I due non hanno gradito la strategia con cui si è scelta di affrontare la verifica. In particolare, ma questo non è un mistero, alla sinistra di Mongelli spira vento di delusione in merito ai tavoli bifrontali chiesti – ed ottenuti – da piddini e socialisti. La segreteria SeL bolla questo modus operandi come infruttuoso. Anzi, vero e proprio bastone fra le ruote della promessa fase due. “I partiti e le loro segreterie – accusano Del Carmine e De Santis – continuano a trincerarsi dietro la difesa delle posizioni acquisite, vanificando ogni tentativo di rinnovamento dell’esecutivo”. Dovessero essere queste le condizioni, hanno fatto sapere al sindaco anche le alte sfere regionali del partito, SeL si defila ed è pronta ad assumere atti forti. Come, per esempio, l’abbandono della maggioranza (“Al sindaco rinnoviamo l’invito a recuperare quel coraggio che lo portò nel 2009 a sfidare tutto e tutti imponendosi alla guida della città con un programma innovativo. SEL saprà supportarlo in ogni ambito. In caso contrario, non potremo che defilarci da un’amministrazione nella quale abbiamo difficoltà a riconoscerci giorno dopo giorno”.).
Per il momento, almeno pubblicamente, meglio tenere bassa l’asticella dello scontro. D’altra parte, le federazioni cittadina e provinciale non hanno mai cessato di riconoscere in Mongelli il don Chisciotte della situzione politico-amministrativa del capoluogo. Ovvero, l’uomo che, contro tutto e tutti, si è trovato, da un giorno all’altro, a dover fare i conti non più con i conti della propria impresa, ma con il pozzo senza fondo della debitoria comunale. Perciò, “nella piena consapevolezza di una situazione emergenziale tutt’altro che passata e dei notevoli sforzi messi in atto dal sindaco Mongelli per salvare l’ente comunale da un tracollo che si credeva certo solo pochi mesi fa, Sinistra Ecologia e Libertà è ferma nel chiedere un contestuale rilancio dell’azione programmatica che permetta alla città di riappropriarsi di quella legittima speranza di rinascita che animò la campagna elettorale del 2009”. Basta azioni in solitaria, basta colpo di testa, basta decisioni assunte senza la consultazione dell’intero schieramento che ha spinto ‘Gianni’ a Palazzo di Città, basta cedere ai ricatti.
Basta, soprattutto, con questa composizione. E’ qui, sui nomi e sugli uomini, che Sinistra ecologia e Libertà alza irrimediabilmente il tiro. “L’attuale assetto di Giunta non risponde più alle legittime aspettative dei cittadini”. Primo, perchè “è venuta meno la necessità di un esecutivo di emergenza”. Secondo, in quanto “è necessario dare un segnale forte di rinnovamento al fine di conseguire nuovi e migliori risultati”. Del Carmine e De Santis credono giunta l’ora di “ribaltare il tavolo” e “dare atto a una nuova giunta che sappia raccogliere le nuove sfide che il prossimo futuro ci metterà d’avanti attraverso il coinvolgimento di giovani professionalità, esperti di settore, elementi rappresentativi di quella società civile che fu alla base della vittoria di Mongelli e che ora si rischia di perdere per far fronte alla inspiegabile volontà dei partiti di continuare a mantenere lo stato attuale”. All’orizzonte, imperversano nubi di cilibertismo: “Partiti, e segreterie, imbrigliati da conflittualità interne, da assurde strategie di conservazione degli incarichi, da quella stessa visione miope che ha determinato lo sfascio prodotto dell’amministrazione Ciliberti; quegli stessi partiti che senza il valore aggiunto del sindaco Mongelli ora sarebbero stati cancellati dalla vita politica locale e che invece ora si arrogano il diritto di dettare i tempi di un’amministrazione ancora vincolata dai disastri del passato”.
Il timore del ritorno delle vecchie classi dirigenti è quanto mai forte, anche alla luce delle recenti roboanti dichiarazioni rilasciate pubblicamente da Sergio Clemente e finalizzate a richiamare l’attenzione su un gruppo d’eletti abbandonato alla naftalina del Consiglio Comunale, escluso dalla Giunta. Al contrario, Sel si dice “pronta a supportare il sindaco”. Ma, precisa, solo all’interno “di una nuova stagione che abbia come priorità il rilancio dell’azione amministrativa, a iniziare dalle ex municipalizzate”. Da riorganizzare secondo uno schema duplice: amministratori delegati-Cda politico. Discorso, questo, da cui resta a parte solo Amica. Per la municipalizzata della raccolta, i piani dei vendoliani sono diversi: “chiediamo senza mezzi termini l’azzeramento dell’attuale management e la definizione di una nuova struttura societaria capace di far fronte a un’emergenza che in due anni non ha conosciuto tregua, nonostante il coinvolgimento, nullo a conti fatti, della stessa Prefettura”
Redazione Stato, p.f




Ma che partito è questo, con una verifica aperta correte in avanti? imparate a fare politica, mi sembrate cip e ciop.