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Il solito Foggia sprecone. Domina il Carpi ma perde ancora

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
6 Novembre 2011
Sport //

Dario Venitucci (ph: Dario Fontana, fonte: usfoggia.it)
Reggio Emilia – DUE GOL, zero punti e tanto rammarico. Il Foggia di Paolo Stringara domina il Carpi ma è costretto ad ingoiare il calice amaro della sconfitta, la prima in trasferta di questa stranissima stagione. Alla fine della fiera è 3 a 2 per gli emiliani ed una sagra della sfortuna che chiude i battenti dopo 95′ giocati dai rossoneri ad alta intensità. Foggia che non ha mai rinunciato ad attaccare, grazie all’arrembante 3-4-1-2 (anche se, sulla carta, sarebbe dovuto essere un 4-3-3) disposto in campo dal tecnico toscano, con un Venitucci in discreta forma e l’inedito duetto d’incursori Cardin-Frigerio (ottima la prima da titolare del 19enne ex Novara) a martellare con dura costanza la retroguardia di casa. Dietro, il rientrante Gigliotti, capitano, affianca Lanzoni e Traoré. Frangiflutti davanti alla difesa, Meduri, vertice arretrato di un abbozzo di centrocampo a rombo con i laterali larghi ed il numero 10 Venitucci come sponda con l’attacco, composto da Tiboni e Cruz.

LA PARTITA. Neppure il tempo di prendere confidenza con il campo che il Carpi già passa. Cesta doma palla al limite dell’area rossonera, apre sulla destra per l’accorrente Eusepi che, in diagonale, beffa l’incolpevole Ginestra. Il Foggia non ci sta, si riorganizza e parte all’assalto del ben modesto fortino carpigiano. Carpi che fa presto a perdere la matassa con tutto il bandolo. Il Foggia gioca da champagne ed ubriaca i padroni di casa, rimbambiti dalle velocissime combinazioni della combriccola di Stringara. Al 13′, nemmeno sei giri di lancette dopo il vantaggio, gli emiliani rischiano di imbarcare il pareggio dauno. Tiboni serve Cruz che ringrazia il compagno di reparto e, dal limite, chiama Bastianoni all’intervento da fenomeno. Il gioco dei satanelli scorre via che è una bellezza. Al minuto numero 23, è Venitucci a sparare alto dopo un bell’assist di Cardin. Che non siano sono squilli di tromba lo conferma Tiboni che, tre minuti dopo, fa 1 a 1. Cruz fa il guastatore e recupera un gran pallone sulla sinistra, palla filtrante per Frigerio che recapita sulla testa del numero 9 comasco una palla ingolosita da un’uscita a farfalle dell’estremo di casa che non chiede che di essere depositata in rete. Gli uomini in bianco di Notaristefano crollano, ed i ragazzi terribili in rossonero provano ad affondare. Basti pensare che, nel solo primo tempo, guadagnano 7 tiri dalla bandierina contro nessuno messo in cascina dal Carpi. Alla mezzora, Venitucci spara fuori su assist di Tiboni; al 35′ Cruz non sfrutta al meglio un cross ancora di Frigerio; tre minuti dopo il brasiliano non arriva per un pelo sulla palla che Gigliotti, di testa, recapita sul secondo palo dopo il calcio d’angolo di Meduri; e, un soffio prima del duplice fischio, Bastianoni evita che una punizione dai 30 metri di Venitucci vada a dormire sotto il sette alla sua destra.

SECONDO TEMPO – Il Foggia parte forte anche nella ripresa. All’ottavo, Tiboni per poco non fa doppietta calciando dal limite. Al 15′ Tomi entra per Frigerio ed è il capitombolo. In tre minuti, dal 18′ al 21′ sui dauni cala la fine del mondo. Il cavaliere dell’Apocalisse è proprio l’ex capitano rossonero che, 180 secondi dopo il quarto d’ora, a freddo, s’impannina in un rinvio che spedisce proprio sulle gambe del numero 11 Di Gaudio. Rimpallo beffardo, Ginestra immobile e 2-1. I satanelli sono infuriati, Gigliotti rimedia il giallo, Stringara manda in campo Giovio per Cardin disponendo un attacco a tre. Ma la rabbia offusca la mente, il Foggia perde lucidità e il Carpi mette il sigillo sull’incontro. 21′, Memushaj fa partire una sassata dai 25 metri su punizione, Ginestra non si distende abbastanza e la palla finisce in rete per un inatteso 3-1. Sul centinaio di supporter bardati di rossoneri e stipati nella curva nord del Giglio di Reggio cala il gelo. A rintuzzare il camino ci prova Venitucci che, al 26′, fa il Memushaj e piazza all’incrocio una palla apparentemente inservibile. 3-2 e nuovo arrembaggio del galeone foggiano. Il coach toscano spedisce dentro anche Agodirin. Al 32′ Tiboni viene anticipato d’un pelo da un difensore emiliano a due metri da Bastianoni che, al 37′ è addirittura clamoroso nel respingere un colpo di testa di Agodirin da appena dietro il dischetto. Il Foggia si spegne e l’ultima occasione capita sui piedi di Tomi che spara alto di poco da fuori un pallone che lui stesso di era conquistato.

