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Il dibattito sulla vaccinazione ha raggiunto in questi mesi dei livelli di isteria manichea mai visti prima

La disinfomazione orwelliana sui vaccini

"Da notare inoltre che in Italia i pediatri sono incentivati, anche economicamente, nel consigliare la vaccinazione mentre alcuni sono stati radiati dall'Ordine dei Medici per averli sconsigliati"

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Roma. Il dibattito sulla vaccinazione ha raggiunto in questi mesi dei livelli di isteria manichea mai visti prima. Chiunque avanzasse dubbi sull’operazione era subito bollato come “antivax”, nemico della salute pubblica e della “Scienza” ufficiale, perseguibile persino di trattamento sanitario obbligatorio, nonché di sospensione della patria podestà. Nelle tv e giornali mainstream vigeva il dogma del vaccino sicuro, che si doveva applicare obbligatoriamente per qualsiasi patologia ne esistesse uno, essendo questo “efficace e privo degli effetti collaterali sempre e comunque”. Forse è il caso di elencare qualche dato per far chiarezza su questa controversa vicenda.

VACCINI IN EUROPA
15 Paesi europei non hanno alcun obbligo vaccinale: Austria, Danimarca, Estonia, Finlandia, Germania, Gran Bretagna Irlanda, Islanda, Lituania, Lussemburgo, Norvegia, Olanda, Portogallo, Spagna, Svezia. In queste nazioni, anche nei casi in cui la soglia dei vaccinati si è abbassata al di sotto dei 75% (vedi Austria), non si sono mai verificate situazioni medico sanitarie critiche. D’altra parte lo stesso premier Gentiloni ha dovuto ammettere che non esistono attualmente situazioni di emergenza sanitaria in Italia tali da giustificare un decreto legge. Il Belgio ha solo un vaccino (la poliomielite); la Francia e Malta ne hanno tre; la Grecia ne ha solo quattro; la Repubblica Ceca e la Slovenia sette; l’Ungheria, la Polonia e la Romania ne hanno otto; la Bulgaria e la Slovacchia nove. In Italia si è passati da 12 a 10. In pratica solo qualche nazione dell’est si avvicina a noi.

INCENTIVI ALLA VACCINAZIONE
Nell’anno 1991 il ministro della sanità. l’On. De Lorenzo, si prese una bustarella di 300.000 Euro (600 milioni di vecchie lire) per far varare l’obbligatorietà della vaccinazione per l’epatite B; questa l’ammissione dell’amministratore delegato della SKB spa Italia, (oggi GSK) al magistrato onorario dr. Di Pietro nell’ambito dell’inchiesta di “mani pulite”. Condannato anche in cassazione, De Lorenzo si è fatto anche 5 anni di galera per questa e per altre corruzioni di cui si è reso partecipe (totale 9 miliardi di lire), ed è stato successivamente condannato per danno d’immagine nei confronti dello Stato Italiano assieme a Poggiolini e dovrà pagare allo Stato una multa 5 milioni di euro. Ma anche con tutte queste conferme, il vaccino per l’epatite B rimase nell’elenco.

Da notare inoltre che in Italia i pediatri sono incentivati, anche economicamente, nel consigliare la vaccinazione mentre alcuni sono stati radiati dall’Ordine dei Medici per averli sconsigliati. Un procedimento estremo che non è avvenuto in passato neppure in casi di medici condannati in via definitiva per omicidio.

DISINFORMAZIONE E LICEO CLASSICO
Il 22/10/2015 nella trasmissione Piazza Pulita su La7 il Ministro della Salute (diploma di maturità classica) asserì che era necessario vaccinarsi perchè “l’anno prima erano morti a Londra oltre 200 bambini”. Peccato che il sito del governo inglese affermava che i casi di morbillo in tutta l’Inghilterra e Galles fossero 139, 59 a Londra. E nessuno di loro era deceduto.

A “Porta a Porta” del 22/10/2014, il nostro Ministro della Salute, dopo aver messo in guardia gli spettatori dalla “disinformazione che si trova su internet” (sic.), ha raccontato senza alcun contraddittorio che “solo di morbillo a Londra, lo scorso anno (quindi nel 2013) erano “morti 270 bambini per una epidemia di morbillo molto grave”. https://www.gov.uk/government/publications/measlesdeaths-by-age-group-from-1980-to-2013-ons-data/measles-deaths-by-age-group-from-1980-to-2013-onsdata
Nel sito del governo inglese risulta un solo decesso, da parte di un venticinquenne, che si prese il morbillo da adulto ed ebbe una complicanza che sfociò in polmonite acuta. Uno, non 270.

REAZIONI AVVERSE

http://www.informasalus.it/it/data/allegati_docsc/reserved-document-aifa.pdf

Un documento riservato dell’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) è stato indirizzato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Torino e citato dal Codacons durante la conferenza stampa del 30/05/2017. Nel testo sono riportati i dati riguardo le segnalazioni di sospetta reazione avversa al vaccino esavalente “Infanrix Hexa”, di titolarità della GlaxoSmithKline, registrate all’interno della Rete Nazionale di Farmacovigilanza (RNF) negli anni 2014, 2015 e 2016. Nel 2014 si sono verificate 1.857 reazioni avverse al vaccino esavalente, di cui 168 gravi (9%). Nel 2015 invece il numero è stato di 992, di cui 144 gravi (14,3%). Nel 2016 sono state segnalate 702 reazioni avverse, di cui 142 gravi (20,2%). Riassumento, l’AIFA comunica che ci sono state nel triennio un totale di 21.658 reazioni avverse, di cui 3.351 (1.857 + 992 + 702) solo da vaccino esavalente (Infanrix Hexa). Tra le segnalazioni di reazioni avverse, le più comuni sono state:
– Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione
– Patologie del sistema nervoso: 16%
– Disturbi psichiatrici: 29,2% (nel 2014) e 14,1% (nel 2015)
Si sono verificati anche 5 decessi in neonati prematuri vaccinati a 2-3 mesi con Infanrix e Prevnar. La causa di ciò può essere ricondotta all’alluminio (neurotossico) presente al loro interno, in quanto facendo più vaccini ravvicinati si supera facilmente la soglia limite di tossicità. Secondo l’On. Zaccagnini i dati presentati sono comunque sottostimati, per il fatto che si rifanno alle sole segnalazioni. A tale riguardo il governo ha stanziato nel recente decreto legge 1,4 mln di Euro per danni relativi a “reazioni avverse da vaccini”.

(A cura di Pasquale Gargano – Redazione StatoQuotidiano.it)



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