CapitanataFoggiaLucera
I cittadini del Comune dei Monti Dauni hanno ribadito il proprio no alla proposta della Prefettura

Iavagnilio “Motta non è razzista. Gli immigrati vanno aiutati e non abbandonati” (VD)

"Come sindaco di Motta Montecorvino intendo preservare la sicurezza, innanzitutto"

Di:

Motta Montecorvino. ”MOTTA non è un paese razzista, al contrario. Ci sono già 12 extracomunitari che da tempo si sono integrati con la nostra comunità. A noi spiace solo che questa povera gente deve venire qui in Italia per poi essere abbandonati in alberghi ad oziare dalla mattina alla sera. Per i primi 6 mesi sono tutelati: non possono lavorare. Mi chiedo: una persona di 20 anni cosa farà dopo il risveglio e la colazione? Girerà il paese, poi il pranzo. E poi?”. Così il sindaco di Motta Montecorvino, Domenico Iavagnilio, all’indomani della riunione serale – alla quale ha partecipato anche il capo gabinetto della Prefettura, dr.ssa Carmela Aponte – durante la quale i cittadini del Comune dei Monti Dauni hanno ribadito il proprio no alla proposta della Prefettura “che aveva trovato l’intesa con una struttura ricettiva del paese per ospitare una cinquantina di persone provenienti da nazioni non appartenenti all’unione Europea“.

“La normativa prevede che l’identificazione di questi immigrati è prevista in 18 mesi”, spiega il sindaco. “Quindi la permanenza a Motta Montecorvino, che mi auguro non avvenga, dovrebbe durare un anno e mezzo”.

“La struttura ricettiva interessata? Ieri, alla presenza dei cittadini, il titolare ha stilato una lettera dicendo che avrebbe voluto chiudere qualsiasi rapporto con la Prefettura per l’accoglimento di queste persone. Mi auguro che alle parole sia seguita una raccomandata”.

Quali i rischi che potrebbero derivare dalla presenza dei citati 50 immigrati? “I media lo raccontano ogni giorno. Ma per evitare qualunquismi, posso dire solo che l’ozio è il padrone dei vizi. Queste persone non avendo niente da fare dalla mattina alla sera potrebbero incorrere nella deliquenza, nella prostituzione, come avvenuto in altri Comuni. Motta non è la panacea di tutti i mali. Questa gente ha bisogno di assistenti sociali, psicologi, figure professionali che qui in paese non ci sono”.

A breve il Consiglio comunale per una relativa deliberazione sulla vicenda. “In base alle nuove normative che il Ministero dell’Interno sta predisponendo, il nostro Comune – con popolazione inferiore agli 800 abitanti – puo’ ospitare due-tre persone al massimo. Possiamo anche ospitarne altri ma abbiamo necessità di conoscere le loro condizioni di salute, avere ulteriori dati, ma soprattutto dobbiamo dare a queste persone la possibilità di assistenza sociale e psicologica”.

“Come sindaco di Motta – conclude Iavagnilio – intendo innanzitutto preservare la sicurezza. I nostri bambini – a differenza dei coetanei dei grandi centri – corrono e giocano liberamente per le vie della città. Non ci sono pericoli, non c’è la delinquenza. Mi auguro di poter consevare questo benessere in paese ancora per moltissimo altro tempo”.

REDAZIONE STATO QUOTIDIANO.IT, DDF – RIPRODUZIONE RISERVATA



Vota questo articolo:
0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Nota. Si informano i lettori che la testata giornalistica Statoquotidiano (www.statoquotidiano.it) è responsabile solo dei contenuti multimediali (video, foto etc) e dei testi presenti nella sezione "Articoli" e "Documenti". Non è in alcun modo responsabile dei contenuti e dei commenti presenti in tutte le sezioni del sito.

Articoli correlati