MANIFESTI – Il cimitero è una delle questioni nodali dell’era Mongelli. Proprio nella mattinata di oggi, in risposta alle voci impazzate sul web e non solo, Palazzo di Città ha ritenuto il caso di affiggere un manifesto (uno, quello proprio antistante il cimitero, è affisso, abusivamente, su un cassonetto della spazzatura). Titolo, tanto per non andare per il sottile: “L’ingresso al cimitero non si paga”. Il Comune chiede ai cittadini di segnalare i trasgressori alla Polizia Municipale (fornisce lo stesso numero segnalato al tratturo Foggia-Incoronata, quello del non intervento), impegnata comunque (si legge), in operazioni di controllo in zona.
L’INGRESSO – Quel che però non si vede – e non si legge – è l’immane degrado che si trova dentro, all’interno delle mura del camposanto. Un degrado che fa il paio con l’emergenza rifiuti, in un buffo ed inquietante segmento di continuità fra questo mondo e quello avvenire. A partire dal disordine creato dalle
D’intorno, tra il giallo delle foglie secche cadute prematuramente, giacciono un paio di preservativi, molti fazzolettini e una decina fra lattine di bibite di marca americana e bottiglie in vetro. Nel piazzale antistante lo spiazzo, racconta una signora che ci vede fotografare i ‘reperti’, ci vengono “i giovani a fare le loro cose sporche”. Tradotto nel linguaggio del Duemila è frontiera di coppiette, attratte dal brivido ma, soprattutto, dalla scarsa luminosità artificiale. “Non hanno rispetto nemmeno per i morti”, la sentezza della vecchietta, in attesa dell’apertura dei cancelli per almeno una ventina di minuti, sotto il sole delle tre del pomeriggio e con in mano una busta bianca con dentro uno straccio e del pulivetro per tirare a nuovo il ritratto del defunto marito.
LE TARGHE – Pochi passi ombreggiati e ci si trova nel camposanto. A sinistra l’obitorio, di fronte la chiesa, a destra gli uffici. E’ la zona d’accesso
PICCIONI E CANI – Incedere per le strade del camposanto è anche fare un viaggio nel magnifico mondo della fauna. Uccelli d’ogni tipo, razza e dimensione svolazzano d’intorno. Le classiche civette sono però state quasi del tutto soppiantate dai ben più aggressivi piccioni di città. Volano da un ramo all’altro, frullano le ali provocando, specie nelle zone più isolate, un susseguirsi di patemi. Prediligono le piante, ma non disdegnano le gradi costruzioni tombali. Su alcune di queste si addinano a decine. Oziano e guardano verso il basso. Non c’è un anfratto che viene risparmiato. In alcune cappelle si è dovuto procedere all’installazione di reti come deterrente. Ci sono aree al riparo dal vento in cui respirare causa conati di vomito. Il tanfo del guano è insopportabile, penetra le narici ed esonda nei polmoni. Sono quei tratti in cui l’asfalto è bianco del piumaggio dei colombi. Come si faccia a non intervenire resta un mistero. Se non altro perché i pennuti muoiono. E, morendo, ce li si ritrova in terra, schiacciati in un groviglio di carne in putrefazione, piume e polvere. Nei pressi della grossa cappella comunale numero 7, una struttura di cemento contenente centinaia di lapidi su due piani, ce ne sono, in terra, tre. Un cimitero nel cimitero, accanto ad una panchina
I CAMPI – Sono proprio le tombe interrate quelle che versano nelle condizioni più problematiche. I campi, cui si arriva facilmente accedendo da entrambi gli ingressi di Via Sprecacenere – per inciso, è la stessa arteria che conduce al ghetto di Rignano – sono per buona parte ridotti ad un cumulo di sterpaglia. I numeri 6 e 7 non brillano per pulizia. Le lapidi sono ammaccate, alcune rovesciate in terra. L’erbaccia ingiallita impedisce l’accesso. “Con le scarpe aperte non ci si entra – ci spiega una donna -, troppe sterpaglie”. Racconta che, diverse volte, ha dovuto fare i conti con topi e lucertole che le zampettavano allegramente sui piedi. Ad un certo punto ha smesso di accedervi, per onorare a distanza il proprio caro (uno zio). “Non compro più neppure i fiori e la croce è arrugginita”, sottolinea con un velo di malinconia. Situazioni ancora peggiori si trovano al campo numero 14, dove buste, bottiglie e contenitori in plastica, in concorso con le sterpaglie hanno letteralmente seppellito le sepolture. E nel lembo estremo del camposanto, quando lo sguardo viaggia verso il Gargano e, sulla sinistra, ci si ritrova il ‘palazzone’ dei mutilati ed invalidi di guerra, addirittura è stato il fuoco ad aggredire croci, piante e tombe.
