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Chiarelli: “Si alle consultazioni primarie ma con regole precise”

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
11 Ottobre 2011
Regione-Territorio //

Il consigliere regionale G.Chiarelli (St)
Il consigliere regionale G.Chiarelli (St)
Bari – “IL concetto relativo alla scelta delle candidature dal basso, così come sviluppato dal neo segretario nazionale Alfano, guarda ad un modello di partecipazione popolare che, articolandosi attraverso il meccanismo delle elezioni ‘primarie’ non può che trovare d’accordo chi, come me, ha sempre visto nel consenso della gente l’unico elemento fondante per il raggiungimento della possibilità di essere portatore di rappresentanza istituzionale e politica”. Così in una nota il Consigliere regionale Pdl, Gianfranco Chiarelli.

“Logico dunque dedurre che, se il coordinamento nazionale vorrà in concreto dare seguito agli intendimenti enunciati, occorrerà stabilire delle regole precise che guardino ad una consultazione che sia realmente capace di sondare gli umori e le preferenze di tutta la base elettorale del nostro partito. A nulla servirebbe infatti innescare un meccanismo di consultazione che possa essere inficiato di possibili inserimenti esterni capaci di minare la autenticità e l’attendibilità del risultato. Dunque si alle consultazioni primarie (o a qualsiasi tipo di consultazione che possa consentire al PDL di fare le scelte giuste per le candidature di particolare rilevanza amministrativa e politica) ma con regole precise che siano in grado finalmente di portare al completamento di un percorso di radicamento nel territorio del nostro partito”. “Guardando alle nostre realtà territorialmente più vicine, non vi è chi non veda che un confronto basato su temi di rilevanza squisitamente politica e non su pesi specifici e dichiarazioni strategiche sarebbe di enorme impulso sia in termini di coinvolgimento elettorale sia in termini di qualità della selezione”. “Infatti, una selezione sottoposta alla preventiva valutazione generale dell’elettorato, risulterebbe di gran lunga più efficace in termini di appeal elettorale rispetto alle selezioni fatte direttamente dai partiti, molto spesso frustrate dalla ricerca spasmodica degli equilibri interni al punto tale da far passare in secondo piano ciò che invece dovrebbe avere importanza primaria, e cioè l’interpretazione degli umori e dei desideri della base”.


Redazione Stato

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