Regione-Territorio

Fenice la rabbia del Comitato di Lavello: “Una presa in giro”


Di:

Inceneritore La fenice (pietrodommarco.it)

Lavello (Pz) – L’incontro fra associazioni di cittadini e vertici dell’Arpab dello scorso 7 giugno ha lasciato l’amaro in bocca non soltanto a Maurizio Bolognetti, sentito da Stato a poche ore dal “vertice” potentino. Le prese di posizione di Via della Fisica hanno generato l’ovvia reazione a catena dei cittadini del Vulture melfese. A Lavello e Melfi, la situazione sta precipitando verso il baratro dell’arrendevolezza. In molti hanno issato bandiera bianca sull’albero maestro del galeone di battaglia.

Ma sul web c’è, soprattutto, tanta rabbia. Portavoce se ne fa Nicola Abbiuso, capofila del Comitato Diritto alla salute di Lavello. L’Arpab, è il discorso di Abbiuso in sintesi, ha rinunciato ad assolvere il suo compito. Ovvero, quello di garante della salute dei cittadini. Quelli della zona del melfese, certo, ma non solo. “L’Agenzia per l’Ambiente di Potenza non è stata in grado di presentare le contromisure necessarie a fermare un caso di inquinamento accertato che prosegue dal 2007” scrive Abbiuso in un resoconto della giornata del 7.

Ma l’inquinamento, ed Abbiuso lo sa, è iniziato ben prima. Ovvero, in contemporanea con l’installazione del termodistruttore posto all’interno dell’indotto Fiat. A dimostrarlo, le cincischianti giustificazioni addotte dai vertici Arpab (che avrebbero dovuto vigilare ma non hanno vigilato) e la misteriosa sparizione delle carte riguardanti il periodo 2000-2006. Dal 2007, comunque, “l’impianto EDF-Fenice immette nelle falde acquifere un’eccessiva quantità di sostanze pericolose e preoccupa per la pericolosità delle emissioni dei camini”. Camini che sono 200 solo per quel che riguarda Fiat ed immettono, ogni ora, 12 milioni di metri cubi di polveri sottili nell’aria. Polveri che, a loro volta, ritornano sul terreno o nelle acque sottoforma di pioggia o, semplicemente, per ricaduta atmosferica sommando danno a danno. Arpab, Fenice e Fiat tacciono anche su queste immissioni. Come se non bastasse, poi, il Comune di Lavello non possiede un sistema di monitoraggio dell’aria tale da consentire di avere contezza della situazione effettiva. Inoltre il 31 marzo scorso i gestori dell’inceneritore hanno richiesto un ampliamento della capacità di abbruciamento da 30.000 a 39.000 tonn./anno. Richiesta – denuncia Abbiuso – “in palese contrasto con le intenzioni della Provincia”

Il direttore dell’Arpab Raffaele Vita ha più volte ribadito la sua intenzione di voler realizzare un nuovo sistema di monitoraggio ampliando i campioni di metalli pesanti da controllare. Il tutto a spese di Fenice ma con il controllo esclusivo da parte di Arpab, ripetendo l’esperienza che si sta facendo con Eni in Val d’Agri. “Eppure – calca la mano il Comitato di Lavello – durante l’incontro [del 7, ndr] non è stato presentato alcun piano concreto da mettere in atto”.

Peggio: “Non è stato fatto alcun passo avanti e non c’è stata l’impressione che gli enti pubblici preposti al controllo siano in grado di fare gli interessi dei cittadini” e “non è accettabile che il responsabile emissioni dell’Arpab, Bruno Bove, parli di sindrome di Nimby ad una popolazione che dal 2000 è obbligata a conferire il rifiuto tal-quale ad un inceneritore”. “La cittadinanza di Lavello è stanca di assistere a un pericoloso gioco dove sul piatto della bilancia c’è la nostra stessa vita” fanno sapere i membri del Comitato alla Salute. “Lavello è in prima linea perché ogni giorno muore o si ammala qualcuno senza riuscire a capirne le cause o avere la possibilità di confrontare i dati statistici con altri. Ma ora la pazienza è finita. Non siamo solo “clienti” del CROB di Rionero, ma persone con una dignità ed il diritto di essere tutelati”.

Ecco allora che, l’urgenza, è quella di trovare una rapida risoluzione del problema, smettendola con le propoghe, accantonando le remore e dando aria alla concretezza. I cittadini di Lavello di rivolgono al Presidente della Regione Basilicata, Vito De Filippo, chiedendo la “sospensione immediata” dell’attività dell’inceneritore (cosa, peraltro, già prevista dalla determina dirigenziale della Provincia che autorizza “provvisoriamente” Fenice all’attività), il blocco della procedura dell’Aia, l’avvio d’un’indagine epidemiologica della zona con la supervisione e la consulenza di tecnici designati dai Comitati e la diffusione delle cifre sullo stato di salute delle nostre Comunità, paese per paese. Dati, questi, che, nel migliore dei casi, risalgono al 2006.

Richieste, queste, che presumibilmente, non saranno neppure prese in considerazione e finirammo mestamente incenerite insieme con i rifiuti della Fenice.

p.ferrante@statoquotidiano.it

FOCUS, GLI ARTICOLI DI STATO – 1. Fenice, un caso di (a)normale inquinamento (Stato Quotidiano, 16 maggio 2011)
2. Fenice, la verità di Bolognetti: “Ci uccidono in silenzio” (Stato Quotidiano, 27 maggio 2011)
3. Fenice, contro l’inceneritore si muove anche la Capitanata (Stato Quotidiano, 31 maggio 2011)

4. Melfi, i panni sporchi di Arpab: “Giusto che Fenice chieda di bruciare di più” (Stato Quotidiano, 9 giugno 2011)

Fenice la rabbia del Comitato di Lavello: “Una presa in giro” ultima modifica: 2011-06-14T10:48:40+00:00 da Piero Ferrante



Vota questo articolo:
4

Commenti


  • TuttiPer ChiudereFenice

    Da ARPAB, oltre le retoriche barzellette su NIMBY e soliti luoghi comuni non c’è da aspettarsi altro. Che ne dice il nostro Governatore?
    Se ARPAB continua il balletto delle sciocchezze e nessun governatore ascolta, è il tempo che la popolazione si riprenda il suo diritto alla vita. Con i mezzi che riesce a mettere in campo. Tutti.


  • TuttiPer ChiudereFenice

    Da ARPAB, oltre le retoriche barzellette su NIMBY e soliti luoghi comuni non c’è da aspettarsi altro. Che ne dice il nostro Governatore?
    Se ARPAB continua il balletto delle sciocchezze e nessun governatore ascolta, è il tempo che la popolazione si riprenda il suo diritto alla vita. Con i mezzi che riesce a mettere in campo.


  • Paris ERRICO

    E’ la nuova SPEDIZIONE DEI MILLE dal Nord alla conquista del Sud, in testa la Marcegaglia…..

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli correlati

Pin It on Pinterest

Share This