Cronaca

Foggia, “Il nuovo ‘terminal’: questo sconosciuto”

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Foggia. Ci “doveva” essere una volta, a Foggia, una costruzione, finanziata con tanti euro nell’ambito di faraonici progetti di “rilancio e sviluppo urbanistico e dei trasporti”. L’ambizioso progetto avrebbe dovuto dotare la nostra città di una struttura, pomposamente chiamata “HUB” o “TERMINAL”, all’avanguardia nell’interscambio del trasporto rete/gomma e nella gestione del traffico di mezzi di trasporto (autobus), che avrebbe dovuto, anche, riqualificare e rilanciare tutta la zona che orbita intorno a Piazzale V.Veneto e il quartiere ferrovia. Con l’utilizzo del nuovo terminal anche l’inquinamento prodotto dal transito di numerosi autobus in città sarebbe stato ridotto. In parole povere un sistema che avrebbe garantito:
La concentrazione presso il Terminal, dei capolinea di tutti gli autobus, urbani ed extraurbani, così liberando il piazzale dalla loro sosta;
Una forte riduzione del transito dal centro cittadino degli autobus;

Un facile e veloce interscambio tra chi arriva in treno per poi proseguire in autobus verso la propria destinazione e viceversa, consentendo di raggiungere direttamente il terminal dalla stazione e/o viceversa.
Era anche prevista l’utilizzazione dei locali, di cui è dotato il nuovo terminal, per fini vari, tra i quali la un posto di VV.UU.
Così si poteva leggere sulla Gazzetta del Mezzogiorno del 16.8.2010, in merito alla notizia dell’imminente avvio dei lavori:
“Foggia capitale dell’intermodalità e della sostenibilità, con lo storico nodo di piazzale Vittorio Veneto lanciato verso le grandi prospettive del trasporto nazionale e locale. È stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea del 30 luglio scorso, l’avviso del Comune di Foggia che invita a manifestare interesse a partecipare alla realizzazione del “Nodo di scambio intermodale”. Il nodo di scambio intermodale è inserito nel Programma stralcio di interventi di area vasta “Capitanata 2020”, approvato dalla Giunta regionale con un finanziamento di 4 milioni e 750mila euro”.

A distanza di oltre 6 anni da quel giorno, con una inaugurazione che non è stata mai fatta, il Terminal è però ufficialmente entrato in funzione e “affidato” in gestione all’ATAF; tra le altre cose, nella delibera consiliare dello scorso mese di ottobre, si legge: “Il Consiglio comunale ha inoltre destinato un locale del Terminal al temporaneo stazionamento degli agenti di Polizia Municipale impegnati nel presidio dell’area, disponendo la ‘remotizzazione’ delle immagini del sistema di videosorveglianza, collocata nella sede del Comando del Corpo di Polizia Municipale, al fine di migliorare la sicurezza dell’infrastruttura e potenziare, in termini di monitoraggio, quella dell’intera zona”.

Tutto ciò, nelle intenzioni. Nella realtà tutti possono rendersi conto di cosa sia il terminal. Una struttura nuova e già semiabbandonata a se stessa; oggetto di furto vandalico, avvenuto solo qualche giorno fa, nei locali della biglietteria ATAF; ricettacolo e dormitorio di senza dimora; orinatoio “pubblico”. Sull’ampio piazzale antistante, un desolante vuoto, si vedono solo,poche, circolari urbane, a volte anche fuori uso, che hanno trasferito di pochi metri il loro capolinea; intorno nessun movimento di passeggeri e persone. Sul Piazzale Vittorio Veneto, continuano invece a transitare, inquinare e sostare, presso i soliti capolinea, tutti i vari bus che collegano Foggia con la provincia e con le altre città.I viaggiatori che giungono a Foggia con i treni-tram provenienti da Lucera, Manfredonia, Il Gargano ecc, sono comunque costretti ad uscire dalla stazione centrale per poi percorrere il tratto che li separa dal terminal e utilizzare le circolari; così come i passeggeri che scendono al terminal e devono recarsi ai treni. Questo perché manca quello che doveva essere la priorità del terminal, cioè un ingresso interno che collegasse terminal e stazione; predisporre presso di esso la fermata dei suddetti treni, per modo che quanti avessero avuto la necessità di utilizzare il trasporto su gomma, potessero, senza difficoltà, scendere dal treno, uscire dal terminal e trovarsi sull’ampio piazzale dove, sempre in teoria, avrebbero potuto prendere l’autobus per raggiungere la propria destinazione. Purtroppo però, il terminal è come le “vecchie” camicie di fine 800: quelle che avevano solo la parte “in vista”; il corpetto anteriore. Infatti la parte retrostante la nuova stazione bus, non è funzionale e non può essere utilizzata!! Oltre ad essere chiusa da una cancellata, tra il terminal e i binari manca il marciapiede, vi è solo un’ ampia fascia di erbacce incolte e di terra che separa l’HUB (sic!) dai binari, mentre i treni continuano a fermare presso la stazione centrale.

Per fare un esempio molto pratico, chi viene da San Giovanni Rotondo, piuttosto che da Napoli o altro, per andare in treno, per esempio, a Lucera, scenderà sempre al vecchio capolinea sulla Piazza , entrera’ in stazione e si recherà al binario previsto; viceversa chi proviene, col treno, da Lucera, Manfredonia, Gargano, scenderà al solito posto,uscirà dalla stazione centrale per andare a prendere il bus….Visto ? In entrambi gli esempi, nessuno ha potuto fruire del terminal , tutto è esattamente come prima!!

Ci domandiamo se non sarebbe stato più utile e positivo per la nostra città, utilizzare tutti i milioni, finanziati e spesi per questa, almeno per ora, cattedrale nel deserto, in favore del potenziamento della stazione centrale e della rete ferroviaria. O forse il terminal è stato proprio la contropartita per rinunciare definitivamente a far valere la centralità di Foggia e la sua secolare storia nel panorama dei trasporti ferroviari ?

(A cura di Salvatore Aiezza,Foggia 20.11.2016)



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