Convento dei Frati Minori a Treviso. La sua storia inizia nel XIII sec quando il Frate di Assisi inviò un piccolo gruppo di confratelli nella cittadina veneta.
Qui i Signori Da Camino concessero loro il luogo per costruirvi un piccolo sito per la comunità religiosa, otre il Cagnan Grande, questo il maggiore dei cosiddetti canali che attraversano la città.
Da ricordare il verso dantesco “Dove Sile e Cagnan s’accompagna…” in riferimento alla città di Treviso, dove il Cagnan, appunto, sfocia nel Sile, il fiume trevigiano.
Fu con Gherardo da Camino che i frati poterono ben innalzarvi il convento con una sua doviziosa donazione, la quale, a detta popolare, fu dovuta per riscattarsi dall’assassinio del vescovo di Feltre, Giacomo Casale.
Le nobili famiglie trevigiane, quali i Brandolini e i Bonaparte, oltre all’arca dei da Camino, ebbero qui i loro sepolcri oggi scomparsi.
La struttura, di mutamento tra il romanico e il gotico, è assegnata al disegno di un frate francescano, Benvenuto delle Celle.
La storia del convento si interruppe nel 1797 con l’espulsione dei frati dovuta all’occupazione napoleonica e addirittura con la sua soppressione nel 1806 in ossequio alle leggi del Regno d’Italia; nel 1928, infine, proprietà del Comune di Treviso, fu restaurata, riaperta al culto e riaffidata ai Frati.
La chiesa accoglie le spoglie di due illustri primogeniti: Piero Alighieri il figlio di Dante e Francesca figlia di Petrarca. Tra gli affreschi, alcuni di scuola Tommaso da Modena, si nota un gigantesco San Cristoforo in stile romanico-bizantino d’epoca duecentesca.
L’esposizione ospita sino al 28 agosto le opere fotografiche di Franca Bombieri, le tele di Lanfranco Lanza e le sculture di Luciano Longo. Un eccezionale trio cinto dal nome dato all’esposizione “Sensazioni”, erede della tradizione artistica dei veneti, nella cornice storica del chiostro e che raccoglie felicemente i consensi dei visitatori amanti dell’arte.
Franca Bambieri vive a Bassano del Grappa e lavora presso i Musei Civici quale educatrice scolastica e guida bilingue. La sua poliedrica natura di esteta la conduce, sin dagli anni del liceo artistico veneziano, a operare nell’arte fotografica e plastica. Trasferitasi a New York, si laurea presso la State University e la si ritrova a realizzare progetti video con Shalom Gorewitz, a collaborare con Amy Rosen per la coreografia di danza moderna. Prima di rimpatriare, si avvicina agli studi della ceramica con Patrick Forshay e, infine, professa nel Dipartimento Educativo del Metropolitan Museum of Art e insegna didattica laboratoriale presso l’Art Barge, l’Istituto Victor D’Amico e il Center for Italian Modern Art.
Lanfranco Lanza, veneziano di nascita, vive e opera a Treviso, dedicandosi alle arti figurative. Negli anni Settanta, la tessera della sua poliedricità artistica ben si consolida nel mosaico italiano, collaborando con la “Comune” milanese accanto a Dario Fo e Franca Rame, infine affiancando i vari rappresentanti dell’arte europea e insegnando le tecniche della Commedia dell’Arte e del Teatro di Figura in Austria, Germania e Francia, dove si distingue proponendosi in mostre collettive e personali.
Luciano Longo vive e opera Treviso, noto quale insigne scultore che predilige le figure umane, sia reali sia mitiche. Il suo espressionismo si estende sorprendentemente nella pittura astratta e materica. Diplomato all’Accademia veneziana delle Belle Arti, frequenta nella città lagunare pittori e scultori quali Emilio Vedova, Alberto Viani, e ancora musicisti e poeti. Un’arte la sua che lo accompagna quale scenografo teatrale e televisivo (Rai). Sue sculture sono esposte in gallerie e musei italiani ed europei; l’opera “La spirale” è in mostra permanente al museo nazionale di Sofija in Bulgaria.



