Regione-Territorio

Fenice, la battaglia va avanti. Le associazioni denunciano Edf


Di:

L'inceneritore Fenice (St)

Lavello (Potenza) – “La recente pubblicazione da parte dell’ARPAB dei dati sull’inquinamento delle falde acquifere nell’area dell’inceneritore FENICE-EDF, ha dimostrato quanto le nostre Comunità siano vittime ignare di un sistema che privilegia il business a discapito della salute pubblica. Emergono, in queste ore, responsabilità gravissime da parte di soggetti che sono “consapevolmente” venuti meno al loro compito istituzionale di proteggere la salute dei cittadini lucani”. Sono queste le motivazioni ultime che hanno indotto il Comitato ‘Diritto alla Salute’ di Lavello, l’Epha (Environment Health Protection Association), i Radicali Lucani, la Comunità Lucana No-Oil e Matera Città Plurale a presentare un esposto-denuncia nei confronti di Edf per la gestione dell’inceneritore Fenice, sito nella zona industriale di Melfi. Una mossa dovuta e che era nell’aria, determinata dalla pubblicazione delle tabelle riferite ai dati sull’inquinamento 2002-2007.

“Il prezzo che questa Regione sta pagando e pagherà per i prossimi decenni – scrivono le associazioni in un comunicato congiunto – in termini di deturpamento dell’ambiente, in nome dell’industrializzazione e delle opportunità lavorative, è troppo alto. La reputazione di Enti ed Istituzioni Regionali è stata “macchiata” da persone irresponsabili, senza scrupoli ed in molti casi colluse. Per questo riteniamo essere necessario fare piena luce sulle responsabilità, le omissioni e le colpe di coloro che per anni hanno pensato (e pensano ancora oggi) che questa sia una regione di poveri mentecatti. Le nostre Associazioni hanno appena inoltrato un “ESPOSTO – DENUNCIA” alla Corte di Giustizia Europea, alle Procure di Melfi e di Potenza, e rimesso per conoscenza al Ministro dell’Ambiente, al Direttore Generale dell’Istituto Superiore della Sanità, al Presidente della Giunta Regionale di Basilicata, al Direttore Gen. Dell’A.R.P.A.B. di Basilicata”.

Una nuova azione legale che fa seguito a quella già avviata nel 2009 dalla Procura di melfi, spostata a Potenza all’inizio di quest’anno e clamorosamente dispersasi tra le sabbie dell’ormai celebre Palazzo di Giustizia del capoluogo lucano. I reati contestati sono la violazione dell’art. 32 della Costituzione Italiana che tutela il diritto alla salute – reato di Disastro ambientale – reato di Avvelenamento colposo; l’omissione di atti d’ufficio; il Disastro colposo.

Maurizio Bolognetti in una delle sue tante battaglie (fb)

IL TESTO COMPLETO DELLA DENUNCIA
Al Signor Procuratore della Repubblica di Melfi
Al Signor Procuratore della Repubblica di Potenza
Al Ministro dell’Ambiente
Al Direttore Generale dell’Istituto Superiore della Sanità
Alla Corte di Giustizia Europea – Sezione Tematiche Ambientali
Al signor Presidente della Giunta Regionale di Basilicata
Al Direttore Gen. Dell’A.R.P.A.B. di Basilicata
Al Comandante dei NOE di Basilicata
LORO SEDI

ESPOSTO DENUNCIA QUERELA
A carico di: Il Legale rappresentante dell’Inceneritore Fenice SPA
Gruppo EDF con sede operativa in Località San Nicola di Melfi (PZ) e soggetti pubblici e privati da identificare.
Violazioni di legge oggetto della presente denuncia:
Violazione dell’’art. 32 della Costituzione Italiana, che sancisce la tutela della salute come ”diritto fondamentale dell’individuo e interesse della collettività”
Articolo 452 del Codice Penale. Delitti colposi contro la salute pubblica. Violazione al D.L.vo n. 152/2006, violazione al D.L.vo 31/2001, Violazione al
D.L.vo n. 152/1999, in particolare al Titolo III “Tutela dei corpi idrici e disciplina degli scarichi”.
Violazione alla legge 833/1978 in materia di igiene e sanità pubblica;
Luogo e data degli episodi oggetto della presente denuncia: Località San Nicola di Melfi (PZ) luogo di ubicazione dell’Inceneritore Fenice, fatti accaduti continuativamente dal 2002 ad oggi.

