In particolare, il nipote di Pinuccio sbianca all’idea dello smatellamento di reparti ed intere strutture: “L’idea che gli ospedali di Manfredonia e Lucera vengano sostanzialmente chiusi e che quello di Cerignola e quello di San Severo siano gravemente ridotti nella loro funzionalità è intollerabile. Soprattutto perché non crediamo affatto che c’entrino né la sentenza della Corte Costituzionale (che si è limitata a rimarcare un metodo illegittimo nelle assunzioni) né le pur draconiane previsioni del piano di rientro, che bastona in modo irragionevole una spesa, quella del personale, che contribuisce ben poco alla dissipazione in campo sanitario (per la quale Vendola dovrebbe dare un’occhiata al meccanismo di certi appalti, magari chiedendo informazioni a persone a lui vicine)”.
Quali allora le soluzioni possibili? “Noi – chiosa Tatarella – riteniamo che si tratti in realtà di un supplemento surrettizio del piano di riordino ospedaliero. Che con la scusa della Corte e di Tremonti si voglia procedere a ridurre al lumicino l’assistenza ospedaliera senza alcuna compensazione in termini di medicina di territorio. Una scelta intollerabile.
Redazione Stato




Si parla di curare la sanità locale quando questa è già morta!
Stasera un consiglio comunale inutile. Tardivo. Solo di passerella per qualcuno. Fa ridere il fatto che stiamo già celebrando la messa funebre della sanità locale quando si sente solo ora parlare di prevenzione. Mi sembra una commedia di De Filippo. Come sempre arriviamo tardi. Questo consiglio comunale si doveva tenere sei mesi prima. Anche questa volta nessuna protesta. Nessuna rivolta da parte della debole politica locale. A Cerignola continua a chiudersi tutto. Dopo gli uffici dell’AQP, quelli dell’ENEL e della asl, dell’eliminazione di altre linee ferroviarie, ora è la volta di interi reparti dell’Ospedale Tatarella. Non ci scandalizziamo più di niente. Renzo Arbore direbbe:” Indietro Tutta”!
Il Coordinamento cittadino di Cerignola
Enzo Pece