STORIA DELLE SLOT CON LA FRUTTA – DALLE ARANCE E CILIEGIE FINO ALLA SLOT PROGRESSIVE – Innanzitutto, la madre di tutte le Slot Machine è la fruit machine. Altrimenti detta “slot con la frutta”, macchina nata ormai più di cinquant’anni fa, intrattenendo e in alcuni casi arricchendo negli anni milioni e milioni di persone in tutto il mondo, fino all’implementazione di casino online. La caratteristica principale delle slot con la frutta è che i loro simboli sono dei frutti: arance, ciliegie, fragole, angurie ed altro, con scopo principale del gioco quello di chiudere una combinazione di simboli che risulti vincente. I MONTEPREMI: come esistono diversi tipi di slot machine, ci sono anche diversi tipi di montepremi relativi alle slot. Il tipo più elementare di slot machine è la slot di base e implica, di conseguenza, un montepremi di base. Queste slot hanno un montepremi massimo fisso che non è cumulativo e che rimane sempre uguale, indipendentemente dalla somma di denaro inserita nella macchina e da quanti giocatori giochino. Al contrario, i montepremi delle slot progressive sono più grandi rispetto ai montepremi di base ma, seppure maggiori, ne esistono di dimensioni diverse. Ogni volta che un giocatore gioca a questo tipo di slot machine una parte della sua scommessa va ad integrare il montepremi progressivo per quella determinata macchina. Nella classifica dei montepremi delle slot progressive un ruolo di primo piano lo riveste il montepremi di proprietà (che sta tra il montepremi di base e quello dell’ampia area). Le slot di proprietà, anche chiamate slot di casa, sono collegate ma solo all’interno di uno stesso posto o casinò. Il montepremi si accumula da molte slot machine simili, a cui giocano molti giocatori nello stesso posto, il che spiega la sua dimensione imponente. I montepremi più grandi sono offerti dalle slot progressive dell’ampia area, le slot machine che sono collegate attraverso molti siti e casino online, con montepremi pari a milioni di dollari e che possono raggiungere enormi proporzioni perché colleganti milioni di persone (simultaneamente) in tutto il mondo.
L’ALLARME DEI GESTORI AD ENADA ROMA, FABIO GROSSO (MANFREDONIA): “CRISI NEL SETTORE, RIDURRE LA PERCENTUALE DEL PREU” – Enada Roma rappresenta attualmente la mostra principale in Italia ed in Europa degli apparecchi da intrattenimento e da gioco. La manifestazione, organizzata da Rimini Fiera e promossa da Sapar con il patrocinio di AAMS, è riservata ad un pubblico professionele ed è stata organizzata nel nuovo quartiere fieristico della capitale, situato in via Portuense, sull´asse per Fiumicino, “per complessivi 30.000 m² di superficie espositiva con la presenza di oltre 200 aziende”. Ma se i visitatori e gli ospiti non sarebbero mancati in questa edizione – a detta degli organizzatori – sono stati invece i gestori ad esternare le loro preoccupazioni a causa della possibilità di “recessione per gli investimenti nel settore”. I gestori AWP italiani hanno dichiarato infatti di voler “aspettare tempi migliori” prima di lanciarsi in nuovi investimenti. Questo anche data la produzione in crisi delle New Slot, causa la “difficoltà delle aziende nel vendere i propri prodotti”.
CON LE VIDEOLOTTERY “ESCLUSE LE PICCOLE IMPRESE DI GESTIONE “ – NELL’OMBRA L’INTRODUZIONE DEL TICKET PER LE NEW SLOT – BIONDO (GESTORE SLOT DI MANFREDONIA): “ABBASSARE LA PERCENTUALE DEL PREU” – Ulteriore elemento negativo per la crescita del settore le cd “videolottery”, un business che potrebbe interessare infatti “le grandi imprese di gestione”, ma escludendo di fatto le più piccole, “estromettendole dal nuovo mercato”. Secondo gli operatori italiani presenti ad Enada 2010 ” la figura del gestore” potrebbe con il tempo essere ”assorbita” dalle società concessionarie nazionali, società di cui lo stesso gestore potrebbe rappresentarne in futuro “un semplice fornitore di servizi”. Nell’ombra anche la possibilità di una prossima introduzione di un ‘ticket’ anche per le New Slot, così come avviene per le Videolottery. Una novità che potrebbe cancellare dalla filiera – secondo i gestori – la figura dell’incaricato alla raccolta. “Non ci conviene più rischiare negli investimenti”, ha detto durante Enada Fabio Biondo, titolare di un’impresa di gestione di Manfredonia, nel foggiano, come riportato da Giochiegiochi.it .
“Le grosse concessionarie hanno ormai monopolizzato il mercato, a piccoli gestori soltanto le briciole – ha detto Biondo – al momento non possiamo fare altro che stare a guardare sperando di non arrivare al collasso”. Il gestore di slot di Manfredonia rilancia tuttavia una proposta, correlata analogamente ad una speranza: “Se si arrivasse almeno ad abbassare la percentuale del PREU sarebbe già qualcosa, così consentendo ai gestori di guardare al futuro con maggiore ottimismo, ma soprattutto per gli investimenti nei nuovi prodotti”.
