Sono arrivata a Stato Quotidiano tre anni fa durante una campagna elettorale per le amministrative in alcuni comuni della provincia. Il primo articolo inviato era di circa 10mila battute, ovviamente riguardava paesi diversi. “Lo pubblicheremo a puntate”, disse il direttore. La cronaca politica ma non solo. Nel 2016 Stato aveva avviato una nuova esperienza editoriale con la sua versione femminile, ‘Stato Donna’. Un’esperienza archiviata perché inconciliabile, nei tempi, con la redazione del giornale principale che, a breve, avrà una nuova veste grafica. Forse sapevamo che la novità sarebbe giunta in altro momento. In ogni caso con ‘Stato Donna’ abbiamo riportato le idee, le esperienze, i successi e le difficoltà di un variegato mondo femminile.
“Per me, è stato il primo ingresso a Foggia da corrispondente di una testata di Manfredonia”
Per me, è stato il primo ingresso a Foggia da corrispondente di una testata di Manfredonia, a oltre 10 anni dall’iscrizione all’albo e dalla collaborazione per diverse testate giornalistiche locali.
Sebbene questo lavoro sia concluso, nei nostri articoli l’attenzione di genere non è mai mancata e, a guardare l’archivio dei pezzi pubblicati con donne protagoniste, anche cercandole appositamente, possiamo dire di aver fatto del nostro meglio in tal senso.
E’ una delle prime testate online cui collaboro dopo il lavoro nelle redazioni di giornali cartacei. Altri tempi, altri spazi, altro rapporto fra desk e notizie. A dimostrazione di come sia cambiato il modo di riportare alcune dichiarazioni, dai social al giornale, porto sempre un esempio. Nel 2007 utilizzai per il virgolettato un post su facebook del presidente di un’associazione. Per questo, minacciò querela, cioè non si poteva fare, secondo lui. Oggi sarà certo questione di “disintermediazione”, ma si posta anche per vederlo pubblicato, per suggerire l’intervista, per segnalare qualcosa.
Sono arrivata a Stato Quotidiano da foggiana per una testata di Manfredonia. La conoscevo: l’omino che legge, icona attuale del giornale, la cercavo come fonte per capire meglio di alcune questioni. Lo trovavo dettagliato, preciso. Non copiavo, mi ispiravo. Il lavoro delle fonti e dell’albero delle fonti si è rafforzato con la redazione online, diciamo che è la sfida di ogni giorno. Se il comunicato stampa non arriva, dimenticano di mandarlo, si orientano sui giornali che hanno la redazione su Foggia, beh, allora lo cercheremo, lo segnaleremo, ci faremo sentire. Note stampa, ma non solo. In questi anni il nostro raggio d’azione è più ampio, dal Golfo, dal Gargano, dall’Alto Tavoliere a Foggia.
“Essere uno dei giornalisti corrispondenti dal capoluogo per una redazione esterna non è semplice”
Essere uno dei giornalisti corrispondenti dal capoluogo per una redazione esterna non è semplice. Devi essere un po’ gli occhi di chi non è qui, confrontarti con le notizie di altre testate cittadine molto radicate, che sanno raccontare la città e la provincia. Ma il pluralismo delle voci e dei punti di vista è una risorsa, sempre.
“Ti ricordi quella volta che ci siamo arrabbiati?”, è la sintesi delle conversazioni seguenti
Che vuol dire contattare la redazione se non stai a Manfredonia? Vuol dire telefonare ogni giorno al tuo direttore, mandare messaggi, scrivergli su messenger, postare foto su whatsapp. In tre anni si possono contare sulla mano i giorni in cui non ho telefonato per aggiornamenti. Sì lo dico, riconosco di essere stata a volte petulante: con i mie ragguagli, richieste di pareri sulla tal vicenda, sulle proposte: “Una cosa per volta, per favore”. Nel peggiore dei casi Giuseppe de Filippo fa una controproposta su un tema di cui non ti stai occupando, se non è la notizia del giorno. Il lavoro al desk, nella “stanza dei bottoni” ha reso più agevole la collaborazione e l’apporto alla redazione complessiva. Spesso mi sono ostinata a scrivere di cose su cui lui non scommetteva, altre volte è capitato il contrario. Che non abbiamo mai avuto un vivacissimo scambio di punti di vista, non è vero. Ritrovarsi a parlarne con la redazione, al tavolo per una pizza : “Ti ricordi quella volta che ci siamo arrabbiati?”, è la sintesi delle conversazioni seguenti.
Lo ringrazio per la capacità di saper accogliere i vari punti di vista, senza pregiudizi e censure, per la pazienza nell’ascolto, per le indicazioni e i consigli. Per aver dato spazio a opinioni politiche diverse, alla cura per la notizia anche a scapito, talvolta, del sensazionalismo. Lo ringrazio per la fiducia risposta nei collaboratori e per la duttilità nel recepire istanze lontane dalla sua linea di pensiero e di impostazione. Buon compleanno! 10 anni sul campo, instancabilmente e coerentemente.
A cura di Paola Lucino,
giornalista iscritta all’albo professionale della Puglia



