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SAN SEVERO San Severo, caos in Consiglio. Caposiena apostrofata come “bestia” e “faccia di corno”

La consigliera Alessandra Spada ha rivolto alla presidente del Consiglio Rosa Caposiena epiteti pesanti come “bestia” e “faccia di corno”

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
24 Gennaio 2026
Il Palazzo // San Severo //

Momenti di forte tensione si sono registrati nel Consiglio comunale di San Severo durante la seduta del 22 gennaio, quando la consigliera Alessandra Spada ha rivolto alla presidente del Consiglio Rosa Caposiena epiteti pesanti come “bestia” e “faccia di corno”. Le parole, pronunciate a microfono spento, sono state percepite dalla diretta interessata e risultano udibili anche nella registrazione della diretta streaming.

La vicenda si è consumata durante la discussione del Piano Anticorruzione e Trasparenza. Spada, ex presidente del Consiglio comunale, ha definito il piano una “farsa”, citando casi pubblicati dalla stampa che, a suo dire, dimostrerebbero mancanza di trasparenza e ritardi nelle risposte a richieste di accesso agli atti dei cittadini. Ha inoltre fatto riferimento a un procedimento dell’ANAC a carico di Rosa Caposiena, ipotesi sulla quale il sindaco Lidya Colangelo ha precisato: «Non sussiste alcuna decadenza della presidente Caposiena. Chi diffonde notizie false agisce in malafede».

La presidente Caposiena, mantenendo il ruolo di imparzialità e neutralità politica, ha preferito inizialmente non replicare agli insulti, sottolineando però che desidera chiarimenti sugli eventuali procedimenti ispettivi citati dalla consigliera. Nonostante ciò, Spada ha continuato con i riferimenti offensivi, mentre il Consiglio procedeva alla votazione.

Di fronte agli insulti, Caposiena ha annunciato la decisione di sporgere querela nei confronti della consigliera Spada, definendo il comportamento “veleno, non politica”, e informando il Prefetto di Foggia Paolo Giovanni Grieco del caso. «Se quelle parole fossero state pronunciate da un uomo contro una donna, la vicenda avrebbe avuto risonanza nazionale», ha aggiunto.

La coalizione di maggioranza ha emesso una nota in cui condanna con fermezza il linguaggio violento e inadeguato, sottolineando come il rispetto istituzionale sia un principio imprescindibile. «Gli insulti personali non contribuiscono al dibattito politico né alla tutela dell’interesse pubblico», si legge, ribadendo che la gravità delle parole non cambia se chi le pronuncia è donna o uomo. La maggioranza ha infine confermato l’impegno a garantire un Consiglio comunale civile e responsabile, richiamando tutti i membri a un linguaggio adeguato al ruolo ricoperto.

Lo riporta foggiatoday.it.

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