PARTE OFFESA – Lo Stato – La Regione Basilicata – La Popolazione residente nel territorio ove insiste il Termodistrutture Fenice, i lavoratori le cui aziende ricadono nell’area Industriale di San Nicola di Melfi.

Membri delle Associazioni in grado di riferire: Nicola Abbiuso, Albina Colella, Giuseppe di Bello, Maurizio Bolognetti, Michele Somma, Abiusi Pio. Sotto
generalizzati.

Il Comitato Diritto alla Salute di Lavello (PZ) con sede in Lavello (PZ) presso il Centro Sociale in Largo Tuscania CAP 85024, codice fiscale 93024540762 nella figura del legale rappresentante sig. Nicola Abbiuso nato a Lavello ………….. ed ivi residente in Via …………….;
L’EHPA (Associazione per la Tutela dell’Ambiente e della Salute Basilicata), con sede in Potenza alla Via Mazzini n. 51 CAP 85100, codice fiscale 96065200766, rappresentati per la presente denuncia dalla Presidente prof. Colella Albina Maria, nata a Brindisi il ……. e residente a ….., nonchè dal socio fondatore EHPA Di Bello Giuseppe, nato ……………;
− I Radicali Lucani ella figura del legale rappresentante il Segretario Regionale, nonché membro della Direzione Nazionale Radicali Italiani e Consigliere Nazionale Ass. Coscioni sig. Maurizio Bolognetti nato a Napoli il …. e residente a Latronico (PZ) in ….
− La Comunità Lucana Movimento No Oil con sede in Potenza in ….., nella figura del legale rappresentante sig. Michele Somma nato a Potenza il….. ed ivi residente in ….;
− L’Associazione Matera città Plurale nella figura del legale rappresentante sig. Pio Abiusi nato a Potenza il … e residente a Matera in ….;
DENUNCIANO quanto segue:
1) Violazione dell’art. 32 della Costituzione Italiana che tutela il diritto alla salute – reato di Disastro ambientale – reato di Avvelenamento colposo – reato di Avvelenamento di sostanze alimentari, reato di Omissioni in atti d’ufficio aggravato dalla natura dell’omissione perché realizzata in danno della salute dei cittadini e dell’ambiente di Basilicata. L’inceneritore FENICE del Gruppo EDF, ubicato nell’area di San Nicola di Melfi (Basilicata), è l’inceneritore che in Italia brucia la maggiore quantità di rifiuti industriali pericolosi (circa il 40%) provenienti da tutta Italia, con oltre 20 mila tonnellate (rapporto ISPRA 2009). Le 20 mila tonnellate di rifiuti pericolosi ne producono 5 mila di ceneri altamente tossiche e pericolose, e non si conosce verso quale discarica siano indirizzate. Quanto Fenice inquini non è dato saperlo, perché i dati del monitoraggio dell’aria non vengono resi pubblici, perché i dati del monitoraggio sulle emissioni in atmosfera dei camini di FENICE vengono inviati ai vari Enti: Comuni, Provincia, Regione, ARPAB, in formato cartaceo e quindi di non immediata fruibilità. Invece sono stati pubblicati recentemente dati dell’ARPA Basilicata che documentano come FENICE inquini le acque sotterranee con metalli pesanti e altre sostanze altamente cancerogene sin dall’anno 2002. L’ARPAB recentemente ha pubblicato sul suo sito i dati relativi alle analisi delle acque sotterranee dei pozzi-piezometri posti nei pressi dell’inceneritore, consultabili al seguente indirizzo internet: http://www.arpab.it/fenice/elencoTabelle.asp

Fenice, la battaglia va avanti. Le associazioni denunciano Edf ultima modifica: 2011-09-29T16:15:08+00:00 da Redazione



Vota questo articolo:
0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Pin It on Pinterest

Share This