Manfredonia
Patrona dell'Arma dei Carabinieri

Manfredonia, cerimonia Virgo Fidelis nella Chiesa San Carlo

La messa è stata officiata da Don Luciano Vergura

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Manfredonia. SVOLTASI ieri sera, lunedì 21 novembre 2016, nella Chiesa San Carlo di Manfredonia, la ricorrenza della Virgo Fidelis patrona dell’Arma dei Carabinieri. La messa è stata officiata da Don Luciano Vergura. Dopo la messa, il Capitano Andrea Miggiano – Comandante del Comando Compagnia dei Carabinieri di Manfredonia – ha commemorato il 75° anniversario della battaglia di Culqualber, durante la seconda guerra mondiale, ricordando il sacrificio dei Carabinieri del primo Battaglione Carabinieri e Zaptiè Mobilitato.

Per quel sacrificio di molti militari, la bandiera del’Arma fu decorata di Medaglia d’Oro al Valor Militare. Nella stessa ricorrenza, l’Arma celera la Giornata dell’Orfano istituita nel 1996 per l’assistenza ai figli dei militari caduti in servizio.

ph MICHELE RINALDI MR FOTO

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(FONTE: www.carabinieri.it). Il Patrono celeste nel mondo militare

Il concetto giuridico di “patronato” ha la sua origine nel popolo romano: il patrono era il capo di una famiglia gloriosa, attorno al quale si riunivano i cittadini per essere difesi contro la violenza ed il sopruso. In seguito, quando la vita pubblica di Roma si intorpidì per le lotte civili e per la formazione dell’Impero, il “patrono” cessò di essere il difensore degli umili e divenne il “padrone” assoluto, che ai suoi protetti contraccambiava le prestazioni con privilegi e benessere. Caduto l’Impero, i veri protettori ed i difensori dei bisognosi di aiuto, di sostegno e di benessere divennero i Papi, i Vescovi, gli Abati e i Sacerdoti. La Chiesa ereditò dalla cultura romana anche il concetto di patrono, ma alla luce della Sacra Scrittura lo spiritualizzò e lo applicò oltre che agli Angeli, anche alla Madonna, agli Apostoli e agli altri Santi. In senso religioso e liturgico quindi il patrono é un Santo, che per tradizione od elezione é venerato con culto particolare da una regione, diocesi, città, comunità religiosa o altro gruppo di fedeli appartenenti ad una determinata classe o professione, quale particolare intercessione e protettore presso Dio. La scelta del patrono anticamente era fatta dal popolo e dal Clero col consenso del Vescovo. Oggi, su proposta del Vescovo, la scelta viene fatta dalla S. Congregazione dei Riti. Dopo l’editto di Milano del 313 molti soldati, avendo compreso il concetto cristiano dall’amore, vissero tale concetto servendo con dedizione sia la religione, che la patria. La Chiesa ha sempre onorato coloro che si sono distinti indicandoli come esempi di eroismo e di Santità, da invocare e da imitare. Con il moltiplicarsi delle specialità dell’Esercito Italiano é stato assegnato un Patrono ad ogni Arma, Corpo, Specialità e Servizio. I Carabinieri in particolare sono stati affidati alla celeste protezione ed assistenza di Maria “Virgo Fidelis”.

Virgo Fidelis

“Virgo Fidelis” é un titolo di onore e di lode, che la Chiesa da e con il quale invoca la Madonna nelle Litanie Lauretane, che solitamente sono cantate dal popolo Cristiano. Insigni cultori di Maria hanno dimostrato che questo titolo risale al secolo XI o XII, trovandosi in altri gruppi litanici che sono autentici e mirabili poemi popolari mariani, nei quali i titoli cantati alla Vergine Maria traggono origine dalla Sacra Scrittura, dagli scritti dei Padri della Chiesa e dalla Tradizione. Il titolo “Virgo Fidelis” racchiude in sé tutto il significato dette vita di Maria e della sua missione di Madre e di Corredentrice del genere umano affidatale da Dio. Maria, promessa, figurata, simbolizzata, profetizzata, venne al mondo nella pienezza dei tempi senza la colpa originale. Degna di Dio, benedetta fra le donne, ripiena di grazia, è stata chiamata a collaborare all’opera della restaurazione universale, che avrebbe compiuto Gesù Cristo. Mentre la gloria di Maria è la sua maternità, e la sua beatitudine è la fede, la sua vita invece è nella fedeltà alla missione ricevuta ed accolta. E’ fuori dubbio infatti che Maria abbia ricercato continuamente la volontà di Dio nell’accoglienza della Parola Divina, nella coerenza di una vita umile e servizievole, nella perseveranza di un impegno assiduo. Questa profonda ricerca, unita ad un’accoglienza generosa, irrobustita da una forte coerenza e vivifacata da una perseveranza assidua, fa di Maria la donna fedele in assoluto.

