare l’oasi naturale. Successivamente, a causa dell’aumento del livello idrico e per motivi di sicurezza legati al rischio piena, gli stessi sarebbero stati aperti per favorire il deflusso verso il mare.
“Oggi però – evidenzia – il livello dell’acqua è sceso sotto la soglia di pericolo. Per questo ci chiediamo perché i portelloni non vengano nuovamente richiusi, permettendo al torrente di tornare ad alimentare le zone umide”.
L’area interessata ricade all’interno del Parco Nazionale del Gargano, in Zona 1, ovvero quella soggetta al massimo livello di tutela ambientale. Una condizione che, secondo le Guardie Ambientali Italiane, dovrebbe imporre particolare attenzione nella gestione delle acque e nella salvaguardia degli ecosistemi.
“Difendere le zone umide – conclude Manzella – significa contrastare la siccità, preservare la biodiversità e garantire un equilibrio naturale indispensabile per il futuro del territorio”.
Da qui la richiesta di interventi concreti e di una gestione più responsabile delle risorse idriche, in un momento storico in cui ogni riserva d’acqua assume un valore strategico per ambiente, agricoltura e comunità locali.





