Entro il 17 novembre, nei 60 giorni dalla legge di conversione del decreto 138/2011, le Regioni possono individuare un limite demografico diverso da quello indicato dalle normative vigenti, sia per le Unioni di Comuni (inferiori a 1000 abitanti), sia per le forme associative intermunicipali tra i mille ed i 5mila cittadini.
Il decreto legge del 13 agosto, inquadrato tra le “misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo”, interessa 2mila Comuni italiani, il cui elenco può, quindi, essere aggiornato. “La Regione – è l’appello di Mignogna – apra presto e senza ulteriori indugi un tavolo con i Piccoli Comuni, per individuare insieme i limiti demografici. Il rischio, in caso contrario, è l’ennesimo provvedimento calato dall’alto sulla testa dei delle realtà meno numerose, come la chiusura unilaterale delle Comunità montane”.
Redazione Stato




Meno male che hanno tolto la comunità montana, non è mai servito a nulla!!