LA MANNAIA DEL PREU – I GESTORI: “STRANI RALLENTAMENTI PRIMA DELLA LETTURA SUI CONTATORI” – I gestori italiani delle slot machine lamentano anche che “ogni quindici giorni, alla scadenza del termine per effettuare la lettura sui contatori degli apparecchi AWP, per la quantificazioni del PREU” emergerebbero degli “strani rallentamenti” . Un disagio che, a detta dei concessionari di rete, sarebbe riconducibile “a problemi tecnici sul sistema centrale di AAMS”. I rallentamenti addebiterebbero al gestore “un forfait di 280 euro al giorno di imponibile”, Pertanto: per ogni 3 giorni di disservizio e per 100 awp collegate, il concessionario incasserebbe qualcosa come “12mila euro in più di quello regolarmente dovuto dai gestori”. “Con questo meccanismo – scrive un piccolo gestore italiano ad un periodico d’informazione del settore – vi lascio immaginare quanto possano incassare i concessionari che in media hanno 40mila awp collegate”. Inoltre, come scrive il gestore di slot “per recuperare questi soldi le lettura successive” sarebbero “sempre seguite da rallentamenti o altro”. Il dubbio del gestore: “siamo dinnanzi ad un modo per avere del denaro in prestito a costo zero da investire in altre risorse tipo sale Vlt o fiere, in concorrenza alle awp o a noi piccoli gestori?”. A tal proposito il gestore avrebbe anche inviato una lettera ai concessionari dediti alla lettura: “In seguito ai rallentamenti o blocco del sistema centrale Aams – si legge nella lettera – il gestore non intende in nessuna maniera caricarsi degli oneri del forfetario, in quanto ha cercato con tutti i mezzi e modi possibili di effettuare la lettura degli apparecchi (..) pensiamo di non essere in alcun modo responsabili per il disservizio causato da Aams” (Fonte: LTM Network). Si ricorda che a Manfredonia esisterebbe un’unica società dedita alla vendita di videogiochi e slot machine, sita alle porte della città, sulla strada statale 89.
Legislazione italiana – Notevole il giro d’affari, e i rispettivi introiti erariali in Italia. Come detto, ogni macchina denominata new slot meglio descritta nell’art. 110 comma 6 del TULPS deve essere accompagnata da due nulla osta in originali esposti: Nulla osta di distribuzione (indicante il costruttore della macchina) e Nulla osta di messa in esercizio (indicante il gestore proprietario della macchina). Entrambi sono forniti dall’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato (AAMS). Le imposte su questo tipo di apparecchi vengono calcolate sul volume delle giocate effettuate e sono del 12,6%, come tassa PREU (Prelievo Erariale Unico), più lo 0,80% ad AAMS, più una percentuale variabile a seconda del gestore, come tassa per la concessione di rete. Il resto viene solitamente diviso con l’esercente dell’esercizio pubblico ove site, al netto delle vincite. Le attuali misure di pagamento e di vincita prevedono 1 euro (nuova generazione, “comma 6A”, previste dal decreto Bersani del 2006), come costo di una partita (anche se sono ancora richieste e ricercate dai giocatori quelle con bet pari a 0,25 e 0,50 €, che appartenevano alla precedente generazione, detta “comma 6”), e 100,00 € come vincita massima. Mentre la percentuale di vincita deve essere pari, e questo deve succedere solo al termine di ogni ciclo di partite, al 75%, mai inferiore, e calcolato su un ciclo di 10.000 partite (20.000€ minimi di giocate – fonte: Wikipedia).
Da aprile 2008 in scena una nuova generazione di New Slot (comma 6A), le quali hanno un costo per partita fino a 4 € e vincita massima per singola partita fino a 100€ (il doppio rispetto alle slot comma 6). Un altro fondamentale cambiamento con questo nuova generazione di slot è la sicurezza anti frode: questi apparecchi, infatti, sarebbero stati progettati “con sistemi all’avanguardia, per evitare ogni frode ai danni dello Stato e del giocatore”, essendo in grado di riconoscere “i segnali inviatigli dal provider di rete, che li gestisce”: Difatti, in assenza di tali segnali per un periodo prolungato, si attiverebbe in automatico “un blocco software, che blocca l’apparecchio”. Non molte le case produttrici di slot machine, proporzionalmente correlate al numero di programmatori. Fra le più importanti: International Game Technology (IGT), Aristocrat, Atronic, Bally Technology, Zest Gaming.