TABELLINI – CARPI: Bastianoni; Poli, Lorusso, Perini (73′ Sogus), Bova, De Paola, Concas, Memushaj, Cesca, Eusepi (61′ Kabine), Di Gaudio (65′ Pasciuti); A disposizione: Mandrelli, Marchi, Pasciuti, Calamai, Kabine, Sogus, Potenza. Allenatore: Notaristefano
US FOGGIA: Ginestra, Traorè, Frigerio (60′ Tomi), Cardin (68′ Giovio), Lanzoni, Gigliotti, Molina, Meduri, Tiboni, Venitucci, Cruz (73′ Agodirin). A disposizione: Botticella, D´Orsi, Tomi, Wagner, Agodirin, Giovio, Bianchi. Allenatore: Stringara
NOTE – Si è giocato allo stadio “Giglio” di Reggio Emilia. Osservato un minuto di raccoglimento in memoria delle vittime colpite dall´alluvione di Genova. Ammoniti: Cardin, Gigliotti, Tomi (F) Bastianoni, De Paola(C). Angoli: 13-2 per il Foggia. Recupero: 0′, 5′.

PAGELLE – Ginestra 5.5 – Regala un amarcord zemaniano beccando tre gol in un solo incontro. Nel finale gioca da difensore aggiunto e anche d’attaccante. In un paio di occasioni rischia di pagare a caro prezzo le velleità d’arrembaggio con il quarto gol. Sulla punizione di Memushaj, l’impressione è che avrebbe potuto fare di più. Incomplevole sugli altri due gol dei blancos emiliani. La diga ha un pò ceduto, pur non crollando in stile Vajont. Ha visto giornate migliori.
Traoré 6.5 – Bravo in fase difensiva, autoritario quando si tratta di reimpostare il gioco. Contiene e riparte, con buona velocità. Gioca d’anticipo senza troppa fallosità, segno di buona scelta di tempo. Dopo questa conferma, probabilmente si è guadagnato il posto in prima squadra.
IL MIGLIORE – Frigerio 6.5 – 19 anni, prima da titolare, un assist decisivo (per il gol di Tiboni), decine di chilometri macinati sulla sinistra ed una discreta mole di palloni gettati nel green carpigiano. Non è un caso se il Foggia s’appassisce proprio al quarto d’ora della ripresa, in esatta corrispondenza cronologica con la sua uscita dal campo. Si era sull’1-1 ed in fase d’attacco. Com’è finita, invece, lo sappiamo. (60′ Tomi 5 – A scuola calcio, ogni buon maestro istruisce i pulcini a spazzare, in situazione pericolo, il pallone verso le fasce. Scopo: evitare carambole funamboliche. Diciamo che Giovannone ha dimenticato il verbo del suo maestro d’infanzia calcistica. Praticamente, una tragedia.)
Cardin 5.5 – Non male nel primo tempo, molle nel secondo. Spostato a centrocampo rende meno, notevolmente meno, che in difesa. Una volta fa il campione, un’altra il bidone. Scelga da che parte stare.
Lanzoni 5.5 – Anche super Matteo naufraga nel pantano di Reggio Emilia. Non puoi ritenerti immune da colpe se, in una partite, il tuo avversario fa tre tiri e tre gol.
Gigliotti 5.5 – Come sopra.
Molina 5 – Mai in evidenza fino alla mezzora della ripresa quando, per poco, non manda a rete Tiboni. In mediana s’appisola, meglio rimetterlo sulla destra.
Meduri 6 – Orchestra con discreta precisione il centrocampo dauno. Sempre lucido, non va mai nel pallone. Rispetto al passato, è meno pericoloso in zona tiro, anche perché, per buona parte della partita, Stringara gli cuce addosso i panni del Pirlo. I suoi piedi ringraziano e smistano palle in quantità industriale. Nessuna, però, decisiva.
Tiboni 6 – Un gol, un quasi gol, buoni movimenti. Gioca da prima punta e, deo gratias, si sblocca. Serve a poco ai fini del risultato finale, ma è già qualcosa. Si conquista la sufficienza per quel colpetto beffardo di testa che lascia immaginare ad un opportunista d’area nascosto (spesso troppo ben nascosto) che allo Zaccheria i supporter attendono. Urge riprova.
Venitucci 6 – Un gol da campione. E sono tre. Dario è il capocannoniere di questa compagine spuntata, ma anche un uomo di carattere che, con un tocco di precisione in più (leggi due rigori sbagliati contro Viareggio ed Avellino), oggi avrebbe la stoffa del leader. Anche al Giglio dimostra i suoi buoni numeri.
Cruz 6.5 – Buona tecnica e tantissimo lavoro di recupero e di ripartenza. E’ l’anima di un Foggia proletario che sta vagando alla ricerca di se stesso e che, magari, potrebbe ritrovarsi nello specchio meno appariscente.

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Voi non saprete mai fino a qual punto la mia anima è vostra. Gabriele D’Annunzio

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