SCOOTER E PARCHEGGIATORI – Mentre lo constatiamo, a qualche decina di metri sfreccia, rombando, uno scooter. A bordo, una coppia di ragazzi. Entrambi
Ad una scena identica assistiamo all’altro accesso di Via Sprecacenere. Questa volta, a raccogliere l’obolo gentile, è un ragazzo, apparentemente trentenne, in jeans e maglietta bianca attillata. Appostato su una rampa di scale, fischietta arie disco con nonchalance. Ad ogni nuovo arrivato si blocca, saluta con tono fra il cortese e l’intimidatorio. “Buonasera”. E giù ad incassare monetine.
p.ferrante@statoquotidiano.it








Mi chiedo cosa c’è da commentare..solo una cosa, i cani sono sei, giusto ma sono aggressivi, un giorno o l’altro succederà qualcosa di spiacevole a qualche sfortunato visitatore. Vogliamo prendere provvedimenti?
Per la liberta` di parola e pensiero in tanti hanno perfino fatto l ultimo sacrificio. Le domande lecite per il giornalista Piero Ferrante sono : Dato che il degrado del cimitero risale a anni fa`, Lei non ci ha fatto caso prima perche a) Non e` di Foggia b) nessuno dei suoi cari e` seppellito in questo cimitero. Quale e` la risposta?
Nel caso del GADD Gli Amici della Domenica quale e` la loro giustificazione per non averci fatto caso prima di adesso?
Finalmente, Lei e` un membro di questo Gruppo (GADD) e per mantenere massima imparzialita`, al suo posto, io eviterei qualsiasi possibile conflitto di interessi.
Caro Matteo,
come potranno testimoniare dal Gadd, io non faccio parte degli amici della domenica, non nutro conflitti d’interesse (strana affermazione che va facendo, lo sa?Forse non ne conosce il significato.), nè ho dormino sin d’ora.
Del degrado del cimitero, come lei saprà, alla luce del fatto che sembra nutrire familiarità con il mondo del giornalismo tanto da esprimere, molto lucidamente, delle composite domande (lecite, chiaramente), ci sono delle scintille che fanno scattare gli articoli. L’azione congiunta delle voci di questi giorni, unita al fatto che OGGI sono stati affissi i manifesti in giro per foggia (mutuando da lei il ragionamento: se non li ha visti o non è di Foggia o non gira per le strade di Foggia, oppure è vicino all’amministrazione e ha conflitti d’interesse…) e che, infine, domenica ci sarà un’iniziativa a favore del cimitero mi (ci, dato che devo rendere conto ad un mio superiore, checché lei ne possa pensare), ha spinto a parlarne.
Chiaramente, alla luce di quel che dice, immagino abbia spinto, in questi anni di cui parla, di modo che il degrado non fosse più tale. Allora, le propongo di incontrarci, di modo tale da ascoltare la sua voce e dire pubblicamente che u cittadino foggiano ha fatto questo, questo e questo. Dico sul serio, signor ” Caputo”
Con stima
Piero
Se La Massaia Pazza non e` il suo nom de plum sulla bacheca del GADD, Le chiedo scusa senza esitazione. Se il contrario e` il caso, riconoscendo che un giornalsta appartiene a tutti e a nessuno Lei si rimuove dalla bacheca del GADD is it a deal?
Caro sig. Matteo io che ci vado abbastanza spesso posso testimoniarle che il degrado lo stiamo avendo nell’ultimo anno e mezzo. Non è il fattore politico che mi spinge a dirle questo (ho votato Mongelli) ma piuttosto il declino (non lento) che attanaglia la nostra città, e che il cimitero non rimane fuori mi sembra logico.
