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DE SANTIS MEDICI Medici di base e Case di Comunità, De Santis: “La Regione Puglia sta con i medici di famiglia. No al Decreto Schillaci”

La riforma proposta dal ministro Schillaci rappresenta “l’ennesimo paravento del Governo Meloni” e rischia di compromettere un sistema

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
14 Maggio 2026
Medicina // Politica //

“La Regione Puglia sta con i medici di famiglia. No al Decreto Schillaci. È materia di accordi sindacali”. È la posizione espressa dal consigliere regionale e segretario del PD Puglia, Domenico De Santis, intervenuto sul progetto di riforma della Medicina Generale e della Pediatria di libera scelta promosso dal Governo nazionale.

Secondo De Santis, la riforma proposta dal ministro Schillaci rappresenta “l’ennesimo paravento del Governo Meloni” e rischia di compromettere un sistema regolato da anni attraverso accordi sindacali e norme condivise con l’Ordine dei Medici.

Per il segretario regionale del Partito Democratico, il provvedimento sarebbe “inadeguato e inaccettabile sia nel metodo sia nel merito”, perché introdurrebbe per legge vincoli in un settore disciplinato da contratti e accordi collettivi consolidati nel tempo.

La politica entra a gamba tesa su un campo in cui vigono altre regole”, sostiene De Santis, evidenziando il rischio di creare un precedente capace di indebolire il ruolo dei sindacati e delle organizzazioni di categoria nella tutela dei lavoratori.

Nel suo intervento, il consigliere regionale sottolinea inoltre che il Governo starebbe ignorando gli strumenti già previsti dall’Accordo collettivo nazionale della Medicina Generale, che consentirebbero di rafforzare la presenza dei medici nelle Case di Comunità e nei presidi territoriali senza ricorrere a nuovi decreti.

De Santis richiama poi l’Accordo integrativo regionale della Puglia del maggio 2025, spiegando che proprio attraverso quel percorso sarebbe possibile portare avanti la riorganizzazione della medicina territoriale in collaborazione con le organizzazioni sindacali.

Basterà attuare quanto previsto nell’Accordo integrativo regionale e proseguire il percorso di concertazione senza disconoscere quanto già condiviso e sottoscritto”, conclude l’esponente dem.

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