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Potenza, arrestati Sigillito e Bove. Comitato Foggia: “Vogliamo responsabili”

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
12 Ottobre 2011
Regione-Territorio //

L'inceneritore Fenice (St)
UGL: “INTERVENIRE SU FENICE” – “L’UGL ha da sempre denunciato la gravità di quanto stava accadendo territorio della Fenice ma, cosa grave è, che nessuno ha preso in serio esame ciò che veniva denunciato”. E’ quanto fanno sapere congiuntamente per l’UGL Basilicata, il segretario regionale generale, Giovanni Tancredi e il componente della confederazione lucana, Giuseppe Giordano. Per i sindacalisti “gravi, infatti, sono le responsabilità di tutti gli Enti che dovevano vigilare ed operare con urgenza, bisognava intervenire ricercando le cause del cattivo funzionamento dell’impianto con i relativi sversamenti in falda di sostanze, altamente, cancerogene derivanti dal ciclo di trattamento dei rifiuti provenienti anche da fuori regione. Vogliamo rendere noto – continuano i segretari UGL – che l’A.I.A., scaduta, dava a Fenice la possibilità di incenerire rifiuti pericolosi non sanitari in Italia. Ora, è necessario fare chiarezza, come è possibile che l’impianto abbia bruciato già dal 2007 una quantità di rifiuti superiori a quelli che l’Autorizzazione permetteva: L’allora Direttore Generale del’Arpab – evidenziano Tancredi e Giordano – all’epoca dall’UGL interpellato dichiarò, nel corso dell’audizione tenutasi in III Commissione consiliare il 4 Novembre 2009, che su Fenice non vi erano dati certificati negli anni 2002, 2003, 2004, 2005 e 2007. Già in quelle circostanze e date, sollecitammo la sospensione dell’attività dello stabilimento per mancanza di alcuni controlli. Adesso – concludono i segretari UGL, Tancredi e Giordano – è l’ora di sgomberare il campo da dubbi, reticenze e di fare chiarezza una volta per tutti perché, è un dovere nei confronti della popolazione che vive all’ombra di Fenice e dei tanti lavoratori che lavorano e vivono giornalmente in quella fabbrica”

BELISARIO (IDV) – “Alla Prestigiacomo non basta essere finita a Striscia la notizia, vuole per forza andare su Blob. È da un mese che ho chiesto con una interrogazione la chiusura del termoinquinatore ‘Fenice’, denunciando i gravissimi danni per l’ambiente e la salute che derivano dalla sua attività. Il Ministro dell’Ambiente provveda subito a far disporre il blocco immediato dell’impianto, prima che anche a lei l’autorità giudiziaria contesti il reato di disastro ambientale”. Lo dichiara il Presidente dei Senatori IdV, Felice Belisario, commentando i provvedimenti emessi dalla Autorità Giudiziaria di Potenza. “E’ una vergogna – aggiunge – che il Ministro dell’Ambiente non sappia fare altro che constatare l’esistenza di problematiche e stare alla finestra a guardare, demandando alle autorità territoriali ogni intervento perché non ha la forza politica di disporre atti concreti e definitivi. Sono anni che protesto contro le attività della Fenice, a gennaio ho chiesto con forza la chiusura dell’impianto e ho ribadito questa necessità interpellando direttamente il Ministero già un mese fa. Le mie denunce sui rischi e le conseguenze nefaste per la Basilicata trovano pieno fondamento nei provvedimenti disposti dal Tribunale di Potenza. Lo ribadisco, chi sbaglia a tutti i livelli deve pagare, non solo politicamente, per i danni alla salute e all’ambiente che i cittadini subiscono. La situazione è gravissima e il termoinquinatore di Melfi va chiuso senza perdere altro tempo, il Ministro Prestigiacomo – conclude Belisario – si attivi subito se non vuole rendersi complice di chi ha inquinato il territorio e danneggiato senza scrupoli i cittadini lucani”.

OLA: “FERMARE FENICE” – “La Ola (Organizzazione lucana ambientalista), dopo gli ultimi avvenimenti di cronaca, drastici e penali, chiede – in un comunicato – di fermare definitivamente l’inceneritore Fenice, senza ulteriori indugi”. L’organizzazione ambientalista chiede, in proposito, l’intervento del presidente della Regione “con propria Ordinanza urgente, nell’interesse della comunità lucana, stoppando così le sciagurate decisioni istituzionali di puntare sull’incenerimento dei rifiuti con la produzione di CDR e CSS, il cosiddetto Combustibile Solido Secondario, ovvero scarti plastici, carta e pneumatici, selezionati dalla raccolta differenziata multimateriale dei Comuni e di quella speciale”. L’Ola ricorda, sulla vicenda Fenice, di aver, con una nota indirizzata al Ministro Prestigiacomo, agli Uffici ministeriali ed a quelli dell’Unione Europea chiesto nuovamente, “in data 1 aprile 2011, una verifica dell’impianto, su come venissero e vengono tuttora ancora trasportate e smaltite le enormi quantità di ceneri dell’impianto, sull’operato dell’Arpab, e l’ottemperanza alle prescizioni VIA rilasciate per l’impianto”.

