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Fenice, Comitato di Capitanata: “Clamoroso silenzio delle istituzioni”


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Inceneritore La fenice (pietrodommarco.it)

Foggia – IERI, la pubblicazione dei dati da parte dell’Arpab. Oggi, sul monitoraggio dei pozzi, la reazione della Capitanata. Il Comitato contro La Fenice di Melfi attacca a testa bassa dopo l’ennesima, inevitabile conferma delle cifre dell’inquinamento dell’inceneritore lucano. Gli attivisti ambientalisti, che già nelle settimane scorse avevano fatto recapitare un esposto agli Enti locali di Puglia, Basilicata e Campania, adesso chiedono chiarezza. In una dura nota stampa diffusa nel primissimo pomeriggio, il movimento no-inceneritore della provincia di Foggia, promette battaglia. “I dati diffusi ieri dall’Arpa Basilicata riguardo ai pozzi di emungimento di Fenice continuano ad essere allarmanti”, denuncia il Comitato.

In particolare, occhi sono puntati su nickel, manganese e arsenico. Il peggioramento dei dati analizzati induce a pensar male e testimonia “qualora fosse stato necessario, l’ennesimo pericolo per la falda sottostante l’inceneritore e l’agguato teso a mortificare la salute dei terreni, dell’Ofanto e delle comunità dei tre regioni e quattro province, direttamente interessante alla contaminazione”

“Si parla – snocciola il Comitato – di quantità di nickel quasi 20 volte al si sopra del limite previsto dalla normativa vigente (152/2006), di una quantità di manganese anche 50 volte al di sopra del consentito e di una quantità di arsenico che doppia il lecito”. Avvelenamento palese che si riverbera con ovvia devastazione ed annichilimento sulle comunità e sulle coltivazioni. Ma che, al momento, non ha colpevoli, se non in quel sistema silenzioso ed omertoso acceso proprio dai “vertici sanitari della Basilicata, della Puglia e della Campania, totalmente muti” e dalle “istituzioni”.

SOLUZIONI – Alle Asl, il Comitato domanda: “un monitoraggio serio e puntuale, ripartito per zone, che possa aiutare ed aiutarci a capire lo stato di salute delle nostre comunità, dei nostri prodotti, della nostra acqua”. Poi, chiede: “Un anno fa, cifre non ufficiali parlavano di 4 casi tumorali su 6 sulla popolazione over 40 del territorio di Lavello. La nostra domanda è: sono dati effettivi? Hanno un fondamento statistico? E se si, quali misure sono state messe in campo per contrastare il fenomeno?”

Comitato che si dice poi “sconcertato” dal “clamoroso silenzio delle istituzioni”. Ricorda che “da un mese, noi del Comitato di Capitanata, abbiamo messo a conoscenza del problema gli Enti regionali e provinciali”. Ma, denuncia pubblicamente: “Non abbiamo avuto risposte né dal foggiano, né dal potentino, né dall’avellinese, né dalla cosiddetta sesta provincia pugliese”. Una stoccata anche per Nichi Vendola, annoverato nella schiera di “coloro i quali considerano l’acqua un bene prezioso, da salvaguardare e che poi voltano l’attenzione altrove convinti, evidentemente, che si tratti soltanto di un argomento fruibile come battage elettorale e non di un bene realmente comune”.

p.ferrante@statoquotidiano.it
FOCUS, GLI ARTICOLI DI STATO – 1. Fenice, un caso di (a)normale inquinamento (Stato Quotidiano, 16 maggio 2011)
2. Fenice, la verità di Bolognetti: “Ci uccidono in silenzio” (Stato Quotidiano, 27 maggio 2011)
3. Fenice, contro l’inceneritore si muove anche la Capitanata (Stato Quotidiano, 31 maggio 2011)

4. Melfi, i panni sporchi di Arpab: “Giusto che Fenice chieda di bruciare di più” (Stato Quotidiano, 9 giugno 2011)
5. Fenice la rabbia del Comitato di Lavello: “Una presa in giro” (Stato Quotidiano, 14 giugno 2011)
6. Fenice avvelena ancora. A maggio riscontrato Arsenico (Stato Quotidiano, 20 giugno 2011)

Fenice, Comitato di Capitanata: “Clamoroso silenzio delle istituzioni” ultima modifica: 2011-06-21T16:51:25+00:00 da Redazione



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