A Vieste, nel pieno della stagione turistica, la sanità locale torna al centro delle critiche per la presunta assenza, nel pronto soccorso, di strumenti diagnostici di base come l’ecografia, con conseguenti disagi per pazienti e operatori.
A denunciare la situazione è la testimonianza di un paziente che parla di un’odissea durata circa dieci ore, iniziata al mattino e conclusa con il trasferimento a Foggia nel tardo pomeriggio, dopo un’intera giornata di attesa. Nel racconto viene sottolineata la difficoltà di ottenere una diagnosi rapida a causa della mancanza di strumenti adeguati, con la conseguenza di spostamenti forzati verso altri presidi sanitari.
Il paziente definisce “assurdo nel 2026” il fatto che un pronto soccorso in una località turistica non disponga di un’ecografia immediatamente disponibile, evidenziando al tempo stesso la professionalità del personale sanitario, descritto come disponibile e competente ma costretto a lavorare in condizioni organizzative limitate.
Secondo la testimonianza, la criticità non riguarderebbe gli operatori ma un sistema sanitario territoriale ritenuto insufficiente, soprattutto in un’area come il Gargano che nei mesi estivi registra un forte incremento di presenze.
La vicenda si inserisce in un contesto già oggetto di confronto istituzionale. Nei giorni scorsi, infatti, si è svolto un incontro presso la sede della ASL di Foggia dedicato alla riorganizzazione dei servizi sanitari nelle località costiere in vista dell’estate.
Al tavolo hanno partecipato rappresentanti regionali e sanitari, con l’obiettivo di definire un piano per rafforzare la rete assistenziale del territorio. È stato annunciato un riassetto dei servizi sanitari dell’area garganica, che sarà presentato ufficialmente il 30 maggio a Vieste, in occasione dell’inaugurazione della Casa di comunità e dell’Ospedale di comunità.
Lo riporta foggiatoday.it.



