“Il governatore della Puglia – sostiene Greco – è come Giano: in ambito nazionale mostra il volto del politico attento e premuroso, tutto concentrato sulla lotta al lavoro precario, origine e causa di ogni sofferenza; in Puglia ha provato ad applicare le sue fantasie politiche e ne è risultata la creazione di 7mila operatori dei servizi ausiliari delle Asl illusi dalla internalizzazione e poi disillusi dalla realtà di contratti penalizzanti rispetto a quelli che avevano quando erano alle dipendenze delle rispettive cooperative, e da qualche migliaio di medici e infermieri anch’essi illusi dalla prospettiva di una stabilizzazione che poi si è rivelata incostituzionale. Qui Vendola – prosegue il consigliere regionale – ormai si vede raramente, perché avrebbe bisogno di un secondo volto credibile, che non ha più da tempo: su queste due illusioni ha costruito ampie fette del proprio consenso elettorale, che ora sa gli si rivolgeranno contro”.
“I pugliesi sappiano – conclude Greco – che con il nuovo anno arriveranno ulteriori tagli e, se tanto ci dà tanto, ulteriori tasse e balzelli: una specialità, per questo governo regionale”.




ho ascoltato Vendola a ballarò e mi è piaciuto-finalmente riesce a farsi capire
vivo nel veneto e immagino che per lui non sia facile amministrare un popolo di furbetti – insomma i Fitto fanno scuola – parla finalmente di redistribuzione della ricchezza e -giuro- se avessi tra le mani la gelmini la strozzerei
E’ stato lui a volere il senatore Tedesco come assessore alla sanità pugliese nonostante fosse a capo della più importante società di vendita di attrezzature mediche ( protesi ecc.); da notare che il principale concorrente del senatore Tedesco nel campo delle protesi era Tarantini
Noi italiani quando capiamo ( e ce ne vuole di tempo) di essere stati sonoramente presi per il …. abbiamo bisogno di un “cavaliere” che ci venga in aiuto e dopo 17 anni di minchiate vogliamo a tutti i costi credere in un nuovo salvatore che purtroppo non solo non è in circolazione ma presumo non sia ancora nato. Si salvi chi può