DC POTENZA: “FARE CHIAREZZA” – “In attesa che l’inchiesta giudiziaria su Fenice faccia il suo corso e nel pieno rispetto che si deve a tutti quelli che a vario titolo sono coinvolti, dalla politica e dalle istituzioni i cittadini si attendono passi coraggiosi per recuperare la credibilità e l’affidabilità, specie in istituzioni delicatissime per l’ambiente e la salute, che di fatto risultano incrinate”. E’ il commento del segretario regionale della DC-Libertas Giuseppe Potenza.
“Non credo – aggiunge – sia sufficiente pensare alla Commissione di indagine decisa dal Consiglio Regionale, al termine di un lungo e pur appassionato dibattito, come unico strumento per tacitare la coscienza”. Per l’esponente della Dc “l’inchiesta ha di fatto scoperchiato quel meccanismo perverso della clientela e delle cosiddette relazioni corte che offende innanzitutto le giovani generazioni e le allontana sempre più frequentemente dai propri comuni di residenza”.

MANCUSI A PRESTIGIACOMO: “BEN SVEGLIATA” – “Apprendo con soddisfazione che il Ministro dell’Ambiente, dopo gli interventi di Striscia la Notizia e della Magistratura, si è posta il problema dell’inceneritore Fenice. Se avesse seguito la questione da prima, potrebbe agevolmente già sapere che la Regione Basilicata, come correttamente deve fare la politica senza attendere la Magistratura, già è intervenuta tanto nel definire le attività di bonifica, e a giorni sarà pronto il progetto definitivo, tanto nel mettere in atto, già da tempo, gli interventi di messa in sicurezza del sito con la rimozione delle fonti di inquinamento”. Così l’assessore all’Ambiente della Regione Basilicata, Agatino Mancusi, a commento delle dichiarazioni del ministro Stefania Prestigiacomo.
“Quanto all’Aia – ha aggiunto Mancusi – sinceramente non capisco che attinenza abbia con la bonifica che ha vita autonoma rispetto a questa autorizzazione. In ogni caso, il nodo non è concedere un’Aia, purchè sia, in tempi brevi, ma prevedere i giusti obblighi per i gestori. Su questo abbiamo lavorato con attenzione giungendo ad una piattaforma già definita e che ho presentato al Consiglio Regionale. Se il ministro fosse informata almeno di quella potrebbe esserci anche di aiuto. Come un aiuto – ha concluso Mancusi – aspettiamo dall’Ispra. Ci lavoriamo già di frequente e la possibilità di averla al nostro fianco, anche tutti i giorni, non è certo una minaccia”

PACE: “AVVIARE PRATICHE DIFFIDA FENICE” – “Il parere dell’Arpab, per ragionevole ammissione della Provincia di Potenza, benché consultivo ha suffragato tecnicamente le decisioni che hanno portato all’autorizzazione concessa a Fenice. I nuovi sviluppi non possono non mettere in discussione quel parere, la sua fondatezza ed imparzialità e, quindi, l’autorizzazione stessa”. E’ quanto afferma Aurelio Pace in merito agli utili sviluppi sulla questione Fenice.
“Abbiamo ascoltato la preoccupazione della gente del Vulture-melfese, condensata in discussioni approfondite ed opportune dei comuni interessati. Prima Lavello, poi Melfi e molte altre realtà locali, oltre ai comitati di cittadini ci hanno chiesto attenzione e tutela. Non possiamo negarla tirando in ballo procedure che mal si conciliano con lo stato effettivo delle cose”, continua Pace. “E’ improcrastinabile l’esigenza di aprire la procedura di diffida, preliminare alla valutazione del blocco dell’impianto, prevista dal decreto legislativo 152/06, ponendo una parola chiara in una vicenda che assume contorni inquietanti per omissioni e per la mancanza di una voce tecnica autorevole, a garanzia della salute pubblica. E’ per questo che ho deciso di interrogare l’assessore provinciale al ramo e gli uffici competenti al fine di comprenderne le determinazioni”, conclude Pace “per fornire elementi certi ed azioni concrete ai cittadini che le chiedono da troppo tempo”

p.ferrante@statoquotidiano.it, riproduzione riservata

1 commenti su "Potenza, arrestati Sigillito e Bove. Comitato Foggia: “Vogliamo responsabili”"

  1. Nn preokkupiamoci gente. Quello che è successo alla Fenice, nn può mai succedere cn l’inceneritore della marcegaglia perchè il sindaco e la giunta di Zapponeta hanno detto che vigileranno. Ma perchè, nn si incomincia a dire la verità alle persone, che quei mostri servono solo per far sparire tutto ciò che c’è di illegale? Perchè le amministrazioni nn si impegnano veramente a fare la raccolta differenziata e il riciclo? Perchè questi coccodrilli in giacca e cravatta cn l’aiuto della criminalità ci devono rovinare l’ambiente, la salute e la nostra vita? Gente, svegliamoci se nn vogliamo sentire fra 10 15 anni la campana che suona a lutto tutti i giorni. Qui nn si tratta di partiti perchè questi servono solo a ingannare la gente. Qui dobbiamo muoverci noi, da associazioni, da cittadini comuni, perchè questi PERBENISTI IN GIACCA E CRAVATTA, nn interessa nulla che noi ci ammaliamo e moriamo, quello che a loro interessa è il guadagno è basta. Il loro motto nn scordatelo: STIAMO LAVORANDO PER NOI.

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