Manfredonia – Ha compiuto da pochi giorni 81 anni, ma conserva ancora il fisico e lo spirito di un atleta. Alessandro Cisternino, per tutti “Sasà”, nato a Manfredonia il 2 marzo 1945, resta uno dei simboli più autentici della storia calcistica sipontina.
Per anni capitano del Manfredonia Calcio, Cisternino è stato un terzino forte, generoso, tenace. Un vero mastino della “Fossa dei Leoni” dello Stadio Miramare: un calciatore capace di incutere rispetto agli avversari e di conquistare l’affetto dei tifosi.
Il ricordo corre agli anni Sessanta, al grande “Donia”, quando Sasà rappresentava forza, carattere e appartenenza. A testimonianza del suo valore, arrivò anche la convocazione per uno stage della Nazionale Dilettanti, guidata dall’allora allenatore Romolo Alzani, sul campo dell’Acquacetosa di Roma (fonte: “Quelli che il calcio…a Manfredonia – Michelangelo Guerra, Edizioni Del Golfo 1994,ndr).
La chiamata giunse dopo che lo stesso selezionatore aveva assistito, il 14 gennaio 1967 a Manfredonia, alla gara valida per la “Coppa De Paola” tra le rappresentative dei gironi A e B dell’allora Campionato di Prima Categoria. Insieme a Cisternino furono convocati anche Michele Tarallo e Franco Conti: un riconoscimento importante per il calcio sipontino e per l’intera città.
Di recente, dopo tanti anni, l’ho incontrato di nuovo. All’inizio non l’ho riconosciuto, anche per via della mascherina. Poi gli ho detto: “Ma tu sei Cisternino, il grande Sasà”. Lui ha sorriso e mi ha risposto con affetto, ricordando quando da bambino andavo allo stadio mano nella mano con mio fratello.
Sasà è stato molto legato anche al mitico centravanti Saverio Castriotta, talento del calcio manfredoniano. Due caratteri forti, due “teste calde”, ma uniti dalla stessa grande passione per il pallone e per la maglia.
Rivederlo mi ha commosso. In lui ho ritrovato non solo il calciatore, ma l’uomo: il rispetto, l’attaccamento alla città, il legame sincero tra tifosi e protagonisti di un calcio d’altri tempi.
Alessandro Cisternino resta così una figura cara alla memoria sportiva di Manfredonia: un simbolo di appartenenza, passione e orgoglio sipontino.





Una bandiera, una roccia, un formidabile calciatore sia nella fossa dei Leoni e fuori casa. Un tiro micidiale! Meritava la nazionale di calcio. Un mito.🤍🩵🤍🩵 Capitan Sasà.
La partita con il Novoli..quasi tutta Manfredonia al vecchio Miramare.Terzino arcigno, indomabile, spesso quando c rigori e punizioni non erano tiri ma bombe tremende.