SLOT ED EVASIONE FISCALE IN ITALIA (fonte: Wikipedia) – Nel 2005 il Gat (Gruppo Antifrodi Tecnologiche) Nucleo speciale frodi telematiche della Guardia di Finanza aveva riscontrato diverse irregolarità fiscali da parte dei gestori italiani. La stima della penale per la violazione dei contratti di concessione ammonterebbe a circa 88.000.000.000 euro tra diversi concessionari mondiali: Atlantic Word (fonte: Wikipedia), Cogetech, Snai, Lottomatica (per circa 7 miliardi e 690 milioni), Hbg, Codere, Sisal con 4 miliardi e 459 milioni, Gmatica con 3 miliardi e 167 milioni e infine Gamenet con 2 miliardi e 873 milioni. Addirittura in un locale in provincia di Catania risultarono depositate 26.858 slot in 50 metri quadrati. L’udienza si è svolta, dopo il rinvio a giudizio della Corte dei Conti lo scorso 11 ottobre 2010. Sarebbero emersi anche alcuni contatti delle società con la politica italiana. Entro metà dicembre (forse l’11) si dovrebbero conoscere le somme dovute allo Stato dalle società concessionarie
L’UDIENZA, I CALCOLI PER LE STIME DELLA PENALE – Tuttavia (come riporta, Il Fatto Quotidiano, 12 ottobre 2010, a firma di Marco Lillo, Ferruccio) la Commissione incaricata dal ministero dell’Economia avrebbe indicato “una somma più bassa”, con il Consiglio di Stato che avrebbe suggerito “criteri di calcolo per poche decine di milioni, un tremillesimo della somma chiesta dall’accusa”. Nell’udienza dell’11 ottobre sarebbero state respinte le istanze di rinvio e di annullamento presentate dalle concessionarie. Da qui l’ingresso nell’inchiesta della Procura, alla quale spetterebbe la valutazione della cifra stabilita nel 2007 (88 miliardi), “cifra basata sull’applicazione delle penali previste tra Stato e concessionari nel 2004”. Per comprendere il giro somme incassate dai concessionari (fonte: Ilfattoquotidiano.it) basti pensare che nei primi sei mesi del 2010 gli operatori del settore avrebbero incassato qualcosa come 15 miliardi di euro.
LE STIME DELLA PROCURA – In base a quanto emerso, fra le ipotesi avanzate dalla Procura per stabilire l’entità reale della cifra dovuta dalle concessionarie: una somma equivalente all’80% dell’aggio percepito dai concessionari nel periodo da settembre 2004 a gennaio 2007 (taglio di 2,7 miliardi. Va in ogni modo ricordato che il ministero dell’Economia negli anni scorsi aveva già incaricato una commissione per indicare i criteri per il calcolo delle somme da pagare, rimodulando le penali a circa 800 milioni di euro. Infine il Consiglio di Stato avrebbe indicato un criterio ancora più favorevole: “Il limite massimo delle penali irrevocabili… non dovrebbe essere comunque superiore all’11% del valore medio del compenso per la gestione telematica degli apparecchi da gioco spettante al concessionario nello stesso anno, secondo i dati dei cespiti della gestione riferita a quell’anno in possesso dei Monopoli”. Ovvero: trenta milioni nelle casse dello Stato. Stato al quale andrebbero tuttavia 13,7 milioni aggiuntivi relativi al pagamento per la pubblicità dei giochi d’azzardo “legali” tra il 2004 e il 2007. Anche Sogei (Società Generale di Informatica, soggetto controllato dallo Stato) avrebbe “speso inutilmente 26,9 milioni”: “Ad aumentare la dimensione del danno erariale – ha detto il Pm M.Smiroldo – contribuiscono anche le spese sostenute per il servizio di gestione operativa del sistema di controllo degli apparecchi messo a disposizione da Sogei, ma rimasto sostanzialmente inutilizzato almeno fino al gennaio 2007, per un danno pari a circa euro 26.982.000”. Attesa per la decisione dei giudici prevista entro metà dicembre 2010.
SLOT VIA DAI CIRCOLI? BENI(ARCI): “NO CROCIATE, MA SERVE MAGGIORE RESPONSABILITÀ” – Infine la presenza delle slot nei circoli, il presidente nazionale Paolo Beni, che a Gioco&Giochi ha detto: “”Il fatto è che, per loro natura, le slot machine possono indurre all’abuso e dunque alla dipendenza, generando una spirale che porta all’isolamento, in totale antitesi con la filosofia aggregante e sociale dell’Arci. Senza voler demonizzare il gioco, crediamo serva da parte nostra una funzione educativa, e che il circolo, data la sua autonomia, debba compiere uno sforzo per trovare altri percorsi di autofinanziamento”. Nel mirino del presidente dell’Arci, associazione ricreativa e culturale che raggruppa oltre 5mila circoli, il gioco, ma anche le bevande alcoliche, un’altra importante fonte di reddito per i circoli di cui però “è necessario un codice di autoregolamentazione che ne preveda il consumo responsabile”. Tuttavia, Beni non è riuscito a nascondere “tutte le proprie perplessità” relativamente alla possibilità di convincere i gestori dei circoli italiani a “rimuovere” le slot machine, alias “divertimento con premi”.
g.defilippo@statoquotidiano.it



