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SPACCIO BARI Bari: associazione per lo spaccio di droga e armi, arrestate 13 persone

Accusati di associazione per delinquere finalizzata alla cessione di sostanze stupefacenti, detenzione illegale di arma da sparo ed estorsione in concorso

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
19 Maggio 2026
Cronaca // Primo piano //

I Carabinieri della Compagnia di Monopoli hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere e agli arresti domiciliari emessa dal GIP del Tribunale di Bari su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di tredici persone. Gli indagati sono accusati, a vario titolo e fatte salve le valutazioni successive nel contraddittorio con la difesa, di associazione per delinquere finalizzata alla cessione di sostanze stupefacenti, detenzione illegale di arma da sparo ed estorsione in concorso.

Le indagini, coordinate dalla DDA di Bari e svolte dalla Sezione Operativa del N.O.R. di Monopoli attraverso servizi di osservazione, pedinamenti, attività tecniche e dichiarazioni di collaboratori di giustizia, avrebbero consentito di documentare l’esistenza di un sodalizio criminale stabile e strutturato, attivo nel territorio del Comune di Conversano.

Secondo l’impostazione accusatoria, sarebbero stati ricostruiti numerosi episodi di spaccio al dettaglio di cocaina, hashish e marijuana, gestiti tramite richieste effettuate con linguaggio criptico e conversazioni su utenze telefoniche dedicate. Le cessioni avvenivano sia con modalità di consegna a domicilio, sia all’interno di un bar del centro di Conversano, elemento che avrebbe contribuito a delineare l’organizzazione del gruppo e la ripartizione dei ruoli tra gli indagati, anche con funzioni di stoccaggio e confezionamento della droga.

Le investigazioni avrebbero inoltre evidenziato episodi di estorsione, attribuiti al capo del sodalizio, che all’epoca dei fatti risultava detenuto presso la Casa Circondariale di Bari. Attraverso intermediari o mediante l’invio di “pizzini”, l’uomo avrebbe impartito direttive, imposto modalità di approvvigionamento della sostanza stupefacente e orchestrato minacce e intimidazioni per il recupero di debiti legati al traffico di droga o come ritorsione per dichiarazioni rese in procedimenti giudiziari.

Tra gli elementi contestati figura anche la detenzione illegale di armi da fuoco, documentata in più occasioni attraverso il sequestro di due pistole modificate, rinvenute a bordo dei veicoli in uso agli indagati.

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