Madre di Dio e degli uomini

L’editto di Cesare Augusto, per il censimento della popolazione dell’impero romano, mise Maria in viaggio da Nazareth a Betlemme. Qui in una grotta si avverrò la profezia del profeta Michea, e Maria “diede alla luce il suo Figlio primogenito”. Quel bambino era l’unigenito di Dio, Gesù Cristo, Dio egli stesso, il Salvatore degli uomini. Maria, “Vergine Fedele”, diventava ed è la vera Madre di Gesù Cristo, la vera Madre di Dio. La chiesa giustamente onora Maria con culto speciale, proprio perché “Madre Santissima di Dio, che prese parte ai misteri di Cristo”. Fin dai tempi più antichi infatti la Beata Vergine è venerata con il titolo di “Madre di Dio”, sotto il cui presidio i fedeli imploranti si rifugiano in tutti i pericoli e necessità (cfr. L. G. n. 66 del Conc. at. II). Sul Calvario troviamo Maria ai piedi della croce, mentre Gesù consuma il sacrificio di espiazione per la salvezza degli uomini. Maria, che aveva consentito a diventare la Madre di Dio, diventa pure la Madre degli uomini con alto solenne di vera e propria adozione: “Donna, ecco tuo Figlio! – Figlio, ecco tua Madre!”. Attraverso i secoli, gli uomini con voce unanime hanno corrisposto alla fedeltà di Maria con un culto fatto di onore, venerazione e amore, acclamando la “Vergine Fedele” nella tentazione, nel peccato, nelle necessità, nelle difficoltà, nel dolore e nella morte, come loro Consolatrice, Rifugio, Ausiliatrice e Regina.

La Patrona dei Carabinieri

Il titolo “Virgo Fidelis” che esprime in tutto significato della vita di Maria e della Sua missione di Madre e di Corredentrice del genere umano affidataLe da Dio, non ha mai avuto una risonanza universale e un culto particolare nella chiesa. Nella liturgia infatti non esiste una speciale festa. Il merito maggiore della diffusione e dell’affermazione del culto alla “Vergine Fedele” è della “Benemerita e Fedelissima” Arma dei Carabinieri d’Italia.
Icona raffigurante la Virgo Fidelis

Nell’Arma il culto alla “Virgo Fidelis” iniziò subito dopo l’ultimo conflitto mondiale per iniziativa di S.E. Mons. Carlo Alberto Ferrero di Cavallerleone, Ordinario Militare d’Italia, e di P. Apolloni S.J., Cappellano Militare Capo. Lo stesso Comandante Generale prese a cuore l’iniziativa e bandì un concorso artistico per un’opera che raffigurasse la Vergine, Patrona dei Carabinieri. Lo scultore architetto Giuliano LEONARDI rappresentò la Vergine in atteggiamento raccolto mentre, alla luce di una lampada legge in un libro le parole profetiche dell’Apocalisse: “Sii fedele sino alla morte” (Apoc.2,10).

La scelta della Madonna “Virgo Fidelis”, come celeste Patrona dell’Arma, è indubbiamente ispirata alla fedeltà che, propria di ogni soldato che serve la Patria, è caratteristica dell’Arma dei Carabinieri che ha per motto: “Nei secoli fedele”. L’8 dicembre 1949 Sua Santità Pio XII di v.m., accogliendo l’istanza di S.E. Mons. Carlo Alberto di Cavallerleone, proclamava ufficialmente Maria “Virgo Fidelis Patrona dei Carabinieri”, fissando la celebrazione della festa il 21 novembre, in concomitanza della presentazione di Maria Vergine al Tempio e della ricorrenza della battaglia di Culqualber.

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Commenti


  • Redazione

    ll Portavoce del contingente Italiano in Afghanistan Ten. Col. Domenico Occhinegro
    I Carabinieri italiani commemorano la “Virgo Fidelis”

    Presso la base di Camp Arena ad Herat, sede del Train Advise and Assist Command West (TAAC-W), i Carabinieri impiegati nella missione “Resolute Support”, hanno commemorato con una sobria cerimonia la “Virgo Fidelis”, proclamata nel 1949 patrona dell’arma da Pio XII.

    La ricorrenza della Virgo Fidelis risale all’11 novembre 1949, quando Pio XII proclamava ufficialmente Maria ‘Virgo Fidelis patrona dei Carabinieri’, fissando la celebrazione della festa il 21 novembre, in concomitanza della sua presentazione al tempio.

    Il ricordo della Madonna viene così legato alla ‘Battaglia di Culqualber’, evento bellico del 21 novembre 1941, che rievoca il sacrificio cruento del 1° Battaglione Carabinieri e Zaptiè in Africa orientale, per la difesa del caposaldo di Culqualber: quei caduti sono andati a far parte della folta schiera di carabinieri che, in pace e in guerra, hanno saputo compiere il loro dovere fino all’estremo sacrificio, per tener fede al giuramento prestato.

    Il Comandante del TAAC-W, Generale di Brigata Gianpaolo Mirra, che ha presieduto la cerimonia, si è complimentato con i Carabinieri presenti per l’eccezionale lavoro sempre svolto con abnegazione e serietà professionale nel delicato contesto della missione in Afghanistan.

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