Vedere lapidi bruciate l’anno scorso non mi è capitato di vederle, e cosa dirle non vedere nemmeno l’ombra di un giardiniere (di quelli che scioperano)? Sono gli stessi che curano la città e che in compagnia di altre cooperative erano comunque assenti quando avevano regolarmente lo stipendio. Non è meglio dire che sono raccomandati che hanno in mano le sorti della città perchè nessuno può dirgli alcunchè per paura di ritorsioni? Da chi sono stati assunti? Poca dietrologia e diciamo le cose come stanno, loro (i politici locali) sanno e fanno finta di non sapere! Grazie
Scuse accettate, caputo. Confonde me con la mia ragazza…
Salve, io vivo nel cimitero da quasi un anno, come mai mi volete cacciare?
Io ricambio la stima Signor Ferrante ma la questione GADD e` problematica… Mauro, fonte indipendente, nega al gruppo la difesa che non ci hanno fatto caso prima: allora le domande fatte sopra a) & b) tornano a galla per loro. Per la risposta: aspettiamo dopo o prima delle elezioni? Cordiali saluti
http://www.facebook.com/groups/100217530054421/?view=permalink&id=140200202722820
Questo link mi e` stato mandato da un fan del Signor Ferrante si presume che e` un Gaddino
Caro Matteo,
mi dice che cosa c’è scritto, di grazia, di estremamente scandalorso? Se ho capito bene, secondo lei un giornalista deve essere escluso dal mondo ed avere contatti con politici, imprenditori e giudici? cosa ci trova di scandaloso nel fatto che abbia, dal profilo della mia ragazza (mi scusi, sono cose che non le competono), commentato un mio editoriale e risposto a quanto veniva detto da persone che abitano la mia stessa città? mi dispiace, ma il giornalista, a nostro modo, è quello che propone, dialoga, duetta. Se lo vuole sapere, il sindaco si assumerà l’onore e l’onore di utilizzare un nostro video (tratturo Foggia-Incoronata) per sporgere una denuncia formale (anche quello è da anni in condizioni pietose, lo sa? lei ha sporto querela? ha fatto iniziative? ha annaffiato gli alberi con i Cicloamici? ). Questo, anche per i rapporti che ognuno di noi (giornalisti) ha con la città e non solo con le ‘vie ufficiali’. Per il resto, a me pare che la sua attenzione continui troppo ad essere focaliozzata sul Gadd (che, per giunta, nel pezzo viene citato, se non erro, solo in apertura e solo per un comunicato stampa che hanno pubblicato quasi tutti i media foggiani) e su di me, per centrare il vero obiettiva: ovvero, il cimitero. Evidentemente, c’è chi si prende la responsabilità di muoversi, anche rischiando di proprio (è di qualche giorno fa l’ennesima minaccia ad un giornalista foggiano e, mi creda, ce ne sono a decine ogni giorno che rimangono sotterranee) fotografando i parcheggiatori abusivi, e chi pontifica dietro una scrivania e un computer. La nostra (giornalisti) missione è quella di interloquire (e mi pare che io lo stia facendo anche con lei e con estremo garbo…) e di sottolineare quello che non va. Dovrebbe leggere di tante altre cose (inchieste, reportage, dossier) da noi pubblicati sulla città e di cui, verosimilmente, google o facebook non le daranno risposta…
E, da laico, le consiglio una cosa. Il “si presume” non è un dato di fatto. Ribadisco, con tutto il rispetto per gli Amici della Domenica (di persona ne conosco forse 4 o 5 e, per di più, è una conoscenza pregressa alla fondazione del gruppo), che NON FACCIO PARTE ATTIVA DEL GRUPPO, NON HO IL TESSERINO DEL GADD. E, con questo, credo che la questione si chiuda
Perchè il comune non interviene? Il guano dei piccioni rende l’aria insalubre e questo comporta il rischio di gravi malattie. Ma cosa aspetta ad intervenire? Ho letto di città italiane che hanno avuto buoni risultati dando ai piccioni un farmaco antifecondativo, in modo da combattere la loro prolificazione.