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Spari al Luna Park a Manfredonia: riflessioni sulle mafie

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
3 Settembre 2022
Editoriali // Manfredonia //

MANFREDONIA (FOGGIA), 03/09/2022 – “Le cronache hanno riportato che a Manfredonia, una bella città ai piedi del Gargano, un certo Giovanni La Torre è stato gambizzato a suon di pistola al luna park mentre la gente festeggiava la festa patronale anche insieme ai bambini. Si è trattato ad ogni evidenza di un regolamento di conti.

Cinquanta anni fa, quando c’era solo la mafia siciliana si diceva che lo stato avrebbe “sconfitto la mafia”, e dopo dieci anni abbiamo avuto la NCO, Nuova Camorra Organizzata di Cutolo. Da allora si è cominciato a dire che lo stato avrebbe sconfitto “le” mafie, e dopo altri dieci anni si è assistito allo sviluppo impetuoso della ‘ndrangheta calabrese.
Si è continuato a dire che lo stato non si sarebbe arreso alle mafie, ed è esplosa la Sacra Corona Unita del Salento. Ancora nei discorsi si è detto che lo stato avrebbe sconfitto le mafie, e si è assistito allo sviluppo della Mafia del Gargano, dove sono stati sciolti per infiltrazioni mafiose comuni come Foggia, Manfredonia, Cerignola (la città di Di Vittorio, che pena), Monte S. Angelo (la città con la grotta dove per i cristiani sarebbe apparso S. Michele Arcangelo, meta di pellegrinaggio da tutto il mondo), Mattinata. Oggi c’è chi sostiene che Milano sia la città a più alta densità mafiosa dopo Palermo.
Mi chiedo se non sia il caso di far riposare in pace le vittime di mafia e smetterla con quelle cerimonie cosiddette commemorative che servono solo a sciacquare la coscienza di politici inetti, se non addirittura collusi, o forse di lasciare quelle cerimonie solo ai parenti e alla società civile senza rappresentanza politica. Borsellino diceva che “la mafia e lo stato operano sullo stesso territorio: o si combattono o si alleano”. Lascio a voi valutare quale delle due opzioni sia stata adottata”.

5 commenti su "Spari al Luna Park a Manfredonia: riflessioni sulle mafie"

  1. Bravo è proprio così i politici si fanno belli commemorando vittime di mafia e dando cittsdinanze onorarie per farsi amici potenti ma poi chi sono i veri mafioso? Forse tutti quei politici che cercano di parlare di mafia quando i mafiosi sono proprio loro per il loro interesse.

  2. Lo Stato è la mafia e la mafia è lo Stato.
    L’Italia unita (c’ fé p’ dic’ “unita”) è nata grazie alle mafie che fecero accordi con il bandito Garibaldi per tenere a bada il popolo duosiciliano, in rivolta per l’arrivo dei predoni nel glorioso Regno delle Due Sicilie, invaso senza alcuna dichiarazione di guerra dai Savoia per depredarne le casse e tappare i loro enormi debiti con Francia e Inghilterra.
    Quando i garibaldini se ne andarono e arrivarono i piemontesi, trovarono non più dei semplici ladri di pollame, com’erano sempre stati con i Borbone-Due Sicilie, bensì dei capiclan potenti e temuti che tenevano ormai sotto scacco intere città dell’ex Regno.
    Non avendo dunque la forza per sradicarli, i Savoia fecero accordi e fu allora che nacquero le trattative Stato-mafia.
    Una nazione nata in questa maniera non cambierà mai e tutti quelli che proveranno a fermare le mafie finiranno irrimediabilmente nella tomba, come ben sappiamo da oltre 40 anni

  3. @Corleostiagomordonia:

    No, con “da oltre 40 anni” mi riferivo all’inizio delle uccisioni di gente per bene da parte della mafia.
    I vari Dalla Chiesa, Chinnici, Cassarà, Falcone, Borsellino, ecc.

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Voi non saprete mai fino a qual punto la mia anima è vostra. Gabriele D’Annunzio

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