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Anche Don Cella frequentò l’Istituto Salesiano di San Severo, come alunno e docente

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Rignano Garganico. Lunedì 17 ottobre, con inizio alle ore 18,30 sarà presentato presso la Biblioteca Comunale “Minuziano” di San Severo l’ultima fatica di Camillo Antonio Rago “L’opera salesiana a San Severo”. Oltre all’autore, interverrà Giuseppe Clemente, storico e presidente del CRD “Storia di Capitanata”. Un lavoro pregevole sul piano storico perché ciò che resta dell’Istituto è “un luogo della memoria – c’è scritto nel testo – della nostra memoria, non certamente istituzionalizzato e celebrato come i castelli svevi e o siti archeologici…, ma pur sempre ricco di storia, una storia piccola, ma importante per la collettività, e come tale andrebbe preservato…”. Una considerazione, quest’ultima, condivisibile perché richiama alla memoria i nomi e le vicissitudini dei tanti suoi allievi che qui hanno respirato l’”aria” e sono cresciuti alla luce degli insegnamenti di don Bosco. Tra questi c’è anche un rignanese che non c’è più, don Leonardo Cella, vice dell’Ispettoria Salesiana di Napoli e per molti anni missionario in Madagascar. Su di lui c’è in vetrina un libro in e-book di chi scrive dal titolo “Don Leonardo Cella / dal paese al mondo salesiano”, edito per i tipi di Maritato Group di Roma nel 2012, pp. 210, con prefazione di Lucio Brunelli, nono giornalista vaticanista. Ecco alcuni stralci in cui viene testimoniata la sua presenza in quel di San Severo, come alunno e come docente.

Quanto contenuto nel volume segue il percorso biografico e cronologico: infanzia – preadolescenza; vocazione e sacerdozio; gli studi in Gran Bretagna; l’esperienza pugliese, campana e calabrese; il Vicariato Ispettoriale; il Madagascar. La storia di vita non è a sé stante ma ambientata nei vari contesti con il coinvolgimento pieno delle comunità e dei personaggi che di volta in volta gli gravitarono intorno. E’ il caso del suo paese natale, Rignano, con i suoi piccoli e grandi episodi di vita quotidiana e con la situazione socio – economica di un tempo che contempla anche l’esperienza di caldaista del genitore. Che dire del Madagascar che gli ha fatto rivivere la sua esperienza di bambino scalzo quando, per la prima volta in visita, si sono presentati alla sua vista tanti ragazzi e giovani malgasci “scalzati”?! Tale flash ha fortemente condizionato la sua ultima grande scelta: la missione. Ci va e lì resta ad operare per un decennio, seppur consapevole che a quell’età si può rischiare anche la vita. Così è stato! Ma sta proprio qui la grandezza di don Cella. Don Leonardo Cella, primogenito di quattro figli, nasce a Rignano Garganico il 28 aprile del 1932 da Matteo, caldaista e meccanico tuttofare (1902 – 1986), e da Eugenia Limosani (1906 – 1974), casalinga… Nell’immediato dopoguerra lo troviamo allievo nell’Istituto “San Giovanni Bosco” di San Severo, città ove il suo genitore aveva dimorato anni prima per ragioni di lavoro. Terminate le Medie, frequenta il Ginnasio presso l’Istituto Salesiano di Torre Annunziata, dove veste per sempre l’abito di don Bosco. Finito il noviziato, viene mandato alla Crocetta di Torino. Qui compie sino in fondo gli Studi Superiori di Filosofia e Teologia. Nel frattempo frequenta la Facoltà di Lingue Straniere.

In seguito si specializzerà (dopo diversi soggiorni estivi in Gran Bretagna e in Irlanda) in Lingua Inglese, in Francese e in Spagnolo. È ordinato sacerdote a Torino nella Basilica di Maria Ausiliatrice l’11 febbraio 1960. Tale data era stata scelta come atto di venerazione verso la Madonna di Lourdes. patrona dell’Istituto Internazionale Teologico di Torino – già Pontificio Ateneo Salesiano e prossima Pontificia Università Salesiana di Roma. Nel medesimo anno celebra la sua prima messa nella chiesa matrice “Maria SS. Assunta” di Rignano Garganico. L’anno successivo lo ritroviamo a San Severo come insegnante incaricato dell’Oratorio. Don Angelo Gentile* lo rimuove da San Severo e lo porta a Castellammare di Stabia, come docente di Teologia presso l’Istituto Teolo-gico aperto appena qualche anno prima”. Tanto per riconoscere e dare valore a “L’opera salesiana” in questione.

(A cura di Antonio Del Vecchio, Rignano Garganico 15.10.2016)



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